Buon anno, banchisa!

Quest’oggi sono annoiato e triste: sarà che non ho un accidente da fare, o magari sarà l’effetto del brutto tempo. Non so, ma questa nuvolaglia grigia mi amareggia. Ad ogni modo intorno a casa non c’è neve: nevicare è nevicato, ma qualche settimana fa; e poi si è sciolto tutto. Fa freddo, ma non una cosa esagerata; niente da spartire con l’inverno passato.

Più a nord come va? La domanda è sempre lecita, ma in pieno inverno tendiamo a non pensarci. Le cose non stavano andando tanto bene un paio di mesi fa. E – intuibile – non sono migliorate nel mentre.

Allo stato attuale, l’annata peggiore per l’estensione della banchisa polare resta il 2007: alla fine dell’estate di quell’anno le superfici ricoperte dai ghiacci hanno raggiunto un minimo mai registrato prima. Nei tre anni successivi ci sono stati alti e bassi, e lo scioglimento dei ghiacci è uscito di scena; il sistema mediatico non accetta andamenti equivoci o serie di dati di difficile interpretazione, non fanno notizia.

Intanto però, al Polo Nord il ghiaccio continua a fondere. Il NSIDC continua a monitorare la situazione, fornendo ottime istantanee di questo cataclisma al rallentatore. Tra tutte, questa immagine costantemente aggiornata dell’estensione della banchisa sull’Artico. Il problema è che l’immagine cambia ogni giorno: per registrare la situazione ad inizio estensione della banchisa al polo nordgennaio 2011 mi vedo costretto a piazzarne una copia statica qui a fianco. Nell’immagine, sono evidenziati gli andamenti medi dell’estensione della banchisa artica nel periodo 1979 – 2000, con la relativa deviazione; la linea tratteggiata in basso rappresenta l’andamento nel 2007, ovviamente non molto buono: mancavano all’appello circa 3 milioni di kmq di ghiaccio marino. La faccenda interessante però è un’altra: la linea azzurra raffigura la situazione per il periodo 2010 – 2011. Nell’estate del 2010, abbiamo avuto perdite di superficie ghiacciata; però si tratta di perdite più contenute rispetto al 2007, e questo fatto – assieme ad un inverno 2009 – 2010 piuttosto freddo in Europa – ha permesso di spedire nel dimenticatoio le questioni concernenti il riscaldamento globale.

Solo che adesso, in pieno inverno, la superficie coperta dalla banchisa si è posizionata su livelli perfino inferiori a quelli registrati all’inizio dell’inverno nel 2007. Come dire che non è migliorato niente, e che il sistema climatico dell’Artico versa ancora nelle medesime, preoccupanti condizioni. Come dire che, all’arrivo della prossima primavera, torneremo ad avere le precondizioni per un disastro simile a quello del 2007; che poi succeda o meno dipenderà da variabili in gran parte ancora ignote, ma questo non migliora la situazione.

Il punto è che non c’è più la spettacolarità dell’evento: la situazione è pur sempre pessima, ma non fa più notizia. Se il buco nel ghiaccio non è abbastanza grosso,  o so non si è ampliato, nessuno ne parla più.

Buon anno nuovo agli sfortunati abitatori del Polo Nord quindi, e speriamo che l’anno prossimo non vada peggio.

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