Zucchero, barbabietole e moneta sonante

Mi è capitato sotto il naso, in questi giorni, un periodico specializzato in notizie inerenti il comparto agricolo; era vecchio di parecchi giorni, e riportava notizie riguardo un nuovo accordo interprofessionale sui prezzi da riconoscere alle barbabietole da zucchero in Italia.

Spulciando in giro per la rete, ho trovato parecchi riferimenti; in realtà l’accordo risaliva apparentemente al 22 novembre. In questo articolo un riassunto dei risultati. Il prezzo riconosciuto agli agricoltori per la campagna 2011 è fenomenale: 39,70 €/ton. Non, non è un errore di trascrizione: sono proprio trentanove euro e settanta centesimi per tonnellata. Messa in altro modo, neanche quattro centesimi di euro al chilo.

E dire che con un chilo di barbabietole a 16 gradi se ne fanno di cose; mia nonna ci tira fuori una salsa molto buona. E in fabbrica ne cavano zucchero. Già, lo zucchero bianco; oggi è quotato attorno a 810 dollari per tonnellata, meno di 620 euro. Immaginando di poter impiegare circa 6,25 tonnellate di tuberi per ottenere i nostri mille chili di zucchero, il costo della materia prima in Italia finirà con l’incidere per neanche 250 euro per tonnellata di prodotto finito. Per il comparto industriale dedito alla trasformazione rimane una cifra che rappresenta grossomodo il 70% del ricavo ottenuto [update: solo il 60%, come fa notare un lettore; refuso del sottoscritto] con il commercio all’ingrosso.

Francamente non so se abbia tanto significato produrre barbabietole in Italia oggi; tutti chiacchierano dell’esplosione dei prezzi delle derrate alimentari, ma a giudicare da accordi come quello appena siglato queste impennate non faranno sentire molto il loro effetto nelle tasche degli agricoltori. Con queste cifre, una buona campagna di raccolta – nel bolognese potremmo stare attorno a 50 t/ha – porterà ricavi di neanche 2000 euro per ettaro. Auguri a quanti dovranno far quadrare i conti in azienda; forse in Italia il tempo di lavorare la terra con dedizione non è ancora arrivato.

Se non altro, la forbice con i prezzi al consumo è modesta nel caso dello zucchero; secondo l’osservatorio Istat si parla di circa 80 centesimi al chilo nei supermercati modenesi. Dubito però che questo stato di cose possa durare in eterno.

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2 risposte a Zucchero, barbabietole e moneta sonante

  1. pagnino ha detto:

    Molto interessante, complimenti per il blog: è bello leggere qualcuno che usa ancora i numeri. Credo ci sia un piccolo refuso: dovrebbe essere circa il 60% del ricavato ottenuto (probabilmente hai usato un prezzo in dollari in mezzo al calcolo). Tornero’ a leggerti, arrivederci.

  2. Fare i conti in stato di incoscienza da post festino aziendale è stata davvero una cattiva idea! In effetti, 6,25 t * 39,7 €/t = 248,125 €, e 248,125 € / 620 € = 0,4002. Effettivamente, 60% all’industria di trasformazione e 40% ai produttori, eccetto ovviamente le tasse.

    Mi sa che un’altra volta ci penserò su prima di premere sul tasto “pubblica”.

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