Alta lentezza ferroviaria

Qualche tempo fa mi era capitato di rivisitare un bellissimo articolo di Lopo; il tema era l’efficacia delle alte velocità riguardo ai tempi di percorrenza in automobile. Non è difficile dimostrare che oltre una certa velocità il tempo speso per pagare i costi di viaggio del mezzo comincia a crescere a dismisura, vanificando il risparmio di tempo realizzato nel viaggio stesso. Come dire che a voler correre si finisce con l’andare piano.

Fotografia del Duomo di Milano ripresa dal Museo del '900
Il Duomo visto dall’Argentario

Recentemente mi è capitato di recarmi a Milano, l’inquinatissima e sovraffollata metropoli lombarda, giusto per dare un’occhiata a qualche museo per turismo. In realtà il tempo è stato clemente, almeno per una volta c’era un bel cielo. Il mezzo di trasporto scelto è stato un treno regionale, di quelli che a Trenitalia chiamano regionali veloci; tra compagni di viaggio abbiamo fatto parecchio umorismo su questa definizione, e naturalmente anche sulle condizioni delle carrozze ristrutturate nel 1986 – e vecchie già allora. Comunque, comodo viaggiare senza cambi lungo la ferrovia Bologna – Milano e contenuta la spesa. Se sei obbligato a partire da un piccolo comune lungo il percorso ti tocca fare almeno un cambio già solo per raggiungere un treno veloce; così il viaggio rischia di diventare assai lento già prima di esserci arrivato, al treno veloce.

A posteriori, ripensando a questi viaggi, mi è venuto da domandarmi: ma per un operaio o un impiegato qual’è il treno più conveniente? Il treno veloce, che so, i vari Frecciarossa, fa risparmiare tempo ma costa molto. E i soldi li prendiamo spendendo ore di lavoro. Per sapere quanto tempo impieghiamo per un viaggio, dobbiamo in realtà sommare le due spese: da un lato la durata dello stesso, e dall’altro il tempo che dovremo passare al lavoro per pagare la spesa economica del viaggio. Prendiamo un viaggio tipico, come il Bologna – Milano già citato: qui sotto possiamo vedere un esempio delle soluzioni offerte da Trenitalia sul sito. Sono possibilità diverse per tempo di percorrenza e per costo.

Schermata di Trenitalia con le varie offerte di viaggio tra Bologna e Milano
Treni disponibili sulla Bologna – Milano e relativi costi e tempi di percorrenza

La cattura a schermo ritrae ovviamente anche il mio amato desktop Linux :-). I treni disponibili per questo viaggio spaziano dal velocissimo Eurostar Argento (Frecciarossa per gli amici) al lentissimo Regionale Veloce (sì, lo hanno chiamato così). Si passa da 65 a 173 minuti di tempo di percorrenza, tralasciando i ritardi cronici; i relativi prezzi variano anch’essi da 42 a 13,6 euro. Il biglietto qui considerato è quello di seconda classe per sola andata, il più abbordabile.

Tempo totale di viaggio Bologna - Milano in treno, paga alta

Tempo di viaggio in minuti, incluso tempo di lavoro, lavoratore con paga alta

Ricordando il modello del post di febbraio, ora proviamo a sommare il mero tempo di viaggio per le quattro tipologie di treno al tempo che spendiamo a lavorare per pagare il viaggio stesso. Come nella disamina sulle automobili, ipotizziamo tre paghe orarie diverse che dovrebbero rappresentare i magri redditi dei dipendenti salariati. Le tre paghe orarie si posizionavano nell’esempio rispettivamente sui 6,51, 8,04 e 9,57 euro netti. Per il dipendente dotato della paga migliore (potrebbe essere un D 1 negli enti pubblici), il risultato è riassunto nel grafico in alto a sinistra I treni esaminati sono, in ordine, un Eurostar Argento, un Eurostar City, un Itercity ed un Regionale Veloce. Viene un po voglia di arrabbiarsi, vero? Il nostro ipotetico lavoratore”privilegiato”, se tenta di servirsi di un treno veloce senza perdere nemmeno tempo in cambi, dovrà spendere 320 – 330 minuti per andare da Milano a Bologna. Con uno scassatissimo regionale, appena più di 250. La velocità costa quattrini, e i quattrini si prendono lavorando; e il lavoro richiede tempo. Il dipendente in questione, viaggiando con un treno veloce, coprirebbe i 220 km circa del tragitto in poco più di un’ora; una bella media. In realtà, includendo nel conteggio anche le ore di lavoro spese per pagare il biglietto la velocità media reale si ridimensiona ad appena (220 / 328) · 60 = 40,2 km/h. Da confrontare con i (220 / 258) · 60 = 51,2 km/h offerti dal flemmatico regionale. Una barzelletta; ma senza risate.

Tempo totale di viaggio Bologna - Milano in treno, paga media

Tempo di viaggio in minuti, incluso tempo di lavoro, lavoratore con paga media

Adesso, per farci venire l’ulcera, proviamo a vedere come se la passa il dipendente a paga media; l’ipotesi di paga a 8,04 €/h considera sempre le ore lavorate ed un minimo tempo di spostamento per quello che potrebbe essere un C 1 negli enti pubblici periferici. I tempi cumulati assoluti crescono, ovviamente: il viaggio è lo stesso, ma chi prende meno soldi deve lavorare di più per pagarlo. Il ricco corre più veloce del povero, c’è poco da fare. Però cambiano anche i rapporti relativi: la differenza nei tempi spesi per lo stesso percorso è aumentata. Il dipendente “ricco” poteva passare dal regionale al Frecciarossa sciupando 70 minuti in più; il dipendente di livello medio, se vuole provare l’ebbrezza di viaggiare come un razzo, dovrà sprecare altri 104 minuti di tempo.

