La baronia del cemento tramonta: addio colata Idice

Alla fine è saltata per aria: niente più mega colata di cemento e catrame a San Lazzaro di Savena. Parliamo di un progetto che ha tenuto banco per qualche mese pure in televisione: l’idea era di prendere un pezzo di campagna bolognese e ricoprirlo con 582 appartamenti, più opere annesse. E’ una idea nata molti anni fa. In pratica, stando alla cronaca fornita da Il Fatto “….compravendita dell’area destinata alla new town, da parte di alcune cooperative, tra le quali la Cesi di Imola e la bolognese Coop costruzioni. La transazione, è scritto nella denuncia, è datata dicembre 2007, circa cinque mesi prima della delibera del consiglio comunale che trasformerà i terreni da agricoli a edificabili. Ed è sul prezzo di vendita che Bertuzzi registra delle incongruenze. La cifra versata, circa 235 mila euro per ettaro, è cinque volte superiore a quella prevista dal mercato per le aree rurali, corrispondente invece a 38 mila euro per ettaro….”. Doveroso dirlo, ma sbagliato indignarsi: la rendita immobiliare funziona così. Significa accaparrarsi beni di prima necessità per poi rivenderli a strozzo ai cittadini. In tempi lontani si faceva con la farina, dieci anni fa era il turno dei bilocali.

Cosa è successo allora? Il sindaco del momento ha messo ai voti la faccenda e ha ritirato la concessione edilizia. I costruttori ineffabili. I signori della betoniera. Gli aviti catramatori dell’Emilia e della Romagna. Sconfitti da questa ribelle del PD che si è pure permessa di farsi votare una mozione dai seguaci di Grillo – quale onta. Sarà. Ma forse no, vero? Forse non è andata proprio così. Guardate le date: le transazioni relative alla compravendita e le variazioni di destinazione d’uso risalgono al 2007 / 2008. In sei anni di tempo, e con le carte in regola per partire, questi signori sapete cosa hanno fatto? Niente. Non hanno fatto un bel niente. Non hanno posato nemmeno un marciapiede. E dire che in tutti questi anni avrebbero potuto tirare su almeno un paio di palazzine: invece non si è mossa una foglia.

La storia è sempre un po diversa dalla narrazione di fantasia, gli umani hanno la cattiva abitudine di sopravvalutarsi un po. Per carità, il sindaco di San Lazzaro è in gamba; ha sopportato minacce ed insulti e merita la nostra stima almeno per questo. Ma comunque questa non è una storia di bravi amministratori che fermano la colata di cemento. Questa è la storia di una colata di cemento che si è fermata da sola. In Italia i dati relativi all’attività edilizia sono stati estremamente frammentari fino a pochi anni or sono; nebbia statistica ideale per nascondere scelte sbagliate e raggiri in piena regola ai danni dei cittadini. Ancor oggi l’ente erede del Catasto combatte per vincere la sua storica battaglia: e cioè contare quanti appartamenti ci siano in questa nazione. Qualche parametro però ce l’abbiamo anche noi per raccontare, si veda qui. In soldoni: permessi a costruire e compravendite collassano a partire dal 2006 / 2007, in maniera pressoché sincrona a livello regionale. L’ampiezza della bolla nel numero di transazioni è disuniforme, è un fenomeno zonale; presumo che sia andata così anche per le quotazioni, ma è difficile dirlo. La caduta però è all’unisono: si scende tutti insieme, e già nel 2007 era abbastanza chiaro agli operatori che buona parte comparto costruzioni sarebbe scomparsa. Gli eccessi dei primi anni duemila presentavano un conto salatissimo.

