Nelle fiabe la crescita dura per sempre

Il fondamento della diffusione delle già citate crescite esponenziali ha una radice biologica. Cresciamo in quanto organismi, lo facciamo da tempi antichissimi. E in qualità di individui tendiamo a comportarci più o meno sempre alla stessa maniera: facciamo, o cerchiamo di fare, quello che facevano i nostri nonni e bisnonni. Parlando di una colonia di batteri il discorso è semplice: mantenendo invariate le condizioni ambientali ogni individuo cercherà sempre di riprodursi per scissione nello stesso lasso di tempo. Se in media in una colonia un batterio si suddivideva dopo 30 minuti alle 8 del mattino, a mezzogiorno ogni batterio cercherà ancora di suddividersi dopo 30 minuti di vita individuale: al cambiare del numero di individui del campione non cambiano i comportamenti individuali. Questo implica il fatto che, qualora sia possibile, ad ogni lasso di tempo fissato tenderà a corrispondere un incremento nel numero di individui proporzionalmente stabile in percentuale rispetto al precedente e contiguo intervallo temporale di medesima estensione. A tanti minuti di tempo corrisponde sempre un incremento percentuale costante della popolazione, quale che sia il tempo assoluto e quale che sia l’estensione della colonia di partenza. La rappresentazione di questo comportamento è per l’appunto realizzata con le funzioni esponenziali: i polinomi di potenze ad esponente fisso non vanno bene, giacché al passare del tempo vedono mutare – in meno – i tassi di crescita che rappresentano. Questa precondizione si può riassumere giustamente con l’affermazione dell’enciclopedia secondo cui “…la crescita esponenziale …. si verifica quando il tasso di crescita di una funzione matematica è proporzionale al valore attuale della funzione…”: un fenomeno avente chiara radice biologica. Si tenga a mente che il comportamento economico di noi umani è anch’esso un derivato del nostro atteggiamento biologico: come tendiamo a riprodurci e crescere di numero, così tenderemo ad espandere la portata delle nostre attività agricole o industriali. Non è casuale il fatto che, in assenza di vincoli rilevanti, le comunità umane abbiano generalmente manifestato la tendenza ad accrescere l’estensione della propria economia seguendo regressioni esponenziali; solo l’impatto con barriere eventualmente insormontabili insite nell’ambiente ci costringe a ridimensionare le nostre pretese.

Per riportare la questione su di un piano più immediatamente percepibile, potremmo riferirci a qualche esempio reale. Immaginiamo di voler far crescere la nostra economia di un modesto +2% annuo. Il due per cento non è una gran cosa, ma in certe nazioni – tipo l’Italia – avrebbe già il sapore di un miracolo. Posto che di alternative poco costose ce ne sono poche, la fonte di energia che più di altre potrebbe permettere questa operazione è probabilmente il carbone. Inquina tanto e viene da lontano, ma è economico in termini di costo d’acquisto. E allora prendiamo il consumo di carbone 2013, 7.896 milioni di t secondo BP, e proviamo a proiettarne un incremento del 2% annuo. Tra dieci anni, avremo raggiunto 7.896 · (1,02) 10 = 9.625 Mt: una addizione di 1,73 miliardi di t / anno rispetto ad oggi. Il bello è quello che pretendiamo di veder accadere tra 25 anni: con una produzione consolidata di 7.896 · (1,02) 25 = 12.954 Mt, un eventuale ulteriore +2% equivarrebbe a voler aggiungere in una sola annata consumi per 260 Mt di carbone. Che è più di quello che fanno ora Germania e Grecia messe assieme. Volendo proseguire ulteriormente la corsa fino ad un raddoppio compiuto dei consumi annui, attorno ai 35 anni da ora, l’addizione annuale richiesta tra il trentacinquesimo ed il trentaseiesimo anno di crescita sarebbe di quasi 520 Mt. Russia e Polonia odierne messe assieme non basterebbero: ma quante altre Russia e Polonia possiamo sperare di scoprire? Soprattutto, ce ne sono davvero altre da scoprire? Richiederà un certo impegno, questo +2% annuo: e all’inizio dell’avventura nessuno l’avrebbe detto.

