Le imposte e gli spifferi

Termometro piazzato sul davanzale della finestra di camera miaStamattina, scendendo dal letto, ho dato un’occhiata al termometro piazzato la sera sul davanzale della finestra di camera mia. Segnava 14,5 °C, più o meno. Nella stanza la temperatura era rimasta relativamente stabile durante la notte, attorno ai 20,5 °C. La minima notturna, rilevata dietro casa da un valido modello a massima e minima, è risultata essere di circa 12 °C.

Tutto questo per dire poi cosa? Beh, in pratica la differenza di temperatura esistente tra la stanza e l’intercapedine vetrata – imposta ammonta a 6 °K. Contro i soli 2,5 °K di gradiente termico registrato tra la suddetta intercapedine e l’ambiente esterno. Queste imposte non sembrano perfette quanto ad isolamento.

Se esaminiamo le specifiche di qualche serramento a doppio vetro ben costruito, come in questa presentazione dell’Università di Roma, deduciamo dispersioni di circa 3 w/mq°K per doppi vetri comuni. Che varrebbe a dire che la mia vetrata stanotte disperdeva una potenza di 18 w/mq, tralasciando per un momento gli effetti degli angolari di legno. Mica poco, considerato che siamo ancora nella bella stagione. Restano forti le perdite causate dalle imposte esterne di legno, come testimoniavano le differenze di temperatura rilevate; forse dotarle di guarnizioni in gomma a tenuta ermetica non sarebbe un’idea malvagia, e magari costa anche poco.

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