Ora, dopo più di un lustro, abbiamo cittadini ed amministratori che reclamano la chiusura di cantieri che non hanno mai aperto i battenti; e che la ottengono abbastanza facilmente. Il rifiuto delle banche di finanziare nuove imprese in perdita aveva in realtà già risolto il problema: fu l’improvvisa evaporazione del credito alle imprese edili a fermare la macchina, questo almeno sul fronte delle opere private. Con le opere pubbliche il discorso è sempre un po diverso, non c’è un controllo di utilità o di fattibilità in gioco: la questione è solo convincere i politici deputati a mettere le firme. Non casualmente negli anni successivi allo scoppio della bolla immobiliare abbiamo visto fioccare proposte stranissime: gallerie di base volte a collegare regioni spopolate, doppioni di ferrovie già prive di treni, autostrade vuote e via discorrendo. Le opere pubbliche in Italia non sono altro che aiuti di stato mascherati, ma li mangia solo qualcuno.

Adesso sento raccontare, sottovoce ma non più tanto, che è ora di “affrontare con lo stesso coraggio il dossier Passante Nord”. Sai te che fegato. Se per coraggio si intende attendere che un sistema affaristico fallisca per esaurimento dei quattrini, allora siamo buoni tutti. La questione interessante è forse un’altra: ma i soldi per i nuovi nastri di catrame non è che per caso sono già finiti? Non lo possiamo sapere con sicurezza, ma si parla sostanzialmente di “finanza di progetto”: ammissione di debolezza? Staremo a vedere; intanto la colata Idice possiamo archiviarla tra le bizzarrie della storia. Laggiù resteranno i campi ed i prati.

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14 risposte a La baronia del cemento tramonta: addio colata Idice

  1. UnUomo.InCammino ha detto:

    Per quanto non possa che godere per questo piccolo accidente alla devastazione cementizia e catramitica italica, se ho capito bene la sindaca Isabella Conti (Ditta del triangolo), NON ha preso le distanze anche se non soprattutto paradigmatiche da questo assalto beton-cooperativo al territorio , non ha enfatizzato la completa e grave eco-criminalità di questo progetto speculativo, ma ha sollevato objezioni di tipo amministrativo, questioni di fidejussioni non versate, di “potremmo forse spostare di là”, etc. (male lingue ben informate parlano di guerra intestina tra i subpartiti del PD per arraffare la cassa).
    Comunque, il “meglio piuttosto che niente” è più che mai azzeccato a questo piccolo stop all’insensato consumo crescitista del territorio.

  2. Michele ha detto:

    Post anche questo assolutamente condivisibile. Ho lavorato per un periodo a san Lazzaro e conosco la potenza delle coop locali.. uno degli effetti “bufi” di questa crisi è che mancando i soldi iniziano a mancare i soldi pure per le spese inutili, oltre a quelli necessari.

    Nel frattempo per i prezzi delle case continua lo scenario di guerra:
    https://sdw.ecb.europa.eu/browseChart.do?node=2120781&REF_AREA=190&FREQ=H&DATASET=0&DATASET=1

    una piccola nota personale: la famiglia cresce e avevo bisogno di più spazio. Dalle mie parti i costruttori del nuovo continuano a chiedere prezzi improponibili per case scombinate, piani terra con giardino, niente cucine, corridoi, ingressi e cose così. Perché sa signora mia, qui è tutto classe A e poi come costruiamo noi nessuno.

    Con i privati è guerra: nessuno è disposto a perdere decine di migliaia di euro rispetto a pochi anni fa e le trattative sono lunghissime. Io stesso vendendo il vecchio acquistato nel 2006 avrei perso un buon 10% sul nominale; contando le spese di acquisto e gli interessi di mutuo si andava oltre il 25%.

    Alla fine, anche in base alle considerazioni di questo blog ho scelto una soluzione minimale: comprerò l’invivibile mono dei vicini di casa e butto giù una parete. Non ho comprato benissimo, ma loro perdono 50 mila euro in tre anni quindi più di così non si poteva scendere.

    leggo nel frattempo che spariscono gli ultimi vincoli di affitti bloccati.. quindi per il futuro direi che possiamo aspettarci un maggior ricorso all’affitto da una parte, gente che si accozza alla propria casa inadeguata per ammortizzare le spese folli sostenute dall’altra. Chissà che con una maggiore facilità all’affitto piuttosto che all’acquisto si favorisca anche un minimo di mobilità, visto che l’accozzarsi sopra casa dei genitori è tra i mali di questa società.