Ora immaginiamo di voler fare una cosa più divertente: di quanto cresce la popolazione umana? Ogni anno siamo di più, ma di quanto? Un tempo anche un + 2,2 % annuo, ma oggi si cammina più lentamente. Stando alle ultime notizie disponibili, veleggiamo attorno ad un +1,2% per annata. Come dire che se l’anno scorso eravamo 100 esseri umani, quest’anno siamo 101,2 e l’anno prossimo 102,4144 e via dicendo. Sembra roba da poco, ma in senso storico si tratta di mutamenti colossali: fino a tutto il ‘700 la crescita demografica globale annua non eccedeva probabilmente il 3 – 4 per mille. Proviamo a proiettare il tasso d’incremento odierno per un lasso di tempo via via più grande, e vediamo cosa può comportare in termini pratici.

Tra cinquant’anni, anziché poco più di 7 miliardi di individui ci ritroveremo ad essere qualcosa come 7,28 · (1,012) 50 = 13,22 miliardi. A spanne. Non molto distante da un raddoppio. E dire che stavamo maneggiando un modesto +1,2% annuo: a sentire i nostri padroni quando si parla di economia, questa più che una crescita è una depressione richiedente psicofarmaci di sostegno. Sarà deprimente per loro, ma per noi comuni mortali è sconvolgente: in pratica, immaginando anche qualche deterioramento ambientale, da qui al 2064 rischiamo di arrivare quasi a raddoppiare il nostro peso relativo sull’ambiente. Ben che vada, dovremo comunque gestire un mero +81,6% di individui circolanti. Non semplice: se le risorse del sottosuolo non ci sostengono – e non pare questo il caso – rischia di rivelarsi una situazione poco gradevole.

Tra 100 anni come la mettiamo? Farebbe 7,28 · (1,012) 100 = 24 miliardi di individui circa. Con più di 20 miliardi di abitanti umani questo pianeta potrebbe avere un aspetto poco gradevole, non c’è dubbio. Foreste, paludi, fondali marini: scattate una foto e mettetela nel cassetto. Non ci sarà più niente da vedere. Giusto per intenderci, la terra arabile disponibile oggi nel mondo ammonta – secondo la Fao – a 1,396 miliardi di ettari, o meglio 1920 mq a persona; una quantità di superficie pregiata sostanzialmente stabile da tre decenni. Nella proiezione a 100 anni, finiremmo col doverci accontentare di 582 mq di terreno arabile pro capite. Un quadretto di poco più di 24 metri di lato: se lo stallo osservato nelle rese produttive in questi anni dovesse trovare conferma, rischiamo di dover praticare una dieta dimagrante piuttosto incisiva.

Storicamente parlando, i tassi di incremento demografico che conosciamo sono divenuti comuni più o meno da un paio di secoli; con le punte maggiori subito dopo la seconda guerra mondiale. Tra alti e bassi, è stato con l’affermarsi della rivoluzione industriale che l’umanità ha cominciato ad allargare velocemente il proprio impatto su un ambiente naturale fino ad allora sostanzialmente prevalente e sufficientemente integro. E allora domandiamoci quanti saremo tra due secoli, sempre proiettando senza scossoni il nostro fiacco esponenziale da +1,2% annuo. In sintesi 7,28 · (1,012) 200 = 79,1 miliardi di persone. Sempre parlando di terra arabile, la disponibilità pro capite risulterebbe essere di 176,5 metri quadrati a testa. Un orticello formato 13 x 13, che purtroppo con i canoni attuali rischia di sfigurare perfino come giardinetto. Nessuna considerazione circa le rese agricole – in stallo – o l’erosione dei suoli – galoppante: meglio tralasciarle. Ad essere sorprendente è l’incremento annuale registrato al passaggio dei due secoli: un ulteriore ciclo di dodici mesi porterebbe in quel lontano futuro ben 949 milioni di individui ad aggiungersi al totale. Più che come sfamarli, vien da chiedere dove sia possibile metterli: l’Europa odierna ospita per confronto la miseria di 743 milioni di abitanti. Colonizzeremo deserti ed oceani? Ci metteremo a mangiare la sabbia? Pura fantasia.

