Spigolature petrolifere maggio 2012

Poca voglia di scrivere ultimamente, davvero. Sarà la primavera. Noto che i telegiornali parlano spesso di questa vaporosa crisi economica; no, non è una entità astratta, si materializza nella nostra vita quotidiana. La italianissima Unione Petrolifera pubblica dati statistici interessanti, in specie nella sezione dedicata all’Italia.

consumi di benzina, gasolio ed altri distillati in Italia tra 2011 e 2012Consumi di carburanti in Italia a febbraio 2012. Fonte: Unione Petrolifera.

Si va giù, abbiamo perdite di consumo del – 20,3% per la benzina, – 12,2% per il gasolio. Le crisi energetiche finiscono invariabilmente col far evaporare le disponibilità di energia. Poco importa se il telegiornale non ne parla: si scende ugualmente. Non è una cosa nuova, l’Italia perde colpi da molti anni. Al momento la nostra domanda di energia primaria sembra essere retrocessa al livello della fine degli anni ’90. Un valore assoluto accettabile, ma una tendenza verso il basso davvero minacciosa.

Al momento insistiamo a guastare gli incentivi alle rinnovabili; oppure a litigare attorno a qualsiasi progetto che tenti di portare un po di trasporto pubblico in città. Naturalmente i contestatori di ogni scostamento dal dogma dell’auto e della centrale termica possono avere mille buone ragioni per contestare ogni singola iniziativa; è ovvio che il fotovoltaico forse costa più del dovuto, e che una monorotaia forse non è una priorità a Bologna, città piena di binari desolatamente abbandonati. Il problema è che, a forza di dire di no a qualsiasi intervento, rischiamo davvero di finire al buio, a piedi, in mezzo ad un temporale. E’ solo questione di qualche altro annetto.

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4 risposte a Spigolature petrolifere maggio 2012

  1. jgwolf ha detto:

    Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che stiamo smettendo di sprecare in maniera folle le risorse, purtroppo l’immagine finale del post è chiarissima e si sta profilando all’orizzonte con sempre maggior forza. Mi auguro che questa crisi faccia nascere nei cittadini la necessità di richiedere mezzi per una mobilità sostenibile anzichè continuare ad intasare le strade per andare al lavoro. Sarebbe bello che l’auto privata fosse un mezzo di semplice “divertimento” da usare solo per una gita e non il mezzo principale per andare ovunque…
    Allo stato attuale il nostro Paese necessita di uno sforzo enorme per impostare un sistema di produzione energetica a basso impatto ambientale e credo sia necessario uno sforzo ancora più grande per rinnovare e migliorare la rete di trasporti pubblici. Purtroppo la privatizzazione non aiuterà di certo… ho l’impressione che si privatizzi per regalare denaro agli amici e per non dover intervenire per migliorare la qualità generale dei dipendenti

  2. Pinnettu ha detto:

    Ciao Fausto
    Nella stessa direzione si sono mossi i consumi di gas che stanno faccendo registrare cali considerevoli.
    Cali ascrivibili in buona misura al sempre più evidente stallo delle attività produttive.
    Sembrano invece tenere ancora i consumi privati.

    La cosa che però non riesco a spiegarmi (da molto al dire il vero) è in che misura il calo nei consumi dei derivati del petrolio è ascrivibile al suo costo e quanto invece e da ricondursi “semplicemente” alla crisi economica. Crisi economica che visti i presuposti finanziari ci sarebbe comunque stata a prescindere dall’alto costo del greggio.

    Da un pò propendo più per l’idea che al momento la crisi sia quasi esclusivamente economico/finanziaria e solo in misura minore energetica.
    Il prezzo del greggio (per quanto alto) non sembra avere nell’imediato una ulteriore capacità rialzista che, invece, sarebbe scontata se fossimo di fronte ad una crisi energetica “vera”. Tantopiù che la domanda globale è sempre in rialzo. Dopo il record assoluto del 2011, le stime per il 2012 parlano di una domanda ancora in crescita.
    Probabilmente esiste ancora un margine di crecita per la produzione petrolifera con conseguente spostamento, un filino più in la, della crisi energetica.

    • fausto ha detto:

      Attenzione: quando il prezzo sale la disponibilità di energia scende. Per il semplice fatto che l’industria energetica sta consumando al proprio interno quello che prima elargiva ai clienti. E’ il micidiale inganno dell’energia lorda; a noi non serve, abbiamo bisogno di energia netta. Ogni dollaro che spendiamo per il petrolio verrà speso per acquistare macchine, attrezzature, combustibile; tutte cose che non compreremo più noi.

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