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      > per i prezzi delle case continua lo scenario di guerra

      I vari crescitisti di centro, di sinistra, di destra, di sopra e di sotto, sono sempre stati rancorosi e incazzerecci con gli ecologisti e gli ambientalisti (quasi la totalità degli ambientalisti a sinistra sono filomassmigrazionisti quindi sostenitori della crescita demografica da tsunami migratorio in Europa e quindi massimamente antiecologisti ma non vorrei allargarmi) e sempre si sdilinquiscono giulivi e osannanti per ogni litania di più ripresa edilizia di là, più x,y% d PIL su e più riqualificazione di territorio giù, più Passanti Nord, più crescita lì e più Orte – Mestre costì.

      Allora, a questi citrulli de (i limiti non esistono e se esistono io li violo e poi saran cazzi loro) io la metto sempre sul piano economicistico: tu che ragli contro quelli che lottano contro il consumo di territorio, sai che ogni appartamento nuovo costruito in una un contesto di nuovo invenduto e di vuoto, mettono le mani nel tuo portafoglio?
      Ad ogni ettaro di terreno vivo, biotico, verde distrutto per sempre per una nuova villetta / casa a schiera, appartamenti in palazzina, prendono 5 o 10 o x€ al metro quadrato dal valore della tua casa che tu hai pagato con mutui da emorragia e non riuscirai a vendere neppure piangendo in uzbeco senza smenarci un tot che non ti dico sennò ti viene un coccolone?

      Ti guardano ebeti e rispondono
      Oh!

      Detto questo, gli edilizi si stanno già fregando le mani per l’invasione migratoria.
      Lessi più volte in vari luoghi frasi come “la ricchezza e le opportunità dell’immigrazione potrà aiutare anche una ripresa dell’edilizia”.
      Ovvio, ti arrivano 20 milioni di clandestini, da qualche parte dovrai pur metterli, no!?
      Prima o poi si riempiranno pure le centinaia di appartamenti vuoti a San Lazzaro e bisognerà riprendere a costruire, no!?

      W la crescita.
      W la ricchezza dell’immigrazione.
      Più case per più tutti!

      • Michele ha detto:

        che abbiano costruito troppo e spesso male siamo tutti d’accordo. I prezzi però stanno crollando anche per le case esistenti, quelle su cui (secondo agenzia delle entrate) gli italiani hanno buttato 20 anni di risparmi.

        Fa parte della perdita generalizzata di potere d’acquisto.. non so come funziona secondo le tue teorie decresciste, se il prosciutto ora costa la metà ma tanto hai perso il lavoro e non puoi comunque permettertelo.

      • UnUomo.InCammino ha detto:

        > I prezzi però stanno crollando anche per le case esistenti

        Ovvio.
        In un mercato diluviato di invenduto e vuoto è chiaro che i prezzi anche dell’esistente calino. Nella piccola frazione di collina in cui abito ci sarà almeno un paio di dozzine di appartamenti in tenativo di vendita da anni. E diciamo almeno altrettanti di nuovi invenduti.
        Il_bobbolo (quello a cui gli ecologisti stanno sempre sui koglioni) prima si sdilinquiva, il cognato piastrellista c’aveva la Mercedes nuova ogni tre anni, l’amico notaio ti invitava a Marina di Ravenna sul panfilo etc etc
        W la più xcrescita per tutti!
        Preso case a mutui esagerati (vedi ciclo di Frenkel e la bolla edilizia ultraalimentata dalla introduzione dell’euro) e ora tenta di vendere. Come testimoniavi, o svendi o non vendi ‘na mazza.
        Case esistenti che perdono il loro valore gonfiato dalla bolla speculativa.
        I prezzi però stanno crollando anche per le case esistenti
        Appunto.

        Non ci vuole mica un premio Nobel all’economia per capire che anche i prezzi di case esistenti scendono se c’è eccesso di offerta. No!?

