La consegna della posta

Segnala il buon Medo che il servizio postale Usa è in difficoltà; si accingono a licenziare una montagna di persone, forse anche 250.000. E su una pianta organica di 574,000 persone – dato 2011, in evoluzione – non è poco. L’enciclopedia in rete segnala anche che “…The USPS operates the largest civilian vehicle fleet in the world, with an estimated 218,684 vehicles…”; in pratica l’ente postale gestisce un parco automezzi di quasi 220.000 veicoli, in apparenza la flotta aziendale più estesa del mondo. Una volta completati i licenziamenti, è possibile che i dipendenti siano in numero simile agli automezzi. Non so se le poste Usa si stiano anche ponendo il problema di eseguire una qualche rottamazione a carico dei mezzi; per adesso la soluzione ai problemi sembra essere semplicemente quella di disfarsi dei dipendenti.

Non sembra comunque esserci una relazione ragionevole tra la perdita di volume di consegne registrata nel decennio 1998 – 2008 (- 29 %) ed i tagli proposti per il personale (al momento – 43,6 %, ma i tagli proseguono già da alcuni anni e sono quindi più ampi). Non si hanno ovviamente notizie attorno al trattamento riservato alla dirigenza dell’ente: immagino ben più morbido di quello riservato ai portalettere.

Come giustamente in molti notano, il volume di consegne postali è diminuito, e questa cosa deve essere considerata. Naturalmente perdere un 30 % delle consegne non è una ragione valida per smantellare quasi interamente il servizio postale. Lo stesso servizio, inevitabilmente, dovrà essere rimesso in piedi da qualche altro ente o azienda.

Ma che mezzi si usano negli States per consegnare le lettere? Qui in Italia usiamo i ciclomotori, e gli americani come fanno? Un mezzo che usano molto è il Grumman LLV, un furgone di media taglia. La definizione di Long Life Vehicle indica che nelle intenzioni dei progettisti questi mezzi avrebbero avuto una vita operativa molto estesa; l’obiettivo doveva essere quello di spendere meno per i mezzi di trasporto. Questa cosa è vera per il mezzo, a patto di non spendere troppo in riparazioni.

Per i carburanti la questione è diversa: già nel 2008 suonava l’allarme per le spese in carburanti a carico del servizio postale. Cito: “…every time the price of gasoline goes up a penny it costs the U.S. Postal Service $8 million…”; secondo i dirigenti dell’ente, ogni qual volta un gallone di carburante rincara di un centesimo, si ritrovano a dover pagare in un anno 8 milioni di dollari in più. Di centesimi il gallone di gasolio e quello di benzina ne hanno fatti spendere tanti in questi anni.

Da quest’altro articolo più recente apprendiamo che “…The U.S. Postal Service fleet of 215,000 vehicles logs 4 million miles per day, and every 1-cent increase in fuel prices costs the agency $6.5 million annually, according to Steve Masse, vice president of finance and planning…”; la stima di aggravio di spesa recente è diminuita, e probabilmente la ragiona sta nei provvedimenti presi negli ultimi anni. L’ente postale americano ha cominciato da tempo a rivedere i criteri di consegna e l’organizzazione dei viaggi, ottenendo apparentemente una esposizione un po minore alla volatilità dei costi dei carburanti.

Torniamo al mezzo tipico utilizzato per la consegna: il furgone Grumman. Dice l’enciclopedia che “…The LLV’s average EPA fuel economy is 17 mpg (16 city/18 highway)…”. Il mezzo che consegna la posta percorre 7,2 km con un litro di carburante. Forse questa cosa necessita di qualche revisione. Dice sempre l’articolo di Federal Times che “…The Postal Service’s fuel bill for 650 million gallons totaled $1.7 billion in 2010…”. Una bolletta da 1,7 miliardi di dollari è già una notizia di per se. E la faccenda si aggrava a causa dei costi sopportati per acquistare e mantenere mezzi così pesanti. I giornalisti che si sono interessati delle vicissitudini del parco mezzi del servizio postale hanno visto giusto; adesso anche i dirigenti delle poste farebbero bene a preoccuparsene.

Conclusione: non so che dire. Che licenzino pure, dicono di avere qualche miliardo da pagare tra pensioni e assicurazione sanitaria. Però ho l’impressione che i postini, alla fine di questa pazzia, li torneranno ad assumere. La posta la dovranno consegnare, e se mezzi e carburante scarseggiano l’unica alternativa sarà il mezzo bipede. O magari il mezzo a due ruote, sperabilmente motorizzato. In un mondo nel quale la benzina scompare, le nostre gambe tornano ad essere importanti.

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Una risposta a La consegna della posta

  1. medo ha detto:

    Ottimo il tuo approfondimento, “migliori” la mia diffusione della notizia di cento volte. Quindi ci sta anche un grazie.

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