Terremoti, energia, fracking e scisti: il buon senso riposa

Continua a colpire forte lo sciame sismico nella bassa modenese. Il terremoto di ieri mattina, quello che ha distrutto Cavezzo, si è sentito anche a Modena, Bologna e fasce collinari limitrofe. Per chi desidera conoscere le caratteristiche delle strutture che originano questi sismi può essere d’aiuto la lettura dei documenti riassuntivi prodotti dall’Università di Modena. Notevoli le gallerie fotografiche.

Vediamo ora come si evolve la situazione, al solito usando la banca dati Iside INGV. Fino ad ora, nel raggio di 30 km da Finale Emilia, si sono registrati ben 990 sismi. Ancora stamattina erano 970 circa. Sono eventi di entità assai disparata, e crescono continuamente di numero.

terremoti a cavezzo, modena, ferrara, finale emilia, mirandola, carpiEpicentri, magnitudo (Mw>3) e profondità, terremoti del 20 – 30 maggio 2012. Fonte: INGV.

Essendo troppi di numero, nella carta sopra sono rappresentati esclusivamente gli eventi dotati di magnitudo maggiore o uguale a 3; sono 165 terremoti. Spiccano ovviamente le stelle degli eventi maggiori, quelli che hanno causato i danni più gravi a Mirandola, Finale Emilia, Cavezzo, San Felice.

Come già fatto notare dagli esperti, questa scia di sismi ricalca bene la posizione della dorsale ferrarese, che è poi la propaggine settentrionale sommersa del nostro Appennino. Una montagna nascosta dai sedimenti della pianura che cerca di emergere: e che ci riesce benissimo, se è vero quanto riportato dai media circa i 15 cm di innalzamento del piano campagna rilevato nelle zone colpite. Gli effetti sono disparati, e sorprendenti per molti: liquefazione sismica, risalite di acqua calda, deformazioni di strade e strutture e via dicendo. Un disastro, anche sul fronte dei danni economici.

Le energie liberate: altro paio di maniche. Le scale che usiamo per esprimere la forza di un sisma sono svariate, al momento i dati sono forniti come magnitudo momento Mw. Questa scala è una evoluzione migliorativa della buona vecchia scala Richter, in uso fino a non molti anni fa. La Richter aveva il problema della saturazione dei sismografi, in pratica oltre una certa entità degli spostamenti misurati i terremoti divenivano tutti uguali; con la magnitudo momento il problema è risolto. Le due scale dovrebbero dare valori identici di magnitudo per terremoti aventi energia intermedia, del tipo di quelli che osserviamo in questi giorni nel modenese. Così possiamo provare ad utilizzare, per semplicità, la vecchia formula di Gutenberg – Richter log10E = 11.8 + 1.5MS per dedurre l’energia (in erg) liberata dal terremoto. Essendo logaritmica, c’è notevole differenza tra eventi grandi e piccoli.

energia liberata dai terremoti in emilia romagna, maggio 2012Energia dei terremoti in Emilia Romagna, periodo del 20 – 30 maggio 2012. Fonte: INGV.

Il marchiano grafico a torta rappresenta i primi nove sismi – primi per energia liberata in Joule. Tutti gli altri eventi registrati a partire dal 20 maggio sono stati raggruppati nella categoria “altri”. Al solito, raggio di 30 km attorno a Finale Emilia. Superfluo qualsiasi commento: i primi due eventi, quelli più celebrati a livello mediatico, assommano a più dei tre quarti della energia liberata. Agli altri sette terremoti maggiori resta una quota di energia molto più modesta. Tutto quel che rimane, gli altri 981 terremoti, copre una fettina piccola piccola; roba da poco, una selva di eventi irrilevanti.

E ora la polemica: da qualche giorno sento raccontare che il terremoto è colpa della riserva di gas metano a Rivara di San Felice; o anche che è colpa dell’odiato fracking, l’italianissima idrofratturazione in uso da decenni anche nella ricerca di acqua. per schiarirsi le idee consiglio di leggere questo. Niente di vero. Resta la vicenda dei terremoti causati nella ricerca dello shale gas negli Usa: ne parla anche Usgs. Dicono loro che “…There is a credible connection between the wastewater injection activities near Youngstown and the recent earthquakes, including the magnitude 4 earthquake that occurred on New Year’s Eve, 2011…”. Una connessione credibile. Per la moltitudine di eventi minori certamente. Per un singolo evento maggiore isolato non saprei: non mi risulta che sia possibile fare correlazione statistica impiegando un singolo dato.

Ragioniamo di nuovo sul grafico a torta, quello delle energie dei sismi: che probabilità abbiamo di incidere su un grande sisma scatenando tanti piccoli sismi? I risultati saranno mediocri, la differenza è negli ordini di grandezza. Tempo perso, purtroppo. E dire che sarebbe davvero molto, molto vantaggioso indurre un terremoto in anticipo: vorrebbe dire arrestare il processo di “carica” del sisma, liberare l’energia elastica lungo i piani di faglia prima che diventi grande al punto da generare un evento dannoso. Un sogno vecchio di decenni, che si è purtroppo infranto contro quelle dannate scale logaritmiche che sono riassunte nel grafico. Richter non perdona.

Chissà per quanto vivrà ancora la leggenda del terremoto emiliano provocato dall’uomo; e chissà per quanto la riserva di Rivara continuerà a tormentare il sonno dei complottisti che non hanno realizzato il fatto che a Rivara, fino ad ora, nessuno ha fatto nemmeno un foro. Un caso davvero unico: una attività industriale che non ha mai avuto luogo viene trascinata sul banco degli imputati quale responsabile di un terremoto. Una acrobazia logica tutta italiana.

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4 risposte a Terremoti, energia, fracking e scisti: il buon senso riposa

  1. jgwolf ha detto:

    Spiegazione chiarissima e con un sacco di buon senso e non servirebbe essere geologo per capirla… ma purtroppo è più facile trovare spiegazioni fantasiose piuttosto che ragionare in maniera compiuta.
    Ma la domada che mi assilla da qualche giorno è ancora più semplice: fin dal mio esame di geologia strutturale ero al corrente della propaggine sepolta dell’appennino settentionale, se ne conosceva già il profilo anche grazie alle prospezioni sismiche fatte da Agip negli anni ’60 e ’70, ma con che criterio sono state compilate le mappe del rischio sismico? Se sei seduto su una faglia in zona di compressione tettonica è verosimile che prima o poi ti troverai a tremare di brutto…

  2. robertoricciuti ha detto:

    Interessante articolo… e grazie per la tua testimonianza sul mio blog… si, anziani e bambini sono quelli che stanno piu’ soffrendo, ahimè.

  3. Pingback: La sismica e il caso Girolimoni « orbitsville

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