L’oro nero ed i nostri soldi

Andamento crescente della spesa energetica degli USA espresso come frazione del PILPubblico volentieri qui il grafico realizzato da Gail E. Tverberg, e reso disponibile in questo articolo su The Oil Drum.

Mostra la crescita vertiginosa della spesa per prodotti energetici a cui sono stati soggetti i cittadini statunitensi. La relativa fiammata inflazionistica, avente culmine tra estate 2008 ed inizio 2009, ha fatto collassare vari comparti economici nel mondo; tra le vittime più illustri, vale la pena ricordare le auto e l’edilizia. Un peccato davvero che quasi nessuno si dia pena di discutere le banali cause del nostro stato di crisi; un caso di rimozione collettiva davvero sorprendente.

In Italia le cose come vanno? Secondo l’atlante statistico edito BP, andiamo giù pian piano. Il grafico in basso rappresenta i nostri consumi di petrolio (linea azzurra) e di energia totale (linea rossa) in milioni di tonnellate di olio equivalente – il tutto riferito al periodo 1989 – 2009. Quel che è accaduto è che siamo tornati apparentemente ai livelli di consumo della prima metà degli anni novanta.Consumi di petrolio e di energia primaria totale in Italia in milioni di tonnellate equivalenti di petrolio Non che negli anni novanta vivessimo nelle caverne, per carità; però si tratta di un andamento poco rassicurante.

Proiettando il dato rispetto alla popolazione, possiamo osservare che in effetti l’energia primaria consumata da ogni italiano è oggi la stessa di cui disponevamo nei primi anni novanta: grossomodo 2,7 tep pro capite.

A colpire è il dato sulla caduta dei consumi di petrolio, illuminante indicatore delle difficoltà degli ultimi anni: in media, un – 4.13 % annuo, dedotto dalla variazione 2003 – 2009. Adesso bisognerà vedere come si metteranno le cose: può essere che il tasso medio di caduta resti stabile o divenga più mite, ma non si possono escludere peggioramenti. In fin dei conti, non possiamo farci granché.

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