La semplice intuizione non permette di quantificare i fenomeni, ma permette almeno di scorgere i pericoli. Intuitivamente, non pare possibile proiettare a lungo tendenze di crescita esponenziale delle nostre attività, e del nostro peso relativo sull’ambiente, se non per qualche decennio a venire. Nemmeno gli andamenti rilevabili nel presente sono realmente sostenibili, e comunque immaginare di poter proseguire la corsa per altre due o tre generazioni significa ragionare totalmente al di fuori di ogni prospettiva storica – e soprattutto di ogni basilare considerazione aritmetica. Il problema residuo è piuttosto definire i termini quantitativi: se è chiaro che la nostra impronta demografica non si espanderà per duecento anni, non è ben chiaro quando smetterà di allargarsi. E’ su questa ambiguità che insistiamo a giocare una partita mediatica nella quale chi ci comanda continua a raccontarci che dobbiamo e possiamo crescere: allarghiamo i problemi e rifiliamoli a chi governerà e vivrà tra qualche anno. Si può fare, ma ad un certo punto non funzionerà più: quando arriva quell’istante di tempo? E come si caratterizza? E se fosse un fatto del passato? E’ giunta l’ora di archiviare le rette disegnate sui diagrammi semi logaritmici, quelle che raffigurano crescite esponenziali indefinitamente estese nel tempo; la rappresentazione della realtà percepibile richiede modelli più esaustivi.

Questa voce è stata pubblicata in ambiente, varie e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a Nelle fiabe la crescita dura per sempre

  1. jackilnero ha detto:

    scritta così mi sembra però un’interpretazione di dati un pò poco avveduta o onesta… mi spiego: non sono certo un fan della crescita incontrollata, ma fare una previsione da adesso a due secoli con una formuletta matematica è tutto meno che realistico. Primo perchè le variabili interne già potrebbero essere molto diverse per qualsiasi accidente, ma soprattutto perchè potrebbero ( ma azzarderei un “sicuramente” ) entrare in gioco variabili che oggi non immaginiamo nemmeno. Coltivare la luna? creare nutrimento artificiale sintetizzando antimateria? Nutrirci filtrando l’acqua di mare? Ho volutamente sparato boiate, ma siamo sicuri che una descrizione del mondo di oggi non sarebbe sembrata altrettanto inverosimile ad un uomo dell’800?
    Restando invece anche solo ai 50 anni, non possiamo considerare che a fronte di un fabbisogno di risorse sempre maggiore data la crescita esisterà sicuramente un’ottimizzazione almeno tecnologica: sicuramente nel 1960 erano ben lontani dai miliardi di kWh che vengono prodotti dal sole oggi. E senza prendere posizione, le tecnologie sui cibi hanno cambiato la disponibiltà degli stessi. Mangeremo cavallette, formiche? chissà … però “scrivere” in matematichese la crescita utilizzando una semplice formuletta mi sembra altrettanto lontano dalla realtà che ipotizzare una crescita infinita.
    Con stima, preciso che tutto quanto sopra è di dubbia valenza scientifica e assolutamente non comprovato in quanto parto del mio cervello in pausa caffè.
    saluti
    jack

    • fausto ha detto:

      “…però “scrivere” in matematichese la crescita utilizzando una semplice formuletta…”

      I nostri decisori politici ragionano esattamente così. Quando dicono “abbiamo bisogno del +2%” disegnano esponenziali, e non sempre lo capiscono. E noi umani comuni, ogni qual volta possibile, abbiamo ragionato così. La narrazione è ovviamente molto più estesa.

