Fa caldo, ma non ditelo in giro.

Silenzio assordante sui capricci del clima. Nel mentre che stiamo a chiacchierare di banche e default sovrani, non è che la situazione migliori di molto. Continua a fare caldo, e ci sono problemi in varie parti del mondo.

Magari però non sarà cambiato tanto rispetto all’inverno 2009 – 2010; possiamo controllare servendoci dello strumento offerto dalla NASA, sempre molto bello.

anomalia di temperatura, inverno 2010 2011Anomalia di temperatura, inverno 2010 – 2011. Fonte: NASA.

In alto a destra, è segnalato un + 0,55 °C rispetto alle medie di riferimento registrate nel trentennio 1951 – 1980. Che non sarebbe poi tanto, si potrebbe dire. Purtroppo, come durante l’inverno precedente, il problema del riscaldamento globale ha colpito in maniera assai disomogenea: ci sono due belle macchie azzurre piazzate proprio in mezzo agli Usa ed all’area che si estende a cavallo tra Europa e Russia. Queste due regioni di bassa temperatura, piazzate a ricoprire i paesi occidentali industrializzati, continuano a giocare un ruolo importante nel dibattito attorno ai gas serra: per le persone che negano l’importanza del problema, è effettivamente una manna veder nevicare a Milano o a Boston. Cionondimeno, i valori medi continuano a salire senza sosta. Più o meno la stessa situazione riscontrata nell’inverno 2009 – 2010.

Vediamo come va in primavera, mi riferisco a quella appena conclusa. C’è stato caldo dalle mie parti, e magari non solo qui.

anomalia delle temperature, primavera 2011Anomalia di temperatura, primavera 2011. Fonte: NASA.

Anche qui, quasi mezzo grado di deriva media. Però la musica è cambiata per quanto riguarda la distribuzione geografica delle anomalie termiche: nel periodo marzo – maggio 2011 il Nord America ha continuato a patire freddo, mentre in Europa è arrivata un’ondata di caldo davvero impressionante. La stessa anomalia che aveva causato tanti danni con la siccità in Francia, e che ha regalato al nord Italia un primavera che sembrava estate inoltrata. Poi le piogge – anomale – di giugno ci hanno messo una pezza, ma intanto di danni ne abbiamo avuti. Nelle campagne modenesi ho notato parecchi alberi di media taglia che si sono seccati, in numero davvero insolito devo dire.

Ormai il grande assente nelle discussioni pubbliche è l’Artico: non è solo una questione di orsi che annegano. La banchisa ha la sua importanza per la regolazione termica del nostro pianeta. Non se ne parla quasi più, ma le cose non sono affatto migliorate dal 2007: secondo quelli del Nsidc siamo messi peggio che nel 2007. L’estensione attuale della banchisa è quasi peggiore di quella registrata nello stesso periodo di 4 anni fa, e vale la pena ricordare che il 2007 è stato un anno da record quanto a perdite di superficie. Adesso comunque ci troviamo a – 2 milioni di kmq di banchisa rispetto al valore di riferimento normalmente utilizzato. Quasi sette volte l’Italia.

Fa caldo, il ghiaccio ci lascia e le piante soffrono qua e la. Ma pare che nessuno se ne ricordi.

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3 risposte a Fa caldo, ma non ditelo in giro.

  1. aldocannav ha detto:

    Può darsi che fra poche generazioni,con l’aumento della miseria, scompariranno molti fattori inquinanti che provocano il riscaldamento globale, con le sue drammatiche conseguenze.Si ricreerà così l’equilibrio della natura che da decenni si distrugge.Si potrebbero intanto eliminare i fattori inquinanti come gli inceneritori,ad esempio,adottando un nuovo sistema di smaltimento economico che non inquina,perchè incorpora i r.s.u. ed altri inerti in blocchi di cemento,che si possono poi impiegare in economia per molti lavori.Darò spiegazioni sul nuovo sistema a chi ne sia seriamente interessato.
    Genova – aldocannavo@fastwebmail.it

  2. bardaboe ha detto:

    impressionante… si potrebbe avere il link della nasa dove hai preso le immagini? volevo fare un raffronto con le attuali temperature estive che non mi sembrano affatto sopra la media!

    • Il collegamento è sempre quello in alto nel post, subito sopra la prima immagine:

      http://data.giss.nasa.gov/gistemp/maps/

      Per i primi tentativi magari prova a lasciare tutto com’è e limitati a scegliere “Mean Period” e “Time Interval”. Prima di trarre conclusioni sui colori, guarda il valor medio globale in alto a destra. Giusto per non fare la fine di quelli che ci annunciano una glaciazione ogni volta che nevica a Ferrara.

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