L’orso russo batte moneta senza permesso

Come gira la vicenda degli aggregati monetari in Russia? La moneta fa la guerra, lo sapete bene: altro che cannoni e missili. Gli americani hanno costruito un impero imponendo la propria valuta urbi et orbi. I russi che fanno? Combattono contro l’inflazione? Cercano di sostenere il loro rublo? Il rublo si svaluta, lo sapete: potete dare un’occhiata allo storico delle quotazioni. Le sanzioni imposte dalla Nato – lettura esemplificativa – causano problemi per taluni approvvigionamenti, e la fuga di una parte degli investitori causa altri problemi. Però il rublo di crollare non ne vuol sentire, nonostante gli sforzi profusi. La discesa nei confronti del dollaro è stata interessante ma non entusiasmante: si è passati da un valor medio per gli ultimi anni di circa 30 rubli per dollaro ad una punta recente di 42 – 43.

Quello che vediamo si chiama banalmente svalutazione competitiva: quella cosa che tutti in Italia dicono di voler fare per rilanciare l’economia, ma che nessuno può fare perché la moneta non la controlliamo noi. La discesa del rublo riduce il potere di acquisto dei salariati russi nei confronti delle merci importate, rilancia le produzioni nazionali e ovviamente rende più facile esportare. Non solo petrolio: pensate ai metalli, ai cereali, ai legnami. Alle armi, già. Se la svalutazione è indicata come un metodo per rilanciare l’economia in Italia, non si capisce come potrebbe deprimerla in Russia. Forse i nostri pensatori da bancarella dovrebbero provare ad imporre un trattato di armistizio tra le varie, conflittuali parti del proprio pensiero. I russi ovviamente vivono un contesto diverso dal nostro: non hanno debito, hanno imponenti riserve in valuta e titoli esteri, una storia già trattata. E hanno un mare di risorse nazionali: in effetti se svalutano diventano davvero competitivi, diversamente da altri soggetti che invece si ritrovano a pagare ancora il petrolio in una divisa straniera. Tipo noi italiani.

E allora gli aggregati monetari: quanti rubli in circolazione? Quanta moneta? Quanti depositi? Questo dato non è un mistero: basta leggersi le tabelle della Banca Centrale della Federazione Russa. In ordine gli ultimi dati per le varie classi al primo ottobre 2014. M0: 6959,3 miliardi di rubli. M1: 14794,0 miliardi di rubli. M2: 30644,8 miliardi di rubli. Che fare con cifre del genere? Intanto ricordare che in particolare l’aggregato M2 “…M2 is a key economic indicator used to forecast inflation…”, dice l’enciclopedia. Ed è logico, perché la disponibilità di contanti e depositi più o meno liquidi e trasferibili nel breve termine è fondamentale per capire quanti quattrini possiamo usare al bisogno; più ne vengono spesi e meno valgono. Che l’inflazione nasca da qui è più che probabile. C’è un problema di andamenti, prima di tutto: le variazioni recenti. Gli aggregati monetari in Russia anziché crescere paiono ristagnare.

Aggregati monetari Federazione Russa (M0, M1, M2) dichiarati dalla banca centrale; moneta circolante, rubli
Aggregati monetari in Russia, miliardi di rubli. Fonte: Banca Centrale Russa.

In pratica la moneta circolante – nelle sue varie forme – non cresce più come un anno fa. Nel complesso, ormai i valori sembrano piuttosto stabili; al punto che anche i tassi di crescita annuali si ridimensionano. Ma a colpire è più che altro la stabilità numerica registrata nel 2014: evidentemente a Mosca non hanno voglia di mettere in giro nuovo contante. Per capire un po le dimensioni in gioco, occorre un termine di paragone. L’aggregato M2 equivarrebbe, al cambio corrente, a 730 miliardi di dollari; il più ristretto M1 invece a 352 miliardi di dollari. Le riserve della banca centrale sono calate, ma si posizionano attorno a qualcosa come 454 miliardi di dollari. Questo equivale a dire che i russi potrebbero facilmente ritirare tutto il contante in circolazione senza intaccare in maniera rilevante le proprie riserve. Però potrebbero fare ben di più, posto che queste riserve ancora oggi equivalgono ad un buon 62% dell’aggregato M2. Potrebbero in pratica sopprimere qualsiasi attacco speculativo al rublo spendendo cifre modeste – dal loro punto di vista. Il debito pubblico? Troppo piccolo, e comunque le scadenze non sono istantanee. Non è una leva efficace.

Il rublo in effetti si è gradatamente svalutato rispetto al dollaro, ma gli interventi dei russi sono stati tiepidi. Avrebbero potuto intervenire in maniera energica, e invece non hanno fatto granché in tema di cambio. Visto che i mezzi ce li hanno, questo significa che probabilmente a loro una moneta leggermente più debole fa comodo. Aumenta il controvalore delle riserve in valuta e titoli esteri, estendendo le capacità di manovra della banca centrale. Ridimensiona come già ricordato il costo di stipendi e pensioni, almeno nei riguardi delle importazioni: un’altra cosa utile, vista la situazione. Forse la guerriglia commerciale e valutaria promossa dai nostri padroni non sta funzionando? Non saprei, ma è meglio non bersi ad occhi chiusi certi proclami di facile ed imminente vittoria. C’è da trovarsi delle brutte sorprese.

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Una risposta a L’orso russo batte moneta senza permesso

  1. sergiomauri ha detto:

    Post molto interessante. C’è da dire che altrettanta prudenza va riservata alle dichiarazioni di alcuni intorno alla fine degli USA…..è un duello che durerà a lungo e il cui risultato non è del tutto scontato o prevedibile.

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