      • jackilnero ha detto:

        Si ma non è che se lo fanno loro possiamo rispondere con le stesse armi. O forse non ho capito il post.
        Intendo dire che attaccare la crescita che chiedono loro con ipotesi così semplicistiche (anzi, senza nessuna ipotesi che non la formuletta di crescita) non riesce per niente a smontare la tesi che la crescita infinita sia possibile, dato che ti obbietterebbero che lo è a certe condizioni. Credo sia lì che si giochi la partita dura

  2. magodellapioggia ha detto:

    ciao, l’argomento interessa pure me, quindi ci ho voluto scrivere un post per esteso..

    http://ilmagodellapioggia.wordpress.com/2014/12/03/sui-teorici-della-decrescita-felice/

    per chi non ha tempo di leggere:

    1. crescita come maggior consumo di risorse -> no
    2. crescita come maggior efficienza (faccio più cose con meno) -> sì
    3. decrescita di popolazione: assolutamente sì ma con attenzione. E’ abbastanza inutile predicarla in Italia, dove siamo a 1,27 figli per donna (quindi decrescita, questa sì, esponenziale), quando ci sono paesi con 8 figli per donna, su cui non abbiamo potere e autorità (e forse anche il senso neocolonialista) per intervenire

  3. UnUomo.InCammino ha detto:

    Ho avuto qualche problema nel commentare, un commento che ho tentato di pubblicare due volte ieri (mi sono salvato il testo).
    Vediamo un po’ come va con questa prova…

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      Pubblico e.. non appare nulla.
      Mah.
      Perché contiene dei collegamenti? Ma WP dovrebbe dire qualcosa…

      • fausto ha detto:

        Scusa Uomo, ho visto solo ora (di giorno lavoro e la sera devo cenare). Mi dispiace per il disservizio, ma sono semplicemente finiti in coda nello spam. E’ il comportamento predefinito di WP, quando ci sono tre o più collegamenti in un commento.

        Posso ripubblicarli senza problemi, sono semplicemente in coda, ma forse hai già riscritto tutto. Dimmi che fare che eseguo. Per il futuro ricorda sempre di mettere solo due collegamenti a commento, oppure se ne metti di più tieni presente che devi aspettare che il sottoscritto li pubblichi manualmente, eventualmente con una giornata di ritardo…..

      • UnUomo.InCammino ha detto:

        In realtà succedevano strane cose: intuendo quello che tu descrivi, ho spezzato il commento in tre parti: in alcune di esse c’erano due collegamenti ma… lo stesso non apparivano.
        Prova qui prova là, alla fine qualcosa è uscito ma con strane cose (ad esempio, WP non gradiva, ora posso dire “considerava spam” il commento con il collegamento all’articolo di Paul Chefurka, mah).
        La cosa che non capisco ed è una cattiva interazione con l’utente, è che WP non dice assolutamente nulla: non ti dice “Il commento è stato considerato come spam e segnalato per una valutazione al titolare del diario”.. Nulla.
        Quindi non capisci cosa (non) sia successo.

        Comunque, alla fine, qualcosa è “uscito”.
        Grazie per pazienza e ospitalità.

  4. UnUomo.InCammino ha detto:

    Edit fausto: ho recuperato questo commento con alcuni link, il resto mi pare già visibile in quelli successivi.

    Il problema che osservava un ricercatore della squadra di Jared Diamond, problema peraltro storicamente noto (problema del riso sulla scacchiera del re di Persia) è che le persone / la massa NON hanno cognizione della funzione esponenziale.
    Perché è un fenomeno che non appartiene alla biologia, non c’è stata alcuna evoluzione che abbia permesso di incorporare il problema della crescita esponenziale come capacità, funzionale della mente.
    Ogni studente di liceo scientifico o del primo anno di università (Analisi 1 all’università) sa che la funzione esponenziale con base b > 1 non è limitabile superiormente da alcuna funzione (che non sia una funzione esponenziale con base maggiore).
    Traduzione: qualsiasi funzione si scelga, prima o poi la funzione esponenziale la supererà.

