Abruzzo: differenziata contro inceneritori

Leggevo stamane su Repubblica, in mezzo a tante corbellerie, una notiziola interessante: in Abruzzo una allegra consorteria di delinquenti ha pensato bene di alterare la gestione dei rifiuti a proprio comodo, come racconta il quotidiano.

La cosa è ben riassunta da un altro blog di WordPress, a firma di Claudio Meloni, che riprende l’inchiesta del quotidiano; il problema è che gli “imprenditori” della zona avevano bisogno di materiale da dare in pasto agli inceneritori, ed avevano pensato bene di impedire la raccolta differenziata. Mandare giù la quota di rifiuti recuperati aiuta ovviamente ad accrescere il volume di lavoro dei bruciatori in questione.

Tutti i commentatori si sono scandalizzati di questa faccenda, gridando e sbracciandosi per chiedere giustizia. Però non ce n’è stato uno che si sia domandato per quale motivo questi volatili rapaci abbiano scelto proprio l’incenerimento per far soldi. Perchè non la raccolta differenziata? In tante nazioni, ed anche in parecchie realtà italiane, la differenziata permette di fare un mare di soldi. E allora?

La questione viene da lontano, porta un nome che ormai è una leggenda: si chiama CIP6. La bella normativa che dovrebbe incentivare le energie rinnovabili in Italia. Cosa c’entrano gli inceneritori abruzzesi con i tetti fotovoltaici? C’entrano eccome. Perché la famigerata CIP6 prevede di concedere contributi anche alle fonti di energia “assimilate alle rinnovabili”, comprendendo in questa categoria cose come gli inceneritori – o termo valorizzatori, che cambia poi poco. Un delirio, vero?

E così, gli imprenditori abruzzesi non hanno fatto di testa propria: hanno semplicemente agito obbedendo alle indicazioni dello Stato, che premia per l’appunto chi fa dei falò di rifiuti con lauti compensi. Ironicamente, distogliendo fondi alle rinnovabili; che poi possono essere accusate di non funzionare, e non un cane che dica che in realtà non le stiamo finanziando.

Se vogliamo veder cessare questo genere di abomini, abbiamo una sola scelta: cambiare il quadro normativo, nella fattispecie la norma CIP6. In caso contrario, inutile stare a lamentarsi dei rifiuti sprecati nel fuoco e della differenziata che non decolla; le aziende coinvolte avranno semplicemente fatto quel che la legge suggeriva loro. Solo che era il suggerimento sbagliato.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in ambiente, attualità e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a Abruzzo: differenziata contro inceneritori

  1. Aldo Cannavò ha detto:

    Ormai le malattie e le morti causate dagli inquinamenti degli inceneritori hanno raggiunto una percentuale insostenibile. Tutte le famiglie colpite,in tutta Italia, si debbono unire per far causa,basandosi sulle percentuali dei malanni,ormai dimostrabili, e chiedere adeguato risarcimento. Gli stessi comuni non hanno interesse a sostenere gli inceneritori, perchè le spese della sanità vengono gonfiate eccessivamente dalle malattie provocate dall’inquinamento di questi impianti di morte.

    • alessandro ha detto:

      Non esiste un solo studio che trovi nessuno di causalità tra tumori e fumi degli inceneritori, e non esiste per un semplice motivo: é una nota bufala che stenta a sparire.

      • fausto ha detto:

        Il motivo è diverso. Spargere fumi pericolosi nell’ambiente equivale a far ammalare persone disposte a caso attorno all’impianto malfunzionante. Le persone si ammalano, ma non è possibile stabilire nesso deterministico tra un singolo malato e l’effettiva causa della malattia.

        Il nesso è statistico, non deterministico: più porcherie nell’aria, più tumori nella popolazione. Che non casualmente qui in Emilia ormai sono una vera e propria pandemia, provi a dare un’occhiata alle banche dati Istat o ai registri tumori.

        Ovviamente le moderne tecniche costruttive impiegate per gli inceneritori hanno per l’appunto l’obiettivo di contenere questo genere di problemi. E per fortuna hanno anche ottenuto qualche successo.

      • alessandro ha detto:

        Fausto stai sbagliando sia il concetto che i numeri… in un sistema aperto emissioni a bassa concentrazione diluiscono la concentrazione totale, non la aumentano… le emissioni degli inceneritori sono dai 20 alle 200 volte meno inquinanti di quelle del traffico… proprio gli inceneritori dell’ ER sono dei gioielli e tutti gli studi su di loro mostrano che non causano nessun problema… qui c’ é spiegato tutto in dettaglio, con i link proprio agli studi relativi a Forlì: http://ademontis.wix.com/tecnologieambientali#!m04-inceneritori-cancerogeni/cmia

  2. Vittorio ha detto:

    Incenerire i rifiuti costa caro in soldi e salute.
    Anche se li chiamano col nuovo nome di TERMOVALORIZZATORI per evitare di chiamarli INCENERITORI non valorizzano nulla poiché l’energia recuperata è minore di quella impiegata per bruciare i rifiuti.
    INOLTRE SI PRODUCONO CENERI (molto difficili da stoccare perché NON ESISTONO ANCORA LE DISCARICHE ADATTE, inquinano le acque superficiali e sotterranee) E NANOPARTCICELLE TOSSICHE COME LA DIOSSINA (che RESPIRIAMO FINO A DECINE DI KM DI DISTANZA poiché NON ESISTE AL MONDO ALCUN FILTRO SICURO PER EVITARE DI DISPERDERLE NELL’ARIA) causa dimostrata di CANCRO, MALFORMAZIONI FETALI, INFARTI, ICTUS, PARKINSON, ALZHEIMER, ecc..).
    NON ESISTE ALCUNA CONVENIENZA ECONOMICA PER L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI ma solo vantaggi per chi costruisce e gestisce questi impianti.
    PER TRUCCARE I CONTI, lo Stato FINANZIA GLI INCENERITORI ATTRAVERSO LE BOLLETTE ELETTRICHE A SPESE DEI CITTADINI, riconoscendo un compenso per ogni kw prodotto negli impianti pari circa QUATTRO VOLTE IL PREZZO DI MERCATO !

  3. Aldo Cannavò ha detto:

    La raccolta differenziata è la forma migliore di smaltimento dei r.s.u.-Posso dare informazioni,a chi ne sia seriamente interessato,su un nuovo sistema brevettato che completa lo smaltimento dei rifiuti residui ed altri inerti incorporandoli in blocchi di cemento.Il vantaggio del sistema consiste nel costare meno delle discariche e degli inceneritori nel non inquinare. I blocchi ricavati,che si potranno fare con misure e forme prestabilite,si potranno poi impiegare per molti lavori,fra i quali ritengo urgente la messa in sicurezza,in modo semplice ed economico,di molti siti a rischio idrogeologico e dissestati.
    Genova – aldocannavo@fastwebmail.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...