Energia solare in Emilia Romagna a maggio 2011

Era da un po che non trafficavo con i dati relativi all’energia solare, specialmente per quel che riguarda la mia regione. In Emilia Romagna ci si muove lentamente sul fronte delle rinnovabili, o almeno questa è la percezione comune: a fare notizia sono in genere le liti attorno al fotovoltaico a terra che consuma territorio, o magari i campi eolici bersagliati da denunce ed interrogazioni perché sono brutti, sporcano, fanno puzza e sono rumorosi. In Emilia abbiamo preferito tenerci il nostro delizioso baraccone di catrame, almeno fino a non molto tempo fa. Però leggendo questo articolo sul blog di Aspo ho notato che in effetti la mia regione sembra passarsela abbastanza bene nel settore delle rinnovabili; 80 W pro capite di potenza fotovoltaica installata, ai vertici a livello nazionale.

Credo che valga la pena di fare il punto con i dati dell’Atlasole, il servizio statistico del GSE dedicato al fotovoltaico. Partiamo con una rappresentazione delle potenze installate mensilmente in Emilia Romagna, assieme alla relativa taglia media degli impianti.

Fotovoltaico in Emilia Romagna: potenza allacciata mensilmente e potenza media degli impianti - kWFotovoltaico in Emilia Romagna: potenza allacciata mensilmente e potenza media degli impianti – kW

Il grafico, derivato per l’appunto dai dati di Atlasole, ha richiesto una scala logaritmica, sulla sinistra in blu; la crescita delle potenze allacciate mensili è stata molto rapida, e i valori spaziano su almeno quattro ordini di grandezza. La scala in rosso a destra, lineare, evidenzia le variazioni della potenza media degli impianti allacciati per ogni mese. Si tratta ad oggi di una crescita esponenziale delle installazioni di pannelli fotovoltaici; dopo l’esordio in sordina nel 2006, con allacciamenti per poche centinaia di kW al mese, siamo arrivati a superare i 100 MW allacciati nel solo mese di dicembre 2010. L’altra cosa che salta all’occhio è la stagionalità: tendenzialmente gli allacciamenti divengono più frequenti a fine anno, o comunque in prossimità delle scadenze imposte dal Conto Energia. Non un fatto strano, dato che gli incentivi pubblici pesano parecchio sull’economia del fotovoltaico. Interessante anche l’andamento della potenza media degli impianti allacciati alla rete elettrica (la linea rossa): dopo essersi conservata quasi costante per anni, all’incirca tra 20 e 30 kW, ha avuto una terribile impennata a fine 2010. Questo fatto segnala l’ingresso sul mercato di operatori molto diversi dalla famigliola con impianto da 3 kWp; si tratta di grossi investitori, pubblici e privati, molto sensibili alle scadenze burocratiche e capaci di installare potenze elevatissime in breve tempo. Vediamo ora come si sono evoluti negli anni gli allacciamenti mensili.

Fotovoltaico in Emilia Romagna: potenza allacciata mensilmente per singola annata e totali annui - kWFotovoltaico in Emilia Romagna: potenza allacciata mensilmente per singola annata e totali annui – kW

Come si vede, col passare degli anni il ritmo degli allacciamenti in Emilia Romagna è cambiato parecchio. Nella legenda del grafico sono riportate anche le potenze installate totali per singolo anno. La piattezza del 2006 – 2007 è stata rimpiazzata da andamenti assai dinamici nei tre anni successivi; anche qui, scala delle ordinate logaritmica: non c’è paragone tra l’attività del 2006 e quella del 2010. Il mese record è stato per l’appunto dicembre 2010, con 130,6 MW di potenza fotovoltaica allacciata. A pensarci un momento, questo ritmo nelle installazioni porterebbe l’Emilia Romagna a dotarsi ogni anno di nuovi impianti per potenze di punta dell’ordine di 1 – 1,5 GW. E’ sostenibile una cosa simile con il sistema elettrico che abbiamo? Sinceramente non saprei. Dopo i picchi negli allacciamenti nei mesi di dicembre tra 2008 e 2010, si giunge alla battuta di arresto recente: il decreto Romani si fa sentire. Però bisogna anche dire che a maggio 2011 gli allacciamenti complessivi dovrebbero aggirarsi attorno ai 220 MW (si tratta di una estrapolazione, avevo dati fino al 20 maggio), contro i 266,5 dell’intero 2010. Nonostante l’attività legislativa recente, uno slancio ancora discreto.

Come sono distribuiti gli impianti? Prevalgono taglie piccole o grandi? Per rispondere basta raggruppare ancora una volta i dati del GSE.

Incidenza numerica degli impianti fotovoltaici sul totale per classi di potenza - dati in percentualeIncidenza numerica degli impianti fotovoltaici sul totale per classi di potenza – dati in percentuale

A dominare in regione sono impianti di piccola taglia: il 75 % circa di essi non supera i 10 kW di potenza. La grande maggioranza degli impianti esistenti ad oggi ricade nell’intervallo 2- 5 kW, quelli di taglia familiare per intenderci. Gli impianti fotovoltaici aventi potenza dichiarata di almeno 100 kW non raggiungono il 4 % del totale, e sembrano poco rilevanti. La questione potrebbe però apparire in maniera diversa se volessimo osservare la potenza installata complessiva per ogni classe dimensionale, ancora utilizzando dati del GSE.

Incidenza delle potenze cumulate degli impianti fotovoltaici sul totale per classi di potenza - dati in percentualeIncidenza delle potenze cumulate degli impianti fotovoltaici sul totale per classi di potenza – dati in percentuale

Come si può facilmente notare, le proporzioni sono capovolte: quanto a potenza complessiva, gli impianti tra 1 e 10 kW non riescono fornire altro che il 10 % del totale installato. Dominano a livello numerico, ma sono poco rilevanti quanto a potenza offerta. All’estremo opposto, gli impianti da 100 kW o più rappresentano qualcosa come i due terzi della potenza totale installata in regione. Le dimensioni contano.

Negli ultimi mesi in Emilia Romagna si è discusso parecchio circa l’opportunità di permettere installazioni di fotovoltaico a terra, dannoso per la disponibilità di suolo agricolo. L’orientamento prevalente è quello di favorire piccoli impianti integrati con gli edifici, oggettivamente meno dannosi. Personalmente posso accettare questa scelta, ma se questa fosse la linea per il futuro allora avremmo già sancito  l’irrilevanza del fotovoltaico nel nostro sistema elettrico; i piccoli impianti hanno fatto poco fino ad oggi, il grosso del lavoro è stato svolto da installazioni più ampie, spesso a terra e generalmente gestite da investitori di una certa dimensione.

Se decidiamo di affidarci ad installazioni da 5 – 10 kW ciascuna, dobbiamo metterci in testa che le dovremo piazzare ovunque; quello che abbiamo fatto fino ad oggi rischierebbe di non bastare. In alternativa, possiamo continuare a fare quello che facciamo adesso senza troppe polemiche, e cioè permettere che un imprenditore ricopra una azienda agricola con una marea di moduli al silicio impiegando soldi prestati da una banca. In un mondo che vede scomparire i combustibili fossili, tertium non datur.

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