    Le persone credono che con approcci forse meno che lineari e/o impossibili (aumentiamo del 30% l’efficienza, estendiamo del 70% la possibilità di terreni acquisendo quelli sul Pianeta T-52-201, decuplichiamo le energie rinnovabili, etc.) si possa in qualche modo limitare superiormente la crescita esponenziale. Nonostante lo sforzo divulgativo di Fausto, le risposte di JackIlNero lo testimoniano: si crede che con qualche raddoppio, con qualche quadruplicazione, etc. si possa sostenere la crescita esponenziale.
    Le persone non si rendono conto che arrivare ad un campo pro capite di 176,5 metri quadrati a testa (orticello formato 13 x 13 su cui campare) è una catastrofe in sé.
    Supponete che possiate anche raddoppiare le rese agricole (cosa che non solo non è vera ma che corrisponde ad una diminuzione sensibile GIA’ IN ATTO delle rese agricole per problemi di cambiamenti climatici e di perdita di fertilità dei suoli) e poi vivete (legna, pomidoro, ossigeno, lonza di maiale, trote, acqua, patate…) di quello che vi offre il vostro e solo unico campo di 13m x 13m.
    Sì sì, provate pure.
    Cosa significa? Carestie e collasso (molti non vogliono sapere quello che successe in Ruanda, quello che sta succedendo in Iraq, in Siria sono principi di collassi di questo genere).
    L’evidenza matematica ricondotta in termini comprensibili, non viene percepita.
    Invece di concentrarsi su quanto sia nefasta la crescita esponenziale e di combatterla con tutti i mezzi possibili, in modo articolato, sinergico, si cerca di continuare a sforzarsi di alimentarla ipotizzando diete a base di insetti, formicai megalopolitani umani come Kowlon, etc.
    Paul Chefurka usa, in un suo noto lavoro divulgativo, la metafora dell’elefante nella stanza: un problema così mostruosamente grande che qualsiasi cosa si faccia o non si faccia ci saranno problemi drammatici.
    Sostenere il problema crescita esponenziale invece di combatterlo.
    Questa è una strategia fallimentare: nessuna persona sensata si impegnerebbe, sii ingegnerebbe per aumentare, sostenere dimensione e drammaticità del problema che lo minaccia ogni giorno di più.
    Cosa fanno i politicastri eletti dalla massa? Bonus di 80€ al mese per figlio, operazioni Mare Lorum, sostegno alle migrazioni di massa verso posti come l’Europa sovrappopolati e che sono in deficit di risorse drammatici, interventi disgustosi e orribilmente ipocriti per sostenere l’infanzia nel terzo mondo, lotta acerrima a contraccettivi, aborto, istruzione ed emancipazione delle donne.
    Il pattern estremamente nocivo che io chiamo “antibiotici sì, pillola no”.
    Sostengono la crescita demografica invece di combatterla.
    Hai la dispensa del borgo quasi vuota? Chiedi a tutte le famiglie di fare un figlio, inviti 100 persone dai villaggi vicini.
    Intelligente, no!?
    Per questo ritengo che la probabili di collassi globali a medio termini sia uno.

  5. UnUomo.InCammino ha detto:

    Il problema che osservava un ricercatore della squadra di Jared Diamond, problema peraltro storicamente noto (problema del riso sulla scacchiera del re di Persia) è che le persone / la massa NON hanno cognizione della funzione esponenziale.
    Perché è un fenomeno che non appartiene alla biologia, non c’è stata alcuna evoluzione che abbia permesso di incorporare il problema della crescita esponenziale come capacità, funzionale della mente.
    Ogni studente di liceo scientifico o del primo anno di università (Analisi 1 all’università) sa che la funzione esponenziale con base b > 1 non è limitabile superiormente da alcuna funzione (che non sia una funzione esponenziale con base maggiore).
    Traduzione: qualsiasi funzione si scelga, prima o poi la funzione esponenziale la supererà.

    Le persone credono che con approcci forse meno che lineari e/o impossibili (aumentiamo del 30% l’efficienza, estendiamo del 70% la possibilità di terreni acquisendo quelli sul Pianeta T-52-201, decuplichiamo le energie rinnovabili, etc.) si possa in qualche modo limitare superiormente la crescita esponenziale. Nonostante lo sforzo divulgativo di Fausto, le risposte di JackIlNero lo testimoniano: si crede che con qualche raddoppio, con qualche quadruplicazione, etc. si possa sostenere la crescita esponenziale.
    Le persone non si rendono conto che arrivare ad un campo pro capite di 176,5 metri quadrati a testa (orticello formato 13 x 13 su cui campare) è una catastrofe in sé.
    Supponete che possiate anche raddoppiare le rese agricole (cosa che non solo non è vera ma che corrisponde ad una diminuzione sensibile GIA’ IN ATTO delle rese agricole per problemi di cambiamenti climatici e di perdita di fertilità dei suoli) e poi vivete (legna, pomidoro, ossigeno, lonza di maiale, trote, acqua, patate…) di quello che vi offre il vostro e solo unico campo di 13m x 13m.
    Sì sì, provate pure.
    Cosa significa? Carestie e collasso (molti non vogliono sapere quello che successe in Ruanda, quello che sta succedendo in Iraq, in Siria sono principi di collassi di questo genere).

