Il tornado di noialtri

Ieri pomeriggio nel modenese faceva temporale; non è del tutto normale, di solito i temporali più forti dovrebbero arrivare a giugno, come minimo. Comunque grossi nuvoloni in viaggio da sud ovest, prima sopra Modena e poi in direzione Castelfranco / San Giovanni / Argelato. Grandine su Modena. Fin qui tutto normale, ma passato il fiume Panaro questo scherzoso temporale ha pensato bene di darsi da fare più del solito, con esiti che potete osservare nello scalcinato video che ho collegato qui sotto.

Piaciuto lo scherzetto? La ripresa è stata effettuata da circa 3,5 – 4 km dal percorso scelto da questo mostro per toccare terra. I danni sono grossi, per fortuna non ci sono feriti gravi né vittime. Impressionante lo svolazzare di lamiere e lastre di plastica sollevate in aria e poi cadute a centinaia di metri di distanza; anche qualche automezzo è stato scagliato via e distrutto.

Tra gli altri danni, linee elettriche interrotte o danneggiate, almeno un impianto fotovoltaico divelto, una casa colonica rasa al suolo (sic), decine di tetti parzialmente o totalmente distrutti e vari magazzini adibiti a deposito di aziende agricole danneggiati. Sembra un bollettino di guerra, ma è andata davvero bene: il percorso scelto dal mulinello della tromba d’aria in definitiva era in campagna. Le cose sarebbero andate ben diversamente se avesse deciso di farsi una scampagnata un paio di km più a sud, in mezzo al paese.

Personalmente non mi era mai capitato di vedere qualcosa di così grande e distruttivo; a parte la tempesta del 1999 o 2000, non ricordo l’anno esatto. Ma di trombe d’aria vere e proprie non ne avevo ancora viste. Con un po di fortuna, posso sperare che non mi capiti più almeno per qualche anno, vista la non piacevole caratteristica di questi fenomeni di produrre venti a 400 – 500 km/h. L’evento di ieri qui nel modenese non doveva ovviamente essere dei peggiori, ma viaggiava spedito lo stesso, non c’è dubbio. Gli americani li chiamano tornado, con un termine preso a prestito dalle parlate ispaniche. Ieri ho capito subito perché ne parlano così spesso e così male: una dimostrazione di potenza considerevole e assai malevola.

Qui nella nostra pianura in estate ci piace guardare sollevarsi quei piccoli vortici di polvere che si formano quando fa caldo sui campi riarsi, sulle stoppie e sulla terra arata. Noi li chiamiamo con un termine che sta a mezza via tra “folletto” e “folata”, una parola ambigua che in realtà ne spiega bene la natura. In enciclopedia li chiamano diavoli di sabbia, indicandoli come fenomeni tipici dei deserti; ma esistono anche nei nostri campi, e sono frequenti. Dovendo scegliere, sono questi i vortici che preferisco vedere: modesti e benigni.

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2 risposte a Il tornado di noialtri

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Avevo 10 anni, una tromba marina si abbatte sul litorale romano dove ero in vacanza con la mia famiglia, mi ha salvato la prontezza di mio fratello, all’epoca 8 anni. Non la posso dimenticare. La devastazione è stata tragica.

  2. evergreen ha detto:

    impressionante… sembrava in america, e invece era in Emilia

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