150 anni e non sentirli

bandiera italiana con filtro a drappeggioL’Italia oggi festeggia il suo centocinquantesimo compleanno; nel 1861 il processo di unificazione si era quasi concluso. Mancava Roma, ancora sotto dominio papale: solo l’indebolimento delle opposizioni francesi ne permetterà l’annessione con molti anni di ritardo. Come al solito, una parte importante della storia nazionale veniva decisa all’estero; e fortunatamente abbastanza bene anche per noi, che ancora soffrivamo di sudditanze verso nazioni europee che avevano uno spirito unitario ben più antico.

Metternich era solito definire l’Italia “un’espressione geografica”, e questo in parte è sicuramente vero. Nel senso che il territorio a sud delle Alpi rappresenta un elemento geografico tanto variegato quanto unito dagli eventi di una storia antichissima; in fin dei conti, ci aveva già pensato l’Impero Romano ad unirci, perfino nella lingua.

Dopo 150 anni di storia bene o male condivisa, dopo le guerre, le mafie, i dazi doganali che favorivano le acciaierie piemontesi e rovinavano gli agrumeti del Mezzogiorno, dopo le mafie e le stragi di stato, dopo i banditi ed i partigiani, dopo i repubblichini e gli operai, dopo tanti guai e tanti successi mi vien da dire una cosa sola: gli italiani li abbiamo fatti, vediamo di non disfare l’Italia. Buon compleanno, Italia.

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