Elezioni: c’è chi trionfa e chi si astiene

Si chiude questa malinconica tornata di elezioni – sia europee che amministrative – lasciando sul terreno vincitori e vinti. I dati vengono forniti direttamente dal Ministero dell’Interno, ormai abbastanza definitivi per le nomine al parlamento europeo. Al momento abbiamo davanti una netta affermazione della compagine del Pd di Matteo Renzi, con il 40, 81%; a seguire Grillo, deluso, al 21,16%. La vera scomparsa sembra, secondo alcuni commentatori, quella di Berlusconi: praticamente evaporato, fermo al 16,82%. Gli altri a seguire in disordine sparso: sorpresa interessante la lista Tsipras, che riesce a superare lo sbarramento per un soffio con il 4,03% dei consensi.

In pratica una affermazione Pd che mette tutti in riga, stando alle percentuali. Ma qui sappiamo contare, vero? Le percentuali son fatte di numeratori e denominatori, e forse qualcuno si è scordato di quantificarci i denominatori. I cittadini che hanno effettivamente espresso la propria preferenza per il Pd sono stati, secondo le stime del momento, 11.172.861; alle passate politiche l’analoga coalizione ne spuntò 10.047.808. Nella pratica Renzi ha dovuto promettere regalie a tutti i salariati a posto fisso per mettere assieme un milione di voti in più dei predecessori. Il M5S si ferma a 5.792.865 voti, in basso rispetto ai 8.691.406 consensi delle passate politiche ottenuti per la Camera. La coalizione facente capo a Berlusconi alle passate politiche spuntava 9.923.600 voti; a queste europee, a voler mettere assieme i più grossi divorziati che ne rimangono, arriva a 7,491,590 voti. Che vuol dire che non hanno perso colpi in maniera così smaccata, ma semplicemente si sono divisi in vari gruppi: è prima di tutto un problema di frammentazione.

Morale della favola: siamo passati da 35.270.926 votanti delle passate politiche a 28.908.004 di queste europee, con una perdita di più di sei milioni di partecipanti. Nonostante l’accorpamento con le amministrative, che pure avrebbe dovuto rendere più interessante la consultazione. In un contesto europeo perfino peggiore, caratterizzato da un astensionismo che non è possibile ignorare. A stare a casa però non sono stati tutti gli elettori: ci è rimasto solo qualcuno, e il risultato lo si vede bene. Presti però attenzione la truppa dei vincitori, ché il loro elettorato è pressoché invariato in senso numerico, e possono conservare questo vantaggio solo ad una condizione: non fornire agli elettori altrui valide ragioni per recarsi alle urne alla prossima chiamata. In caso contrario saranno davvero dolori.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in attualità, varie e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Elezioni: c’è chi trionfa e chi si astiene

  1. Pingback: elezioni: #5milioni in attesa di un leader vero – 381. | Cor-pus

  2. jgwolf ha detto:

    Mi hai anticipato, stavo scrivendo esattamente il medesimo post. Purtroppo pare sempre sia piu’ facile fare del sensazionalismo informativo piuttosto che analizzare in maniera semplice i dati. Come evidenzi tu i numeri ripuliti dalle parcentuali e riportati ai loro valori assoluti danno una fotografia diversa rispetto ai titoli dei giornali. A far la differenza e’ stata piu’ l’astensione che la realta’ del voto (e qui dovrebbe preoccuparsi maggiormente Grillo in quanto ha sempre puntato su coloro che sono i delusi dalla politica… che ora paiono delusi anche da lui). Il PD ha certamente ottenuto qualche voto in piu’, ma a fronte di una politica decisamente ruffiana e basata sul nulla… Alla prova dei fatti potrebbe sgonfiarsi in maniera clamorosa e allora sarebbero veramente grane…

  3. ilrisvegliodeldragone ha detto:

    L’ha ribloggato su Leo Rugense ha commentato:
    Ben detto,amico fausto; sicuramente meglio di come ho provato a fare io.
    I numeri assoluti lasciano la speranza,prima o poi, di fare i conti. Ho deciso di aspettare quel giorno, certo che arriverà. Buon lavoro. Leo Rugens

  4. zonavenerdi ha detto:

    Per quanto riguarda l’affluenza vorrei dire che questo discorso non vale solo per il Pd, ma a maggior ragione per tutti gli altri che uniscono l’astensione al loro cattivo risultato elettorale. Per quanto riguarda il risultato di Forza Italia dico che un partito al 16% (seppur in grosso calo non è evaporato) e in un altro stato avrebbe preso molto meno. Mi spiace, ma Berlusconi non siamo riusciti a togliercelo di mezzo nemmeno questa volta, sopratutto pensando al cattivo risultatod i Alfano …

    • fausto ha detto:

      Ma che sia tutto esattamente come prima lo vedo anch’io, e questa cosa ha relazione con il fatto che noi italiani votiamo per partito preso. Altro che voto “fluido”, come raccontano certi interessati sondaggisti. Chi crede di poter vedere seri cambiamenti nelle preferenze elettorali in un paese così vecchio ha le idee un po confuse: non cambia generalmente niente. L’unica leva che può azionarsi è l’astensionismo dell’una o dell’altra parte: vince chi riesce a far uscire di casa i propri elettori; o forse li dovremmo chiamare clientes?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...