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      L’evidenza matematica ricondotta in termini comprensibili, non viene percepita.
      Invece di concentrarsi su quanto sia nefasta la crescita esponenziale e di combatterla con tutti i mezzi possibili, in modo articolato, sinergico, si cerca di continuare a sforzarsi di alimentarla ipotizzando diete a base di insetti, formicai megalopolitani umani come Kowloon , etc.
      Paul Chefurka usa, in un suo noto lavoro divulgativo, “Population: the Elephant in the Room”, la metafora dell’elefante nella stanza: un problema così mostruosamente grande che qualsiasi cosa si faccia o non si faccia ci saranno problemi drammatici.
      Sostenere il problema crescita esponenziale invece di combatterlo.

      • UnUomo.InCammino ha detto:

        Questa è una strategia fallimentare: nessuna persona sensata si impegnerebbe, si ingegnerebbe per aumentare, sostenere dimensione e drammaticità del problema che lo minaccia ogni giorno di più.
        Cosa fanno i politicastri eletti dalla massa? Bonus di 80€ al mese per figlio, operazioni Mare Lorum, sostegno alle migrazioni di massa verso aree come l’Europa drammaticamente sovrappopolate (in deficit di risorse drammatici), interventi disgustosi e orribilmente ipocriti per sostenere l’infanzia nel terzo mondo, lotta acerrima a contraccettivi, aborto, istruzione ed emancipazione delle donne. Il pattern estremamente nocivo che io chiamo “antibiotici sì, pillola no”.

        Sostengono la crescita demografica invece di combatterla.
        Hai la dispensa del borgo quasi vuota? Chiedi a tutte le famiglie di fare un figlio, inviti 100 persone dai villaggi vicini.
        Intelligente, no!?
        Per questo ritengo che la probabili di collassi globali a medio termini sia uno.

  6. sesto rasi ha detto:

    Affidarsi alle esponenziali per crescite a lungo termine è come credere che la distribuzione gaussiana regoli le distribuzioni di probabilità di tutti gli eventi: prima che tu possa osservare gli effetti a lungo termine del tuo bel 2% succede un bell’evento imprevisto (magari la cui probabilità gaussiana, valutabile in 10, 20 o 30 sigma avrebbe consigliato di considerarlo praticamente impossibile) e rimescola completamente le carte. Un inguaribile malato di dabbenaggine potrebbe pensare che lo schiacciamento della crescita sia in qualche modo dolce e ti dia tempo di adeguarti: tipo curva logistica, insomma, che è l’evoluzione dell’esponenziale: ad un certo punto un altro fattore contrastante comincia a manifestarsi, frena l’esponenziale e la fa adagiare progressivamente sotto un asintoto. Guerre, epidemie, carestie e cataclismi in realtà non agiscono così. Magari. In più non puoi prevedere quando avvengono (dopo tutti diranno che era chiaramente inevitabile) ma soprattutto è difficilissimo capire da che situazione si ripartirà dopo.
    E vorrei chiarire: non è la difficoltà di prevedere dove stanno tutte le bocce che erano per terra dopo che una tremenda bocciata le ha sparpagliate. No, il campo di bocce potrebbe trasformarsi in una buca. O in una pozza. O in tutte e due.

    Un riferimento che influenza questo mio pensiero: “il cigno nero”, di N. N. Taleb. Il quale classifica senza mezzi termini come frode intellettuale le previsioni su aspetti sociali e/o macroeconomici basata sulle gaussiane e/o con orizzonti a lungo termine. Sono spaventosamente d’accordo.

