Il ghiaccio se ne va

Perdita di superficie dei ghiacci marini articiDavo un’occhiata al sito del NSIDC; l’immagine a fianco viene da lì. Fa abbastanza impressione osservare che l’estensione del mare ghiacciato nell’Artico è inferiore al normale di due milioni di chilometri quadrati. Si tratta di una superficie che è quasi sette volte l’Italia. O in altri termini, lo 0,55 % della superficie oceanica complessiva.

In se la faccenda non sarebbe poi così grave, se non fosse per un dettaglio: l’albedo dell’acqua non è uguale a quella del ghiaccio. La mancanza di ghiaccio genera un grave feedback positivo, permettendo ad una maggior quantità di radiazione solare di convertirsi in calore. Questo fatto accelera l’incremento delle temperature, se ce ne fosse mai bisogno.

Se molte di queste retroazioni positive dovessero farsi valere, rischiamo di vivere tempi difficili. Ci penserò domattina, mentre vendemmiamo, domandandomi se non ci sia qualcosa di diverso da usare per trainare il carro da 8 t che si dirigerà in cantina. Magari il diesel non era un’idea così buona; poi per carità, a braccia ci vorrebbero forse 150 persone, però nella vita esistono pure le vie di mezzo.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in ambiente, varie e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Il ghiaccio se ne va

  1. Barabba Marlin ha detto:

    dal grafico però si evince che la situazione rispetto al 2007 è migliorata, potrebbe trattarsi di normale fluttuazione, o magari no, magari la crisi economica mondiale, facendo diminuire la produzione industriale, ha abbassato le emissioni di gas serra, arginando il riscaldamento globale. Un anno fa avevo letto una ipotesi simile sul ritorno delle api, non so se l’hai letta o ne hai scritto. Io ne accenno alla fine di questo post: http://magaridomani.wordpress.com/2009/03/10/product-placement-e-il-ritorno-delle-api-americane/

    • Già, sono fluttuazioni….
      Il valor medio si deteriora da decenni. Non so mai come dire: se si discute di trend decennali molti non afferrano; se si parla della singola annata cattiva (o pessima), salta fuori la giusta obiezione che si tratta di un anno solo.

      Non è facile come argomento; il recente inverno anomalo sull’Europa non ha aiutato. Sospetto che sbatteremo il naso contro il problema in tempi non troppo estesi; sarebbe già molto parlarne scopertamente.

  2. Pingback: Buon anno, banchisa! | Far di Conto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...