Tempo totale di viaggio Bologna - Milano in treno, paga bassa

Tempo di viaggio in minuti, incluso tempo di lavoro, lavoratore con paga bassa

Per riuscire finalmente a farci venire una colica con i fiocchi, vediamo come se la passa il lavoratore dotato di paga infame. Il B 1 che prende 6,51 €/h viaggia con molta calma, suo malgrado. Il grafico a lato riassume i conteggi. Il lavoratore povero sarà contentissimo di sapere che, se si fa venire in mente di lasciare il treno regionale per un treno super veloce, dovrà sprecare ben 154 minuti in più per lo stesso tragitto. Una festa. E che dire poi della velocità reale di (220 / 452) · 60 = 29,2 km/h che avrà potuto ottenere? Magari non è malaccio, è sempre meglio di quello che può fare un’automobile. Però non è un granché. Per il lavoratore sottopagato, il treno regionale è forse l’unica opzione accettabile; resta la fastidiosa ingiustizia di dover viaggiare molto lentamente rispetto ai ricchi, ma almeno cerchiamo di non aggravare il problema.

Mettiamo ora di voler definire quale paga deve percepire il nostro dipendente per potere spendere lo stesso tempo cumulato nel tragitto Bologna – Milano con un regionale o con un Eurostar. Non è difficile: basta imporre l’uguaglianza tra le due somme temporali. Creo due termini che contengono ciascuno il tempo di viaggio ed il tempo di lavoro richiesto per pagare il biglietto per i due tipi di treno, in soldoni: 65 ‘ + 42 € / Pm = 173’ + 13,6 € / Pm ; il termine Pm è la paga in euro per minuto, l’incognita cercata. Se raccolgo, ottengo 108 · Pm = 28,4; fanno 15,78 €/h. Da confrontare con i 9,57 €/h del dipendente ricco di cui sopra, che aveva stipendio tabellare ipotizzato in 1250 euro mensili. Quanti di voi hanno paghe superiori a 2000 euro al mese?

A voler riassumere: in Italia non sembrano esistere lavoratori dipendenti comuni che possano trarre vantaggio da un treno veloce. Gli extra costi richiesti da questi mezzi vanificano il risparmio di tempo da essi forniti, e  credo che il problema si aggraverà nel futuro; il potere d’acquisto dei salariati cala da decenni. Mi resta da capire a chi possa servire l’alta velocità ferroviaria: che l’abbiano pagata operai ed impiegati con le loro tasse è fatto noto, ma a loro non serve. Semplicemente, se la usano ci rimettono: sprecano tempo.

Credo che domattina eviterò di imprecare contro il vecchio trenino che mi porta al lavoro. Buon viaggio, e mi raccomando: se volete andare forte, prendetevela comoda.

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7 risposte a Alta lentezza ferroviaria

  1. lordbad ha detto:

    Hai proprio ragione…

    D’altronde come dice il proverbio….chi va piano, va sano e va lontano…

    L’importante è godersi il viaggio con tutte le sue sfumature…

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/23/destini-fs/

  2. blogorio ha detto:

    Complimenti per il post, la proiezione sui costi effettivi è davvero interessante. Senza contare, poi, che anche i freccia rossa accumulano dei ritardi spaventosi. Mi ricorda la storia di un rappresentante che per lavoro viaggiava molto sui treni.
    Alla fine di un anno particolarmente disastroso, aveva calcolato il numero totale di ore di ritardo accumulate dai treni su cui aveva viaggiato. Penso che in tutto si aggirassero intorno alle 200. Quasi per scherzo, diceva di voler denunciare Trenitalia per sequestro di persona…

  3. Alan Ian Ross ha detto:

    Caro autore del far di conto,

    tutto giustissimo e molto acuto. Ma il conto più interessante da fare è: a (ipotesi stra-mega-ultra ottimistica) 1000 passeggeri per TAV (= Treno Alta Velocità), ossia a treni SEMPRE PIENI, e ipotizzando dieci-venti TAV che viaggiano sulla linea OGNI GIORNO, quanto tempo ci vorrà per recuperare i 20-30 miliardi di Euro previsti per l’intervento? 😉

  4. Alan Ian Ross ha detto:

    P.S.: mi scuso per l’imprecisione. In realtà il commento sarebbe dovuto andare in coda al pezzo specificamente dedicato alla TAV: dove in effetti l’ho attaccato.

    Sorry ^__^

    Alan

  5. UnUomoInCammino ha detto:

    Stesso problema pure per le auito.
    Se consideriamo quanto tempo dobbiamo lavorare per essa le velocità commerciali (già basse) calano ancora.
    MA queste valutazioni non possono nulla contro le neoreligioni SìTAV e SìAuto.

  6. Pendolante ha detto:

    Mi hai fatto venire la gastrite. Un conto è prendere un regionale veloce tutti i giorni e subirne i ritardi, la scomodità, la sporcizia; un conto è vedersi spiattellato quanto ti costa in tempo/denaro.

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