Volatili e mulini a vento: chi ne ammazza di più?

Girovagando per la rete, mi è capitato di inciampare su questo sito; il motivo della ricerca era altro, tentavo di individuare qualche notizia riguardo l’energia eolica qui in Emilia Romagna.

Un delirio: discutere di impatto ambientale dell’eolico in una nazione che soffoca in mezzo a miasmi tossici è un qualcosa di veramente allucinatorio. Eppure, c’è chi lo fa. Anche quelli di NTE si sono cimentati con la diatriba, rilevando per primi la presenza di questi documenti polemici.

Ora, a parte il fatto che i pochi studi disponibili realizzati in Italia e nel mondo fanno capire con chiarezza che gli aerogeneratori di pennuti non ne ammazzano quasi nessuno, e che una fonte di energia che non emette schifezze tossiche o radioattive rappresenta un chiaro vantaggio per la fauna (inclusa quella umana), mi piacerebbe capire per quale motivo questi signori non mettono a confronto altre fonti di incidente che occorrono all’avifauna selvatica. Tanto per schiarirsi le idee, basta dare un’occhiata a questa pagina riassuntiva degli studi riguardanti gli Stati Uniti; i numeri sono davvero imbarazzanti, specialmente per i pennuti colpiti da autoveicoli. Altre fonti meno legate al comparto dell’eolico raccontano cose sostanzialmente simili.

Torniamo in Italia. Di fianco a casa mia esistono due oggetti assai dannosi per le creature che volano: una tangenziale ben frequentata ed un elettrodotto a singola terna da 132 kV per 500 A massimi dichiarati dall’ente gestore.

strada di repertorio con automobiliPartiamo dalla strada: si eleva per circa 1,5 m sul piano campagna, e non è dotata di guardrail. Gli incidenti che coinvolgono uccelli selvatici sono frequenti, al punto che ci capita varie volte ogni anno di individuare qualche pennuto ucciso nell’impatto contro un automezzo; di solito, le ore serali sono il momento di pericolo: sole basso all’orizzonte, visibilità discutibile, fari e tanto traffico. Nessuno ha mai gridato alla strage: evidentemente questi cadaveri non interessano, nonostante le carcasse da noi rinvenute negli ultimi 5 anni, su un fronte strada di neanche 400 m, siano assai numerose. La frequenza di questi incidenti è tale che, alle volte, un selvatico ammazzato di fresco può finire in padella. E mentre mastichi, capisci quanto sia reale il problema.

Traliccio elettrodotto Terna 132 kV 500 A, singola ternaL’altra entità minacciosa è l’elettrodotto: altezza del traliccio poco sopra i 20 m, e singola terna di cavi in alluminio con corda parafulmini. In questo caso, la minaccia non è costituita dalla corrente elettrica circolante: nessun pennuto qui da noi è alto a sufficienza da poter produrre un ponte a terra tra cavo e traliccio. Di solito i volatili evitano di posarsi sui cavi di fase perché questi vibrano seguendo i 50 Hz della rete, con un rumore caratteristico che fa risuonare il traliccio quando c’è carico forte. Come crepano, in questo caso, germani, gazze, civette e piccioni? Facile: sbattono contro i cavi. Il cavo teso ha una resistenza terribile; in almeno un paio di occasioni ho assistito personalmente all’impatto, raccogliendo gli uccelli che si erano appena schiantati contro la linea. Presentavano in un caso una ferita all’ala e nell’altro al petto, segno del violento impatto frontale contro la treccia in lega di alluminio.

Come mai non vedono il cavo? Facile anche questo: il sole basso. Alla sera ed alla mattina, il sole è basso sull’orizzonte ed abbaglia gli uccelli; si accorgono all’ultimo momento della micidiale trappola, il cavo è sottile e non si vede, diversamente dal traliccio. Il risultato è intuibile: un macello, specie a danno di volatili di taglia medio piccola con una vista non eccelsa. E mi fa impressione pensare che gli incidenti che ho verificato sono stati osservati su nemmeno 200 m di lunghezza della linea elettrica: mi piacerebbe capire quanti se ne verificano su tutta la rete ad alta tensione regionale.

Queste storielle sono educative, ma credo che gli studi degli statunitensi già citati bastino da soli a chiarificare la vicenda in termini di cifre: i nostri amici pennuti subiscono da tempo gravi danni a causa delle nostre attività. La presenza o meno di un numero anche grande di aerogeneratori non sembra avere grosse possibilità di peggiorare la situazione.

Il problema è che siamo conservatori: quando si affaccia un cambiamento, lo avversiamo con tutte le nostre forze. Incriminiamo l’eolico di uccidere pennuti, e rifiutiamo di vedere la strage – vera – in atto sulle strade e lungo gli elettrodotti italiani. Chi lavora o vive nei campi se ne rende anche conto, ma gli altri se ne fregano bellamente: cosa non si fa per tutelare il dio automobile. Ci raccontiamo placidamente che l’energia eolica serve alle mafie per ottenere sovvenzioni pubbliche; come se le centrali elettriche a gas non fossero lautamente sovvenzionate ed infestate da mafie d’ogni genere. Un giorno, qualcuno ci dirà che i generatori ad asse orizzontale emettono sostanze inquinanti, e che le ciminiere delle centrali a carbone profumano. Ci scommetto.

E’ difficile tenere la rotta in mezzo a questo mare di panzane.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ambiente, energia e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Volatili e mulini a vento: chi ne ammazza di più?

  1. Barabba Marlin ha detto:

    all’inizio si sono osteggiati i generatori eolici anche per l’impatto paesaggistico, e se posso dare il mio parere trovo i generatori bellissimi, non hanno cavi intorno e sembrano delle immense girandole conficcate nel terreno.

  2. L’impatto ambientale e paesaggistico degli aerogeneratori esiste; e questo è naturale per ogni oggetto che costruiamo. Quello che mi meraviglia è la disonestà messa in atto da chi si rifiuta di fornire termini di confronto che permettano di valutare la reale dimensione dei problemi. Oggi in Italia magari non abbiamo bisogno di impiantare wind farm ovunque, ma avremmo almeno bisogno di un po di onestà intellettuale.

  3. Pingback: Volatili e mulini a vento: chi ne ammazza di più? | Far di Conto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...