Pietre, case e fantasie

Quest’oggi mi sono imbattuto in una immagine nel repertorio di notizie di Tiscali; una casa davvero strana, ricavata tra due enormi massi. Non ci ho messo molto a trovare una collezione di immagini sul tema cercando con Google robe come “house between rocks” o giù di lì. Davvero notevole l’immaginazione di chi ha pensato strutture simili.

Qui a fianco, presa dal blog Stone Art, una immagine di una di queste abitazioni; casa portoghese realizzata tra due enormi massil’esemplare è stato realizzato nel nord del Portogallo, in mezzo a due massi di materiale imprecisato. Molto bello, anche se magari non perfettamente funzionale. C’è anche mercato per strutture simili, vista la cifra pagata in Inghilterra per un’abitazione scolpita nella pietra; un posto tranquillo in caso di conflitto termonucleare. Gli inquilini lamentano una certa mancanza di servizi, ma bisogna dire che si tratta di strutture abbandonate da decenni, oppure utilizzate in maniera sporadica per le vacanze; niente a cui non si possa porre rimedio.

Di edifici simili ne abbiamo tanti anche in Italia, anche senza scomodare i Sassi di Matera; carina, tra tanti esempi, questa casa in Sardegna. In effetti tutto il fascino di queste strutture nasce dalla loro pochezza: si tratta di costruzioni che si appoggiano all’ambiente circostante, senza guastarlo o alterarne la natura originaria. A pensarci bene, con i mezzi di oggi interverremmo subito per sbancare e spianare una montagna di materiale; ricavato uno spiazzo, ci pianteremmo in mezzo uno scatolone di cemento intonacato.

L’abbondanza di mezzi materiali e di strumenti tecnici di cui disponiamo ci porta spesso a costruire edifici bruttini e privi di relazione con il contesto in cui sono stati realizzati. La forza delle costruzioni di una volta era proprio la capacità di utilizzare in loco i materiali naturali disponibili, senza tante forzature; e così la povertà e la relativa incapacità di trasformare l’ambiente circostante permettevano ai nostri avi di realizzare edifici realmente integrati nel paesaggio locale. D’altronde, a che serve smuovere un masso di 200 tonnellate quando posso servirmene direttamente come parete?

Chissà, magari dovremo ripensare i mezzi che utilizziamo in edilizia, e mica solo per far fronte alla mancanza di risorse economiche ed energetiche; anche l’estetica dovrebbe avere la sua parte in questi ragionamenti. Non è un vezzo inutile, e non è detto che sia un costo.

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Una risposta a Pietre, case e fantasie

  1. Emilio ha detto:

    che spettacolo la casa con l,idea del cuore a destra, senza la macchina la foto sarebbe meglio Emilio sito web dinosauridisasso

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