Iva per tutti

Ci stiamo divertendo un sacco con le fatturazioni in ritardo. Lavori per fare analisi e raspare qualche soldo con cui sostenere lo scassato sistema della ricerca, e arriva il momento di spedire le fatture ai committenti. Mica facile negli enti pubblici, che sembrano fatti apposta per non funzionare a dovere. Così ti presenti con le fatture in ritardo, e nel mentre cosa è arrivato? Ma l’aumento della aliquota Iva, ovviamente. Così puoi spendere un po di tempo a litigare con la controparte per decidere a chi tocchi sobbarcarsi l’extra costo, ma ci vuol poco a capire che toccherà generalmente a chi ha colpa: e cioè lo scrivente.

Le aliquote Iva: ti tasso ogni transazione monetizzabile, o almeno ci provo. Nel modello italiano le aziende recuperano l’Iva passiva sostenuta con le spese; quella non recuperabile si può far sparire con qualche spesa gonfiata o con qualche falsa fattura, o con un po di vendita in nero. O con tutte queste tattiche assieme. Il destinatario esclusivo di questa imposta è ovviamente il soggetto che non dispone di una tenuta contabile che permetta il recupero del passivo generato con gli acquisti: salariati e pensionati. Le dinamiche della tassa sono rappresentate bene nella pagina dell’enciclopedia, almeno a livello di mera teoria: per tutto il resto potete guardarvi intorno, si vede abbastanza bene.

Le aliquote applicate sono eterogenee, ma tendenzialmente elevate nella UE. Per chi grida allo scandalo, ricordo che ben 10 nazioni d’Europa ci precedono: con punte abbastanza sorprendenti, quali il 27% dell’Ungheria o il 25% di Danimarca, Croazia e Svezia. Volendo anche scendere molto in basso nella lista dei 28 paesi membri, dobbiamo arrivare alle ultime 5 nazioni per portarci al di sotto del 20%: e comunque di poco. Più o meno la partita tra noialtri italiani ed i liberalissimi tedeschi si gioca sul paio di punti percentuali. Negli Usa non esiste una tassa analoga a livello federale, ma esiste lo stesso in molti stati dell’Unione in forma di tassa sulla vendita al dettaglio: e può essere pesante, come ci ricorda ancora una volta l’enciclopedia. I gettiti generati da questo genere di imposte rappresentano un 23,5% – 34,4% delle entrate totali degli Stati e delle amministrazioni locali, a seconda della categoria di bene tassata, con aliquote eterogenee: da 0% a 10-15% al variare del luogo e del bersaglio. Non ci sono paradisi in terra, e comunque chi non ha una Vat o una Sale Tax  negli Usa tasserà qualcos’altro.

Notizia recente: il gettito Iva in Italia cala. E di parecchio anche, stando a quelli del Sole 24 ore: “….Nel periodo gennaio-settembre 2013, sottolinea il Mef, le entrate Iva sono risultate pari a 75.079 milioni (–3.697 milioni, pari a –4,7%)…”. Un meno 4,7% su base annua non è un risultato di poco conto. La notizia origina dai bollettini periodici del Mef, qui il comunicato del caso. Sostanzialmente stabili i gettiti complessivi incamerati dallo Stato nonostante la crisi: in pratica alcune voci crescono ed altre calano. L’Iva come detto cala, e a grande velocità: essendo una tassa applicata in maniera abbastanza piatta alle transazioni economiche nazionali, si può immaginare che questo sia il riflesso della sbandierata crisi economica che ci ammorba da alcuni anni. Però un -4,7% in un anno è tanto, troppo, la nostra economia non si sta restringendo così in fretta. Tra i tanti, il Corriere segnala or ora: “…le stime peggiorative Ue sulla crescita italiana del 2013: dal -1,3% previsto in primavera passano al -1,8%…”. Si scende, ma c’è una frattura vistosa con il tonfo del gettito Iva: invero in parte dovuta alla più rapida perdita di gettito registrata sul fronte delle importazioni, che vanno giù velocemente e forniscono entrate proporzionalmente ridotte. Non è che gli italiani abbiano smesso di fare acquisti: però sono meno interessati alle importazioni, o magari se le stanno facendo soffiare da qualche altro porto europeo. Vai a sapere.

