Vita nuova

piccola quercia appena nata da una ghiandaVado a spasso per i campi, sono a casa. Mentre passeggio lungo una carreggiata e medito sulla brutta erba di questa primavera, e sul tempo meteorologico così antipatico, e sull’inverno che non sembrava mai voler andare via, che ti trovo? In mezzo all’erba, con cinque foglie che a momenti non si vedono, spunta una minuscola quercia. Ci ho messo un po a capire come fotografarla, non sono un asso con queste cose. Probabilmente si tratta della pianta nata da una delle ghiande che avevo sparso in giro nell’inverno.

Naturalmente anche gli animali selvatici fanno un lavoro analogo, difficile dire se questa sia stata persa qui da un bipede, un quadrupede o un pennuto. Loro tentano di mangiarsele, le ghiande; solo che a volte non ci riescono, magari perdono parte del bottino, o magari  ne sotterrano una parte per far scorta, e si dimenticano della posizione del tesoro. Comunque la piantina è lì, ha avuto fortuna. Adesso è alta come un filo d’erba, ma a differenza dell’erba che la circonda resterà lì fin quando qualcuno non si prenderà la briga di distruggerla. Sono piante pazienti e longeve, le querce.

In realtà, a giudicare dalla parte bassa dello stelo, deve trattarsi di un esemplare nato l’anno scorso; mi sembra un gambo già scuro ed indurito, mica roba delle ultime settimane. In generale, non mi pare di avere visto piante davvero nuove in giro: può darsi che sia una cattiva annata, ma è anche possibile che stiano cominciando a saltar fuori adesso. Per dare un giudizio sull’andamento di questa primavera sarà bene attendere qualche altra settimana ancora. Anche l’anno passato era andata allo stesso modo: sembrava tutto fermo e poi, inattese e ritardatarie, son venute fuori piante nuove a centinaia.

Per tirare fuori un bell’albero da quel patito rametto occorre pazienza: dopo una ventina di anni, con un po di fortuna, è possibile sedersi all’ombra di una creatura analoga a quercia - grossa farniaquella fotografata qui a fianco. Inutile sottolineare che questa è stata ben più facile da fotografare, riempie piuttosto bene l’apertura angolare dell’obiettivo. In effetti, ci vuole tempo per arrivare fin qui; e molte piante si perdono per strada. Ma d’altronde è questa la ragione per cui una farnia tende a produrre un numero spropositato di ghiande. Nella pianura emiliana, un tempo, queste piante dominavano il paesaggio: la farnia sopporta forti ristagni idrici, e si tratta di un vantaggio non indifferente in un ambiente nel quale il clima invernale è così umido ed i suoli sono così impermeabili. Ai giorni nostri, queste piante non vengono apprezzate: nessuno vuole attendere che crescano, si fa prima ad importare dall’Asia qualche pianta ornamentale esotica. Quello che nessuno dice è che questi alieni deperiscono alla velocità a cui si sviluppano. Certe volte è meglio fare qualche investimento a lungo termine; già, anche in giardino e non solo in fabbrica.

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