Estate 2013: l’erba del vicino

erba secca in estate, siccitàE’ estate, e nonostante l’acquazzone di ieri ci troviamo ancora ad affrontare il problema sempiterno dell’estate: la siccità. Che poi è normale, altrimenti che estate sarebbe? In queste giornate d’agosto la disponibilità idrica nei suoli tocca i livelli minimi, come da collaudato copione. L’erba secca e striminzita della fotografia di apertura riassume bene la situazione. Il fenomeno però non è generalizzato: bisogna vedere quali sono le caratteristiche delle piante coinvolte, e quali gli interventi eventualmente operati dall’uomo.

medicago sativa / alfalfa / erba medica in coltivazioneNella seconda immagine possiamo ammirare un bel prato verde, uno smeraldo tanto è bello. Contrasta parecchio con l’arsura dei campi e delle carreggiate circostanti: si noti il bordo di erbe secche in primo piano, al margine della strada. Un gemma verdissima in mezzo a stoppie bruciate dal sole ed erba ingiallita. Il primo pensiero che passerà per la mente a molti osservatori sarà del tipo “terreno irriguo”: tanta acqua estratta da un pozzo o fornita da un canale – sommo spreco! – ed impiegata per mantenere vitali le foraggere della foto. E invece no, niente di tutto questo: il campicello in questione non è irrigabile, non lo è mai stato, e non dispone nemmeno di forniture di acque di superficie. Uno scampolo di terra nella disponibilità di un allevatore che risiede lontano, privo di servizi ed abbandonato alle giravolte delle nubi e del sole senza alcuna protezione.

La spiegazione per l’erboso miracolo è una sola: da queste parti è passato un buon agricoltore. Dovete sapere che quella della fotografia è erba medica – o alfalfa, medicago sativa – e che è qui da due annate agrarie. Ogni pianta, con l’andar del tempo, cresce ed estende il proprio apparato radicale: questa erbacea non fa differenza. Il limitato calpestio operato dai mezzi meccanici, assieme al passare del tempo, hanno donato alle radici di queste erbe la capacità di bersi acqua a notevole profondità. E’ indubbiamente un caso leggermente più fortunato rispetto alla media, ma concettualmente molto interessante: mettere questa terra in mano ad uno sprovveduto non avrebbe sortito identici risultati.

Avere scelto di servirsi di una leguminosa perenne offre vantaggi ovvi in termini di accesso all’acqua presente nel suolo, ed anche in termini di costi di gestione: per alcuni anni non semini e non lavori il terreno, raccogli e basta. Dopo alcune annate di sovra sfruttamento a mezzo mais, il pezzo di terra in questione ha avuto la fortuna di essere affittato a qualcuno che ha le idee chiare riguardo alla gestione da adottare. Basta erbicidi, e niente sprechi di acqua e carburante: i concetti di base della rotazione colturale, assieme ad una scelta intelligente delle colture adottate, hanno risolto il problema.  Il portafoglio guadagna, e l’ambiente ringrazia; e quanto all’invidia dei vicini, me incluso ovviamente, quella la lascio immaginare a chi legge.

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Una risposta a Estate 2013: l’erba del vicino

  1. evergreen ha detto:

    gran bel post! a volte attuare gli accorgimenti più semplici risulta molto più conveniente e molto più pratico, e soprattutto molto più produttivo rispetto a quello che si ottiene con gli accorgimenti più sofisticati.

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