Le dimensioni contano

Quest’oggi, chiacchiere leggere. Quella nella foto è la mia bici; ha sostituito il vecchio catenaccio che mi portava in giro da quasi vent’anni. Si tratta di un usato, con telaio in ferro fabbricato negli Usa, rimesso a nuovo con componenti di recupero. La catena serve a far perdere un po di tempo ai ladri; anche se in effetti il miglior deterrente è costituito dall’aspetto penoso dell’oggetto.

La bicicletta del sottoscritto, acquistata usataIl mezzo in questione pesa all’incirca 18 kg; la misura è stata eseguita con una bilancia basculante sensibile agli etti, e comprende chiaramente anche la catena.

Mi colpisce il confronto con l’auto: il peso di una Fiat Grande Punto è compreso nell’intervallo 1.015 – 1.220 kg, in media 1118 kg. I materiali costruttivi sono simili: acciai, plastiche e gomma. Nelle auto troviamo anche vetri, ma questo non deve alterare di molto il mix di materiali; semmai, a svantaggio relativo della quattro ruote si potrebbero considerare i grandi costi dei componenti elettronici e meccanici più raffinati.

Se assumiamo bonariamente che il costo per chilo dei due mezzi sia simile, possiamo stimare che con un’auto del genere sarebbe possibile realizzare all’incirca 62 biciclette simili a quella della foto. Si noti che la scelta di una bicicletta più leggera, realizzata con telaio in alluminio, peggiorerebbe il confronto: quel tipo di mezzo ha costi costruttivi maggiori rispetto a quelli realizzati in semplice acciaio, non casualmente più diffusi.

Il prezzo di listino dell’automobile presa a riferimento, secondo il costruttore, si colloca nel range 11.600 – 15.400 euro in ragione delle finiture e delle caratteristiche del modello. Ne possiamo dedurre un costo medio unitario di fabbricazione di circa 12 euro / Kg. Nel caso della bicicletta, la mia personale esperienza mi suggerisce che questi modelli di city bike di poche pretese si possono acquistare, nuovi di fabbrica, spendendo 110 – 170 euro. Il costo medio unitario di fabbricazione in questo caso si aggirerebbe attorno ai 7 – 11 euro / Kg, con una  certa variabilità dovuta alle caratteristiche piuttosto disomogenee dei vari mezzi e relativi prezzi. E’ interessante notare che il costo unitario di fabbricazione di una bicicletta non è poi tanto dissimile da quello di un’auto; a cambiare in maniera drastica sono semplicemente le masse in gioco. Esiste solo qualche modesto vantaggio per i modelli di due ruote più spartani.

Ma adesso bisogna porsi la domanda più interessante: quante biciclette potremmo ricavare spendendo quello che spendiamo per le auto? Intanto le immatricolazioni: in Italia nel 2009 abbiamo immesso in strada, secondo l’Unrae, all’incirca 2.158.000 autovetture. Se assumiamo che sia possibile ricavare, da ognuna di queste auto, circa 62 biciclette (riferendoci ai soli rapporti di peso) il risultato è che potremmo permetterci la realizzazione di qualcosa come 134 milioni di mezzi a due ruote ogni anno. Un po’ come dire che l’Italia, in meno di quattro anni, avrebbe la possibilità di fornire una bicicletta ad ognuno dei circa 495 milioni di cittadini dell’Unione Europea mettendo semplicemente al bando le immatricolazioni di automobili. Si noti che forse si tratta di una stima cautelativa, visto che i confronti sui costi, anziché sulle masse, avvantaggerebbero ulteriormente le bici.

Personalmente non mi auguro proprio scenari simili, però credo che sia utile ricordare queste faccende: in fondo, gli americani durante la Seconda Guerra avevano adottato questa logica, sopprimendo temporaneamente l’industria automobilistica a favore di quella bellica.

Più in generale, queste piccole cifre ci fanno capire bene per quale motivo le società più povere prediligono l’uso di mezzi leggeri e non motorizzati: la prima differenza è il costo di fabbricazione. Il consumo di carburanti, paradossalmente, tende a passare in secondo piano. Molto banalmente, un cinese di campagna (o anche mio nonno) non riesce a procurarsi un automezzo; la disponibilità eventuale di qualche litro di gasolio fa ben poca differenza.

Tutte queste faccende, in questi tempi di carenza di energia, dovranno essere considerate con attenzione.

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2 risposte a Le dimensioni contano

  1. Mr.Loto ha detto:

    Hai ragione, andando avanti di questo passo vedo l’utilizzo obbligato della bicicletta come una possibilità molto probabile ….. ed in tempi non lontani.

  2. vincenzo007 ha detto:

    Articolo interessante.

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