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      > Affidarsi alle esponenziali per crescite a lungo termine è come

      Osservare curva in questa pagina.
      E’ sostanzialmente una esponenziale, per quanto spuria.
      E ogni persona sa che un sistema che abbia un indicatore con quell’andamento è un sistema fuori controllo.

      > Un inguaribile malato di dabbenaggine potrebbe pensare che lo schiacciamento della crescita sia in qualche modo dolce

      Che razza di ragionamento è questo?
      Ci sono interi grandi paesi come Giappone, Italia, Russia, Germania, etc. che sono già in sensibile decrescita demografica se non fosse che alcuni di essi sono massacrati da uno violentissimo tsunami migratorio.

      Esiste un disegno natalista diabolico ancora preciso che contrasta ogni progetto realizzabile per estendere la decrescita demografica proprio a quei paesi che più ne hanno bisogno e,ancora una volta, è il ciarpame inquinatorio religioso che ne è substrato, apologia ed ideologia.
      Non per niente Jared Diamond considera gli anacronimisi culturali, morali(sti) e religiosi come uno dei cinque fattori di collasso.

      • sesto rasi ha detto:

        UIC, credo tu non abbia compreso il tono della mia puntualizzazione, forse per la troppa smania di piazzare il tuo “che razza di ragionamento sia questo”. Meno animosità e ciascuno potrà apprezzare meglio il contributo altrui. Comunque mi spiego diversamente: noi possiamo anche comportarci esponenzialmente se vogliamo, che sia per imitare una colonia di lieviti o per assecondare i nostri istinti. Ma per gli sviluppi conseguenti prima o poi manca lo spazio. La costrizione è rappresentata da qualche altro fattore che, purtroppo, non si manifesta con freni progressivi, ma in modo violento ed imprevedibile. Ti è più chiaro?

  7. fausto ha detto:

    Non vedo complotti né disegni, ma solo banale istinto animale in quello che abbiamo fatto. Tuttalpiù ci vengono propinati disegni che coincidono con i meri istinti. Ha ragione chi dice che ci siamo comportati come batteri o come lievito: intesi come specie non abbiamo mostrato intelligenza, ma solo bramosia di invadere l’ambiente che ci ospita.

    Per gli esponenziali: l’istinto delle creature viventi e la logica riproduttiva farebbero quello. Peccato che non sia fattibile, posto che si finisce sempre con l’andare a sbattere contro qualche limite ambientale.Una cosa la trovo davvero apprezzabile nei commenti: quand’anche ferocemente critici, contengono spesso un elevato livello di coscienza della pericolosità dell’atteggiamento che abbiamo tenuto nei confronti di ambiente, risorse e demografia. Non è poco.

  8. steffa88 ha detto:

    Quando parliamo di crescita economica parliamo di aumento delle transazioni non di aumento del consumo di risorse che spesso è in discesa nelle economie mature come l’Italia. La crescita della popolazione non è esponenziale perché il tasso di crescita è in discesa, abbiamo avuto un grosso aumento perché grazie a dio (anzi grazie all’umanità) la tecnologia ha permesso di ridurre drasticamente la mortalità. La natalita si è poi adeguata di conseguenza, lentamente, quasi ovunque, con alcune RILEVANTI eccezioni, il problema sta lì: dovremmo far pressioni perché in quei paesi riducano la natalità, ad esempio vincolando queste politiche ad aiuti econimici

  9. Filippo Zuliani ha detto:

    Maro’, Fausto. Che mi ripeti gli stessi ragionamenti del Club di Roma, 40 anni in ritardo? Le crescite esponenziali da te prese a esempio sono poco rappresentative perche’ o sono basate su assunti di offerta puramente fisici (carbone) o sono proprio errate (demografia). La crescita esponenziale di cui si parla e’ quella economica. Dai, sono robe dette e ridette da 40 anni.

    • fausto ha detto:

      E dopo 40 anni, se solo ci azzardiamo a scriverne tre righe, scoppia una polemica incendiaria. Non solo qui: è un fenomeno che ho potuto osservare molto spesso, in questi anni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...