La crisi ed i progetti affondati: Sipe Nobel insegna

Girovagando per la rete sono inciampato in un bel repertorio fotografico sull’area ex SIPE Nobel posta tra Spilamberto e Vignola, a sud est di Modena. Si tratta di un antico impianto industriale dedicato alla fabbricazione di esplosivi, attivo nel ‘900 e dismesso ormai da molti anni: l’acronimo viene da “Società Italiana Prodotti Esplodenti“. La produzione era pericolosa ed altamente inquinante, e ha lasciato tracce significative anche per quanto riguarda la contaminazione delle acque dell’apparato di conoide del fiume Panaro. Vistose le anomalie generate sui contenuti di solfati e nitrati, destinate ad esaurirsi in tempi assai lunghi. Oggigiorno, queste produzioni vengono delocalizzate in Europa Orientale; dove non ci sono controlli, l’inquinamento non è un problema.

Per questa area, gli amministratori locali ipotizzavano un recupero destinato alla realizzazione di un polo tecnologico, da inserire in una rete di strutture analoghe pensate per tante altre realtà della regione Emilia Romagna. Una struttura di ricerca, capace di mettere assieme le competenze dell’università e delle aziende private del circondario.

La vicenda, iniziata alcuni anni fa, si sta facendo ingarbugliata; in pratica, alcune superfici vicine al vecchio impianto sono state edificate a vantaggio dei palazzinari del luogo. Il tecnopolo, invece, rimane sulla carta; di esso possiamo osservare solo la presentazione in rete. I gestori del progetto non danno indicazioni precise sul destino futuro dell’area, e soprattutto sulla tempistica degli interventi. Tra le tante motivazioni, i costi di bonifica: pare che l’intervento debba essere estremamente oneroso, non tanto per le sostanze inquinanti disperse dalla fabbrica nel sottosuolo, quanto piuttosto per la massa fenomenale di ordigni inesplosi. Durante la Seconda Guerra, ovviamente, il sito era stato bombardato in maniera incessante dagli Alleati, ed ora si presenta il conto da pagare in termini di difficoltà di reimpiego dell’area.

Può essere che il progetto venga abbandonato, come possiamo arguire dai malumori di alcuni consiglieri della Provincia di Modena. Alla fine, di sicuro ci restano solo le palazzine costruite nei dintorni sugli unici terreni realmente utilizzabili, tributio al locale partito del cemento. Del destino di tutto il resto, in questi tempi di penuria energetica non è dato sapere.

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5 risposte a La crisi ed i progetti affondati: Sipe Nobel insegna

  1. Gian Piero Colombo ha detto:

    Che tristezza visionare queste immagini selezionate per caso,Io ho lavorato alla Sipe per tre anni progettando ,costruendo il nuovo impianto di nitrazione,abbassamento di viscosità e disidratazione. terminato il mio incarico nell’ 81al termine di collaudi e non ho saputo più nulla se non dal vs. sito grazie

  2. zanoli giorgio ha detto:

    ma dove si trovano le palazzine costruite nei dintorni della Sipe ?

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