Primo Maggio: il domani da scegliere

l'articolo 1 della nostra CostituzioneQuest’anno il Primo Maggio ce lo freghiamo la domenica; anche il 25 aprile se n’è andato così, era il lunedì di Pasquetta. Per la cronaca, la Pasqua cattolica in date simili è un evento raro, almeno secondo i calcoli riportati su Wikipedia. Il 24 aprile come domenica di Pasqua rappresenterebbe la quarta o quinta data più rara. Comunque, è ancora il Primo Maggio.

Bando alle malinconie sulle fasi lunari e sulle feste perdute o minacciate: questa volta voglio segnalare un evento che mi colpisce positivamente. Attorno a Milano, metropoli intasata di automobili, catrame ed inquinamento, c’è chi comincia a domandarsi se sia effettivamente il caso di continuare a seppellire nel catrame quel che resta delle campagne circostanti la città. Quelli del Comitato NO TEM hanno inscenato una vistosa manifestazione contro la costruzione dell’ennesimo nastro di catrame alla periferia della metropoli lombarda. I promotori del comitato si domandano, pensa un po, se sia il caso di insistere ancora con strade ed autostrade in questa nazione che ormai spende più petrolio per asfaltare che per mettersi effettivamente in viaggio, con esiti non sempre brillanti.

Da queste parti l’argomento interessa, e molto anche; personalmente devo sopportare una tangenziale in cortile. Amen, tanto è lì; però magari è ora di smettere con quegli arnesi, non sono più così utili. E costano tanti soldi, e tanto suolo. Suolo agricolo delle nostre pianure che ci dovrà dare da mangiare domani.

D’altronde, è notizia fresca la diminuzione dei chilometri percorsi dal nostro parco auto nazionale. I ricostruttori di pneumatici – la lobby più buffa che abbia mai scovato in rete – spiegano che gli italiani stanno cominciando ad orientarsi verso mezzi di trasporto diversi. O magari hanno comprato tante auto e le lasciano ferme in garage, dice qualcuno. Non è così strano, con la benzina che costa più del vino d’annata. La vicenda cozza con i tagli del nostro ministro Giulietto, che ha deciso di sotto finanziare treni ed autobus; ma d’altronde certe rivoluzioni non si fanno in un giorno. Se vuoi un cambiamento, devi pur dare qualche pedata nel sedere a chi ti dà ordini sbagliati. L’importante è arrivare a rendersene conto.

Auguri ancora ai rivoltosi milanesi, e buon Primo Maggio a tutti; con la speranza che i lavoratori, durante la loro festa, si ricordino del fatto che in Italia dobbiamo imparare a lavorare usando meno carburante e meno catrame. Non è una tragedia: è solo un cambiamento.

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2 risposte a Primo Maggio: il domani da scegliere

  1. lordbad ha detto:

    Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul blog Vongole & Merluzzi dove si parla proprio di questo..

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/01/beato-sia-loperaio/

  2. Josè Pascal ha detto:

    Buon primo maggio 😉 e che il lavoro sia con noi

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