Carbone e petrolio, la gara si è riaperta

In questi giorni mi è capitato di ripensare alle faccende italiche in tema di energia; saranno forse gli alpini morti in Afghanistan, sacrificati sull’altare della nostra discutibile politica energetica, o magari semplice malinconia. Chissà. Però, in mezzo a tutti questi intrighi per metter mano al gas che si suppone abbondi nel Caucaso, mi è venuto da chiedermi: e il carbone?

In Italia pare che facciamo ormai tutto col metano, ma in effetti ci diamo da fare anche con il carbone. E si suppone che il resto del mondo faccia altrettanto, a partire dai cinesi, come già ricordato in questo post.

Rapporto tra consumo di carbone e consumo di petrolio nel mondoIl grafico a fianco, derivato per pigrizia dal consueto atlante BP, mostra il rapporto esistente tra la produzione di energia da carbone e da petrolio nel mondo a partire dal 1980; il valore in ordinata è un numero puro ottenuto dividendo, per ogni annata, la quantità di energia derivata dai carboni per la quantità di energia ottenuta impiegando petroli più o meno convenzionali. Questo rapporto è rimasto relativamente stabile negli anni ’80, ed ha registrato una lieve discesa negli anni ’90.

Le cose sono cambiate a partire dal 2000, e parecchio: si è innescato un trend di forte crescita dei consumi di carbone. La cosa che mi sorprende di più è il confronto con i primi anni ’80: in quel periodo, la generazione elettrica a carbone tornava di moda a causa dei recenti shock petroliferi. Eppure, si tratta di una variazione nel rapporto tra i due combustibili abbastanza modesta, se confrontata con quella del decennio che ora si conclude. Suppongo che il collasso delle produzioni sovietiche avesse avuto un certo peso nello smorzare quella variazione, ma la vicenda è probabilmente più complessa. In quest’altro post un po di notizie e di ipotesi per il futuro.

Rapporto tra consumi di carbone e di petrolio in Italia, 1965 - 2009E in Italia che succede? Il grafico accanto rappresenta ancora il rapporto tra i consumi di carbone e quelli di petrolio, in termini di equivalente in energia ottenuta, per il nostro paese. A spiccare è la marginalità di questi combustibili nel nostro mix energetico, niente a che vedere con quello che accade nel resto del mondo. I due sobbalzi più rilevanti si sono registrati, ancora una volta, negli anni ’80 e dopo il 2000.

Interessante il fatto che la crescita di peso dei carboni sembri essersi sostanzialmente arrestata negli ultimi anni. Probabilmente, la caduta della produzione industriale italiana ha avuto un ruolo in questo fatto, compensando il rinnovato interesse per la generazione elettrica a carbone. Per il futuro, chi vivrà vedrà; di sicuro, noi italiani ci troveremo spesso a mal partito in tema di risorse minerarie.

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