Qualche conticino sul cielo

Con gli ultimi due post, ho ammorbato anch’io la rete di chiacchiere attorno al contestato profeta Raffaele Bendandi; per alcuni profeta, per altri ciarlatano e per altri ancora modesto osservatore della Natura. Come si preferisce.

Adesso mi resta una domanda: ascoltando le sue fumose spiegazioni circa le sue tecniche di previsione, generalmente i contemporanei gli attribuiscono la convinzione che l’azione dei vari pianeti intorno a noi sia la causa scatenante dei sismi. Non si sa per quale via, ma i vari Marte, Venere, Luna, Sole e compagnia tutta sarebbero capaci di sommare le proprie forze (quelle gravitazionali) e di causare periodicamente grossi terremoti. Almeno su questo sembra esserci accordo: Bendandi viene rappresentato come uno dei sostenitori dell’importanza delle maree nella dinamica della crosta terrestre. E come un astronomo che cercava allineamenti nel cielo tra i corpi massivi a noi vicini.

Sarà. Ma ammettendo anche che l’onda di marea sia importante per la sismicità terrestre, il fenomeno delle maree è poi influenzato da tutti i pianeti del Sistema Solare? O magari qualcuno di essi conta di più degli altri? Per valutare i rapporti di forza tra i vari corpi celesti vicini, ho provato a contabilizzare le differenze di potenziale gravitazionale da essi prodotte da una faccia all’altra della Terra. Le distanze tra il centro della Terra ed i corpi vicini  qui usate sono quelle minime possibili: per il Sole, basta la Terra in perielio. Per i pianeti terrestri interni alla nostra orbita, consideriamo l’afelio del pianeta ed il perielio terrestre; per quelli esterni, il relativo perielio e l’afelio della Terra. Giusto per conoscere i valori massimi teorici delle differenze di potenziale gravitazionale.

E’ un modello rozzo, che ignora la contemporanea rotazione di ogni coppia di astri attorno ad un centro di massa comune; però i miei modesti mezzi non mi permettono di andare oltre. Nell’immagine qui sotto ho fatto un’istantanea del foglio di calcolo (Open Office, s’intende!) con i risultati, espressi in unità di misura standard.

differenza di potenziale gravitazionale dovuta ai pianeti del sistema solare

Dall’alto, leggiamo la costante di Cavendish, la massa del corpo celeste e la distanza dal centro della Terra. Il raggio terrestre R t viene usato, in segno + o -, per definire le due distanze da utilizzare nella valutazione del potenziale del campo gravitazionale generato da ogni corpo. L’ultima riga esprime la differenza, sempre in metri quadrati su secondi quadrati. Confortante il fatto che il valore assoluto per il Sole sia identico a quello riportato nell’enciclopedia: in effetti, moltiplicando quei 900.000.000 m^2/s^2 circa per una massa di prova unitaria di 1 kg, otterremmo un potenziale di 900 MJ per ogni chilogrammo di massa coinvolta.

I valori variano molto, anche in ordine di grandezza: il Sole troneggia, con i suoi 4 zeri di differenza di potenziale, e con valori assoluti a 8 zeri. Dipende dalla sua enorme massa, e dal fatto che non è neanche così lontano. Tra gli altri pianeti, Mercurio e Marte sono irrilevanti: danno valori del tipo “zero virgola”, inutile parlarne. Venere e Giove arrivano a valori dell’ordine delle unità, l’uno perché vicinissimo e l’altro perché grosso.

Comunque, anche a metterli insieme, gli altri tre pianeti terrestri e Giove non riuscirebbero a produrre differenze di potenziale gravitazionale rilevanti sulla superficie terrestre; anche tutti assieme, nemmeno un decimillesimo degli effetti del Sole. E dire che il Sole stesso fa pure fatica a rivaleggiare con la Luna, quanto ad efficacia nel generare maree. Questo stato di cose mi sembra confermare in pieno l’affermazione della pagina wiki secondo cui “…anche gli altri pianeti del sistema solare esercitano una forza di marea, ma avendo una massa molto inferiore a quella del Sole, l’entità di tali forze è del tutto trascurabile (meno di un decimillesimo della forza di marea della Luna)…”.

Stante questa situazione, cosa dobbiamo pensare di Bendandi e delle persone che in questi anni hanno ragionato attorno alle sue affermazioni? Se l’irrilevanza dei corpi celesti diversi da Sole e Luna la vedo io, la doveva ovviamente vedere pure lui. Chi si diverte a tentare pronostici di terremoti osservando la disposizione di pianeti come Marte o Giove ha equivocato sulle dimensioni in gioco. Raffaele Bendandi queste cose le doveva conoscere per forza. Teniamo a mente che il percorso di studio intrapreso da Keplero si era ormai completato già con Cavendish, che negli ultimi anni del ‘700 aveva interpretato correttamente le forze e le masse caratteristiche del nostro pianeta; aprendo così la via alla quantificazione delle caratteristiche fisiche dei pianeti del Sistema Solare.

E’ possibile che Bendandi comprendesse appieno questi problemi, e che non avesse mai prestato attenzione a corpi celesti diversi da Terra, Luna e Sole nel campo delle sue predizioni di sismi. Tutto il resto potrebbe essere un equivoco nato a posteriori; col contributo delle sue molte reticenze. Resta il mistero di come riuscisse a formulare predizioni così precise.

Questa voce è stata pubblicata in geologia, varie e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...