Case pignorate e case interrate

Va di moda di questi tempi parlare di pignoramenti: case troppo costose, redditi bassi o nulli, banche che si vengono a riprendere i muri comprati con tanta fatica. In Italia è sempre esistito un mercato parallelo della casa – usualmente per arraffoni – alimentato dai tribunali. Adesso che la bolla immobiliare scoppia anche qui, certi fenomeni sono destinati ad assumere una rilevanza diversa rispetto al passato; c’è chi si diverte a fare belle analisi con grafici e cronistorie, tutte da leggere. Il mercato degli immobili in Italia è un sistema speculativo: ben lungi dall’essere funzionale alle esigenze di chi ha davvero bisogno di una casa, crea bolle più o meno consistenti che invariabilmente finiscono con l’esplodere.

Sul blog di Crisis mi leggevo la segnalazione di qualche bel reportage fotografico sui pignoramenti in Florida, assieme ad altro materiale riguardo a diseredati e disperati assortiti, senza dimenticare la “cintura della ruggine” ed amenità consimili. Devo ammettere che la rovina economica e sociale è un articolo assai fotogenico; il rovinismo del ‘700 europeo ci si rispecchia bene ancor oggi, anche se dubito che il nostro calcestruzzo screpolato possa competere con i fori imperiali.

Alla fine, in Italia c’è pure qualche associazione di immobiliaristi che ammette che i prezzi sono un po troppo alti; guai a parlar di bolle, non sia mai che possano esplodere. Però il concetto è quello. Dalle nostre parti, stiamo a guardare in attesa che qualcosa cambi. Ovviamente non cambia niente: le persone che contano non hanno interesse ad interrompere questa perversione collettiva.

All’estero non funziona esattamente così: c’è anche chi reagisce con un po di immaginazione. Scartabellando immagini sceme di case rivestite in terra (l’isolante più economico di sempre) sono andato ad inciampare nella simpatica storia di una coppia di inglesi che hanno pensato bene di mettere su casa con 3000 sterline. Neanche 4000 euro. Il progetto è discutibile: il tetto isolato con la paglia mi spaventa per gli incendi, e comunque troppo legno per i miei gusti. Però il rivestimento murario con terrapieno è ben fatto, abbatte i consumi di calore. Sarebbe da rivalutare.

In generale, la storiella dei coniugi inglesi mi ricorda da vicino la ristrutturazione della casa in cui vivo: tutta la famiglia a lavorare, anche noi che eravamo minorenni. La casa risultante non è la tana di un orso, ma le procedure per ristrutturarla sono analoghe a quelle descritte dall’inglese del link. Se non hai cumuli di quattrini, o fai da solo o ti indebiti. Molte persone dovranno riprendere in mano la cazzuola ed il piccone, come ha fatto Simon Dale; la favola dei mutui di 200.000 euro concessi a nullatenenti disoccupati si è conclusa. Niente paura: per chi non teme i calli sulle mani e le liti in cantiere, sarà uno spasso.

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