Scelte astute

Segnala il blog di Aspo che in Italia smettiamo di costruire autobus. L’articolo non fa menzione del fatto che il consorzio Irisbus ha una sede pure a Modena; al momento credo che qui da noi facciano più che altro manutenzione ed assistenza, ma non ho notizie sicure. Il bus è stato oggetto di molte crociate, un mezzo un po troppo sprecone per l’epoca che viviamo, dicono. Il caso parmense sembra dimostrare piuttosto il contrario, ma tant’è; nemmeno il clamoroso successo ottenuto a Bogotà dal sistema denominato TransMilenio sembra scalfire le granitiche certezze dei detrattori della mobilità collettiva su gomma. Il trasporto collettivo in Italia è roba da poveretti. In specie se viaggia su copertoni.

Altro fronte: assistiamo ora ad una leggera ripresa delle immatricolazioni di automobili. La Fiat va malino in patria, e vende abbastanza all’estero. Non riesco a fare a meno di pensare che stia scontando il pessimo effetto pubblicitario delle prepotenze messe in atto contro gli operai. L’immagine quando devi vendere è importante.

Ad andare benissimo sono le vendite di suv. Dice l’articolo: “…Jeep nei due mesi estivi ha ottenuto dei veri exploit di vendite: in luglio – con oltre 2.400 immatricolazioni – ha aumentato i volumi di vendita del 140,6%, in agosto ha immatricolato più di 1.600 vetture per una crescita del 134,4%…”. Non sono numeri assoluti incredibili, ma gli andamenti sono pur sempre chiarissimi. Al momento sembra che il gruppo Fiat Chrysler abbia rinunciato a produrre i gipponi in Italia, ripiegando su una city car; ma al di la della collocazione delle varie catene di montaggio, è chiaro che il gruppo intende fare soldi con le auto di lusso. Questa sembra essere la politica dei trasporti in auge in Italia, e logicamente Fiat la recepisce senza obiezioni.

Uniamo i puntini: stiamo abbandonando la produzione di mezzi pubblici che consentirebbero chiare economie di carburante, ed un minimo di giustizia sociale, a favore di grosse auto sportive destinate a concedere ulteriori sprechi di energia ai soliti noti. Un’idea eccellente: cancellare il trasporto pubblico locale per continuare a permettere ad una manica di parassiti incapaci di scaricare il fuoristrada nella partita IVA aziendale. Non è proprio possibile omettere il nesso esistente tra queste azioni.

Il consorzio Irisbus non sta ovviamente chiudendo i battenti: sta solo ridimensionando le proprie attività in Italia. Gli altri sette o otto stabilimenti rimasti in giro per il mondo avranno il piacere di fornirci i mezzi ed i ricambi di cui abbiamo bisogno – perché ne avremo un gran bisogno – alle condizioni ritenute più opportune. E noi nel mentre potremo goderci le nostre autostrade sempre più inutili, assieme ad alcune fabbriche di automobili più o meno lussuose da concedere in uso a qualche galantuomo restio a batter scontrini. Quale mirabile astuzia.

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3 risposte a Scelte astute

  1. Filippo Zuliani ha detto:

    Sei fuori strada. Primo sul trasporto pubblico: si chiude perche’ non si vendono autobus. Punto. E non i vende proprio per le ragioni da te citate: perche’ in Italia chi viaggia coi trasporti pubblici e’ un poveretto, e ai poveretti mica si puo’ aumentare il prezzo del biglietto. Certo, a vedere lo stato di treni e bus urbani vien quasi da dar ragione a chi lo dice. Certo e’ che con le amministrazioni locali con le pezze al culo, ai voglia a vedere fonti per l’acquisto di nuovi bus.

    Su FIAT: il raddoppio delle vendite jeep e’ poca roba. Sono 2000 auto invece di 1000. Capirai. Si sta poco a far +100% o -80% delle vendite. FIat vende circa 1 milione di auto all’anno. Credi davvero che 1000 jeep in piu’ o in meno rappresentino il core business di FIAT? In piu’ FIAT vende male in Italia perche’… l’intero mercato italiano e’ in recessione. Magari fosse solo per gli scontri di Marchionne coi sindacati.

    Infine no, non stiamo dismettendo i bus per darci ai SUV. Al contrario, le vendite mondiali di auto sono in flessione da tempo. E anche in america si dismettono gli assetatissimi pick-up per comperarsi auto piu’ piccole e meno assetate.

    Bel blog, comunque. Complimenti.

    • Mah, speriamo bene. Ci stavo pensando qualche giorno fa, a bordo di un autobus. La Provincia di Modena sopprime alcune corse (l’inutile ente faceva anche questo!) dicendo che dove c’è il treno si deve usare quello. Pare proprio che nessuno di questi signori abbia mai osservato da vicino lo stato dei mezzi che circolano sui binari.

      Comunque l’ingorgo inutile di auto sulla Via Emilia mi pare sempre uno spreco che grida vendetta. Non riesco a fare a meno di pensare che tutti quei signori potrebbero arrivare a destinazione in breve tempo a bordo di una decina di corriere. Grunt.

  2. Pingback: Auto no comment | Far di Conto

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