La cara vecchia provincia

Per le polverose polemiche estive in ritardo una chiusura in bellezza: le province. La più pubblicizzata battaglia politica nazionale dell’ultimo decennio è quella che vuole sopprimere questi supposti enti inutili. L’idea di base è che si tratti di enti inefficienti e dediti ad attività prive di rilevanza pratica. Mi era già capitato di discutere di questo argomento, ma mi pare che possa servire un promemoria.

Intanto cosa fa – o dovrebbe fare – una provincia italiana: trasporto pubblico locale, rete stradale intermedia (grossomodo 150.000 km di strade provinciali!), approvvigionamento idrico, smaltimento dei rifiuti, difesa del suolo (interamente in carico a questi enti, e ben sotto finanziata), gestione del collocamento, edilizia scolastica (tutta eccetto le università), ambiti caccia / pesca….e parecchie altre cose, ma è difficile realizzare una lista realmente esaustiva. Capito cosa fanno le province, si fa semmai fatica a capire cosa facciano gli altri livelli di governo che compongono il nostro apparato statale. Qualcosa faranno, ma è ben difficile raccontare che siano di tanto più utili delle province. Nel caso delle Regioni, l’elemento importante è ovviamente la gestione della sanità; fonte di tanti e celebri buchi di bilancio. Per i Comuni, mi viene da pensare agli interventi a favore delle persone con difficoltà economiche; assieme ovviamente alla gestione delle reti stradali minori.

Tutti quanti i livelli di governo fanno qualcosa, ma non tutti hanno gli stessi costi: quali le differenze? Affidiamoci ad un punto di vista assolutamente partigiano con questa presentazione sui costi delle amministrazioni pubbliche curata proprio da UPI. Partigiano per modo di dire, dato che in effetti si tratta delle cifre fornite dalla Ragioneria Generale dello Stato e dal MEF. Dunque questi numeri: annualmente lo Stato spende 801 miliardi di euro. Le unità non sono importanti: sono ottocento miliardi grossomodo, suddivisi in tanti rivoli.

spesa dello Stato, comuni, province e regioni

Distribuzione della spesa pubblica per livello amministrativo. Fonte: MEF, UPI.

L’amministrazione statale centrale impiega da sola più del 70% della spesa pubblica globale; ha ragione chi dice che la soluzione ai nostri problemi va trovata a Roma e non altrove. Effettivamente ridicolo il peso economico delle province italiane, che nel complesso devono operare contando su una decina di miliardi di euro all’anno. Una spesa pro capite associata di 167 euro annui, da confrontare con i 12.000 euro che ogni anno staremmo pagando al fisco in tasse. E sarebbe mica niente: va peggio facendo il confronto con i soldi spesi dagli italiani in lotterie e giochi d’azzardo legali. In questo caso parliamo di almeno 80 miliardi di euro, otto volte il budget delle province.

La contesa attorno alle province assume ora connotati più nitidi: si tratta di una eccellente arma di distrazione di massa; mi prendo la libertà di utilizzare un gergo da complottista scandalizzato, anche se in cuor mio so bene che in questo cumulo di nefandezze non risiede alcuna forma di intelligente malvagità. Tra le tante possibilità a disposizione, gli italiani hanno deciso di scatenare la caccia alle streghe contro l’ente amministrativo più efficace e meno esoso mai esistito in Italia. Le province appunto. Certe volte mi domando se siamo stupidi o piuttosto pazzi, o tutte e due insieme.

L’idea di sopprimere le strutture politiche di questi enti, lasciando che la struttura tecnica venga diretta di concerto tra i comuni interessati e la regione di appartenenza può essere interessante. La proposta di Del Rio assomiglia in un certo senso a questa linea di condotta. Ma la vera moda del momento è quella di puntare a grossolani accorpamenti: e dico grossolani soprattutto in riferimento alla possibile nascita di province grandi quanto la regione ospitante, un fenomeno che rischia di colpire Umbria e Basilicata tra gli altri. C’è anche chi spinge per abolirle del tutto, queste province. Si tratta di provvedimenti destinati a produrre – ovviamente – incrementi di costi per i servizi svolti: basti pensare al livello di mancanza di funzionalità che potremmo produrre affidando l’edilizia scolastica ai comuni. Una idea poco felice, posto che solo alcuni di essi ospitano istituti superiori utilizzati dai comuni limitrofi; e posto che i comuni non sono in grado, a differenza delle province, di curare internamente progettazione e collaudo di queste opere.

In un certo senso le province non sono espressioni politiche o amministrative: sono fenomeni fisici. Ci sono interventi – come la scuola o le reti stradali intermedie o la gestione dei rifiuti – che trovano in esse la giusta dimensione gestionale. Il tentativo di rifilare certe attività ai comuni indurrà questi ultimi semplicemente ad associarsi: mi è capitato per lavoro di avere a che fare con associazioni di comuni, nate per far fronte alle debolezze dimensionali dei singoli aderenti. Per contro, davanti ad un equivalente scaricabarile le regioni finiscono di solito con l’aprire…..delle sedi distaccate provinciali! Proprio così, e nella mia realtà mi viene in mente la struttura distaccata che gestisce il tema della tutela delle acque. I livelli di governo hanno a che fare con la forma e la dimensione del territorio, più che con le fantasie di certi personaggi.

L’affare della soppressione delle province rischia di rivelarsi meno utile e più complicato di quanto si potesse immaginare: esiste la possibilità che alla fine l’operazione ci costi ben più di quanto possa farci risparmiare, almeno nel regime transitorio della difficile riorganizzazione richiesta. Non esistono proprio bacchette magiche quando si parla di buona amministrazione della cosa pubblica.

Questa voce è stata pubblicata in attualità, soldi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a La cara vecchia provincia

  1. sesto rasi ha detto:

    grazie per la visuale personale e soprattutto per i numeri della ripartizione delle spesa tra livelli politici, che cercherò di memorizzare; dovrebbe far parte del data base di numeri che uno ha in testa senza bisogno di consultare alcunchè.
    però il mio comune, che è piccolino (25000ab.) progetta eccome gli interventi sulle scuole e centri sportivi; può darsi non la costruzione, (ma non ne sarei sicuro), ma modifiche lo so per certo.
    Sono perplesso davanti all’ordine di grandezza: 10 miliardi per le province significa mediamente 100 milioni ciascuna, bottino magro per qualche nuova provincia che non sia neanche lontanamente parente di quelle grosse, che sono già state fatte da un bel pezzo: perchè allora l’appetito dei politici negli scorsi decenni ? Per la BAT, LC, MB, LO, le assurde neoprovince sarde e così via?

    • fausto ha detto:

      Per l’edilizia scolastica a gestione comunale: potrebbe trattarsi di scuole materne del comune, esistono anche al mio paese. Fino ad ora tutto quello che ha fatto capo ai provveditorati di fatto è stato gestito su base provinciale.

      Per i quattrini: il budget limitato non impedisce di ottenere in aggiunta fondi europei o Cipe, a patto di proporre opere ed interventi di una certa ampiezza. Ma questa cosa la fanno anche i comuni, specie in associazione. La gestione ordinaria e le opere minori devono invece accontentarsi della disponibilità già nota; e si può fare. Si può fare.

  2. ff0rt ha detto:

    Davvero interessante. Il potere dei numeri di far capire le cose per quello che sono. Ciò non toglie che sia utile eliminare gli sprechi e semplificare ovunque sia possibile: la moltiplicazione dei livelli nell’amministrazione locale mi sembra una delle cause di inefficienza, non certo l’unica ma significativa. Un saluto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...