A parte i dettagli del caso specifico, l’imposta sul valore aggiunto si fa distorcere facilmente per molteplici ragioni. In caso di crisi, i consumi si spostano su beni essenziali che beneficiano di aliquote ridotte. Ne abbiamo svariate, al 4% o al 10% a seconda dei casi: se compro meno televisori tassati al 22% e compro più pane tassato al 4%, posso continuare a spendere come prima generando però gettiti più modesti. Il grosso delle distorsioni deriva da altri fenomeni: elusione ed evasione. Avrete pure comprato qualcosa al mercato ogni tanto: devo raccontarvi io come funziona? Appunto, funziona così. Il modesto evasore domestico sotto casa smercia un po per volta partite di merci in nero – contenenti anche lavoro nero, ovvio – per conto di qualche grossista. In questo modo, mettendo assieme tanti pesci piccoli che lottano per non morire, riusciamo a creare la simpatica mafia di evasori milionari che ci infesta. E’ una catena lunga e complessa che origina direttamente nelle fabbriche e nei nodi logistici; la tassa piatta sulle compravendite non è molto adatta ad una nazione dotata di così scarso senso civico. Osservando i mutamenti dei gettiti, non possiamo fare a meno di domandarci se il peso relativo dei fenomeni di elusione sia stabile o meno, e in caso contrario se questi comportamenti si stiano estendendo o restringendo. Impossibile dirlo con assoluta sicurezza, e basta questo ad ammantare la vicenda Iva di un discreto alone di incertezza.

Ora una chicca: dice il presidente di Confindustria Squinzi: “…Il fatto che l’inflazione diminuisca nonostante ci sia stato un aumento dell’Iva significa che siamo in una situazione di vera e propria deflazione…”. Sulle prime non avevo compreso questa affermazione: non capisco un accidente di economia, le mia abilità non vanno oltre lo scorporo di una aliquota o il calcolo di un interesse composto – purché non troppo elaborato. Poi pensandoci ci sono arrivato anch’io: Squinzi ha ragione. Abbiamo cominciato a far crescere l’aliquota generale Iva dalla fine del 2011, e poi recentemente con un ulteriore 1%. Quello che prima costava 120, ora al comune cittadino costerebbe 122: come dire +1,666…ai prezzi. Non proprio, ci sono le aliquote ridotte: ma ci andiamo vicini. Se l’inflazione scende rapidamente, vuol dire c’è un qualche altro fenomeno che ha ampiamente bilanciato questo incremento. Potrebbe trattarsi della minore domanda di beni e servizi, tanto per dire: e questo sembra essere il timore di Confindustria. Probabilmente il genere di preoccupazioni che ha spinto ad agire la Bce.

Ad ogni modo è interessante pensare al fatto che il gettito Iva debba essere guardato con sospetto, è un indicatore inaffidabile della situazione. Non ha molto senso considerarlo, vista l’abitudine ad eludere l’imposta che ci contraddistingue. E comunque questa tassa cambia essa stessa la propria base imponibile, disincentivando i consumi: aumentarla oltre un certo limite finirebbe col diminuirne il gettito anche in assenza di disonesti, e non sono sicuro del fatto che quel limite non sia già stato varcato. I prezzi rilevati a campione invece sono abbastanza affidabili: non è un reato aumentarli o abbassarli di un po, e non possiamo attenderci distorsioni dal reale davvero importanti – tolta la composizione dei panieri Istat, sempre contestatissima. Guardare i prezzi e vederli calare rapidamente dopo due rapidi incrementi della tassazione in essi inglobata ha un significato piuttosto inequivocabile. Grazie a Squinzi, che questa settimana mi ha insegnato una cosa che non sapevo, una veduta differente; anche se temo che questo non mi libererà dai problemi con le fatture al lavoro.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in soldi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Iva per tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...