L’Ucraina alla guerra dell’energia

Energia in Ucraina: produzione e consumo di petrolio, carbone e gas naturale dal 1985 ad oggi.

Quando non hai voglia di scrivere, puoi sempre disegnare. Che succede in Ucraina? E cosa è successo in passato a questa ex repubblica sovietica? Guerra? Povertà? Corruzione? Odio? Complotti? Di tutto un po? Giudicate con i vostri occhi, e ricordate di non affidarvi mai ad una fonte sola per vicende così controverse. Ovviamente dovete diffidare anche del sottoscritto.

Nella grafica raffazzonata di cui sopra trovate un riassunto dei flussi di energia per l’Ucraina dalla metà degli anni ’80 ad oggi. Suddivide le tipologie di petroli prodotti sulla base dei dati Eia, e per il resto si affida alle comprensibili semplificazioni dell’atlante statistico BP. Se non vi piace me lo dite, vi spedisco tutta la base dati e ve la rifate un po meglio. Sennò ve la sorbite com’è.

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6 risposte a L’Ucraina alla guerra dell’energia

  1. sesto rasi ha detto:

    eh caro fausto, che vuoi farci: ci mostri chiaramente che sto paese non si è mai più ripreso dal crollo sovietico, e un declino così nero, non in un paesello parrocchiale ma in un grande paese, può provocare tutto tranne indifferenza: o hai una rabbia fottuta contro i russi tuoi fratelli maggiori che si sono sempre tenuti la tua autodeterminazione ma ti davano da ingrassarti e anche bene, o ce l’hai talmente tanto con loro da cedere al canto di sirene chiaramente fittizie come quelle di EU ed USA, che da anni bazzicano Kiev con progetti di capacity building, compatibilità strategiche coi framework europei (io stesso vi ho preso parte) e fregnacce del genere, belli tesi a convincere gli ucraini che “europeo è bello” sebbene i quattrini per integrare materialmente l’Ucraina l’EU è ben lontana dall’averli! Il mio è un commento non tanto di dati ma di pancia, la pancia toccata proprio bazzicando gli ambienti dei ministeri dell’energia.

  2. fausto ha detto:

    La situazione è critica per molti motivi. Gli ucraini hanno reagito alla crisi del 2008/2009 aumentando i consumi di carbone nazionale: ma questa strategia non è più praticabile, posto che le miniere si trovano in buona parte nelle contese province russe.

    La loro dipendenza dai russi e dai concittadini di lingua russa è più ampia di quanto si immagini. Se insistono sulla strada della guerra l’inverno sarà duro.

  3. nottebuia ha detto:

    Un tempo la madre Russia forniva probabilmente idrocarburi a prezzi calmierati. Oggi l’Ucraina non ha i soldi per pagare la bolletta: è contesa da oriente e da occidente e si sta accorgendo che, in realtà, anche la UE non ha soldi da dare, nonostante i proclami.
    Aggiungiamo poi che la Russia non ha piacere a vedere avanzare ancora la Nato fino ai suoi confini e quindi ha interesse a fornire gas sottocosto solo a certe condizioni…

  4. Pingback: Povertà energetica sulla soglia di casa, come sempre | Far di Conto

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