I trattori e i frigoriferi

Qualche volta, in giro per la rete, mi sento raccontare che mangiamo petrolio; ed è vero. L’agricoltura di oggi funziona con quello: in campagna, in effetti, le cose per mio padre sarebbero ben diverse senza l’appoggio del magico fluido nero. Lo sa bene chiunque abbia provato a vangare l’orto a mano almeno una volta. O chi abbia avuto la ventura di scavare un fosso a mano. Il diesel è una benedizione per chi deve lavorare la terra.

Ma quanta energia consuma effettivamente l’agricoltura italiana? Possiamo prendere per buone, almeno a livello indicativo, le notizie riportate nel Bilancio Energetico Nazionale fornite dal Ministero dello Sviluppo (o Industria, o Attività produttive, o come lo si vuol chiamare accidenti…); vedere pagina 12 del rapporto. Nel 2008, l’agricoltura italiana totalizzava un consumo di energia primaria di 3663*10^9 kcal; stiamo parlando di circa 3,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio standard. Che non è già poco.

Per contro, il settore civile (abitazioni, usi domestici) si era mangiato l’equivalente di più di 26,4 Mtep. La differenza sta nell’ordine di grandezza, è bella grossa davvero.

Un altro metro di paragone lo si potrebbe dedurre considerando i consumi in ambiente domestico suddivisi per tipologia, così come studiati in questo bel testo pubblicato da Aspo, ad opera di Gianluca Ruggieri. Poniamo che effettivamente, come indicato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, la famiglia media italiana utilizzi 2700
kWh/anno di energia elettrica; il riscaldamento fa conto a parte, rappresentando una spesa ben superiore.

Ora, come indicato nel diagramma a torta di pagina 4 dello stesso documento le macchine per il freddo (frigoriferi, congelatori et similia) assorbono in media il 23% dei consumi elettrici domestici. Che equivale a dire, su base annua, buoni 620 kWh. Se moltiplichiamo il dato per i 22,9 milioni di famiglie esistenti in Italia (così diceva Istat nel 2007) otteniamo la bellezza di 12,2*10^9 kWh elettrici. Già, elettrici: ma dato che il parco centrali termiche in Italia ha una resa media (così dice Terna) del 39%, la cifra va moltiplicata per 1/o,39. Ne vengono fuori 3,13 milioni di tonnellate di petrolio equivalente.

Una sorpresa niente male: l’intero comparto agricolo nazionale (coltivazione, attività forestale, allevamento, primo trasporto, stoccaggio…) comporta una domanda di energia che a malapena rivaleggia con quella connessa ai soli frigoriferi domestici esistenti in Italia. Un dato che già veniva segnalato da alcuni studi pubblicati su TOD, e che sembra caratterizzare anche altre nazioni.

Credo che me ne ricorderò, la prossima volta che mi racconteranno che l’effetto serra è colpa dell’aratro di mio nonno.

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