        La truffa speculativa e il rastrellamento del capitalismo parassitario insieme con il consumismo sociale giulivo e beota.
        La crescita negativa, signori.
        Nulla a che fare con la decrescita serena che non ci sarà mai.

        Veramente non sono le mie teorie decrescitiste ma il buon senso che in un mondo finito con risorse finite, spazi finiti, terreni edificabili finiti (e sul terreno edificato non ci fai certo un boschetto per l’allevamento allo stato semibrado di mora romagnola per farti il prosciutto per mangiartelo e non mi risulta che i serramenti in alluminio e i plinti in calcestruzzo armato abbiano mai sfamato alcunché) la crescita esponenziale illimitata è una bufala a cui solo gli sprovveduti, gli organizzatori del disastro e quelli in malafede possono credere.
        Abbiamo costruito un sistema economiche che ha tutte le caratteristiche proliferative di un tumore.
        Quali possono essere gli esiti, secondo le “vostre” teorie crescitiste?
        Prego.

  3. fausto ha detto:

    Certe volte mi viene il sospetto che dovrei lasciarvi commentare senza scrivere. Nelle vostre impressioni leggo tutte le difficoltà e le durezze che sperimentiamo noi italiani per mettere insieme quel poco che serve per vivere: siamo stati amministrati davvero male.

    L’ironia di questo quadretto è che i problemi gravi di ieri vengono man mano sostituiti dai problemi critici di domani, e non sembriamo voler cambiare atteggiamento. Ci è rimasta l’arte dell’arrangiarci. Quella non ci fa difetto.

  4. ijk_ijk ha detto:

    Intanto a Ravenna il comune chiede i proprietari dei terreni edificabili se qualcuno preferirebbe tornare ad avere terreno agricolo. Impensabile solo pochi anni fa quando si facevano carte false per il contrario. http://m.ravennanotizie.it/articoli/2015/02/19/urbanistica-bando-esplorativo-sulle-aree-edificabili-per-eventuale-declassamento-a-terreno-agricolo.html

  5. Michele ha detto:

    UIC, lo sai che a modo mio ti stimo ma certe volte mi pari saviano che parla male di paperopoli: http://www.eschaton.it/blog/?p=738

    ti suggerisco
    – gli idraulici che girano con il Cayenne, era chiaro che questo consumo di territorio fosse insostenibile, io vivo sul cucuzzolo freddo di una montagna, che vi aspettavate voi crescisti?
    – è pieno di edicole ovunque, ma hai visto il prezzo assurdo della carta? io con il giornale mi fodero la giacca quando fa freddo, è chiaro che il dio mercato ha fallito.
    – generica tirata contro l’immigrazione, intanto continuano a costruire scatolette di cemento, io invece vivo tra i sassi e il muschio ma mangio genuino, le affermazioni di questo papa sono deliranti.

    ripeto, ti stimo e ti trovo carismatico ma io con i profeti non ci riesco a parlare, è più forte di me

    Scusami fausto per questa digressione.

    in altre news vi segnalo questo ciclo di articoli che ho trovato in linea con questo sito. p.e. qui:
    http://aiutomutuo.finanza.com/2014/12/08/mercato-immobiliare-il-ciclo-del-nido-dape-aggiornamento/

    l’autore sostiene più volte che l’attuale impennata dei mutui tanto pubblicizzata non è dovuta a nuove vendite, ma alla surroga dell’esistente: chi ha un mutuo lo rottama e lo sostituisce con uno più conveniente.. niente di nuovo sotto il sole.

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      > Guardo il deposito e sento salire dentro di me la rabbia. Non c’è nessuno per strada, è notte fonda. Sento schiumare le lacrime, e stringo i pugni. Ma sono impotente. Vorrei urlare.

      Rispondo con una citazione di
      balasso psicologia che vale più di mille parole.
      Personalmente considero i ricchi spesso miserabili e gente scadente. Bauman diceva che, persone per cui l’accumulo di capitali e risorse diventa sempre più forte, sono appunto degli.. automiserabili, gente afflitta da un pensiero compulsivo di scarsità perenne, che crede che quando essi possiedono sia sempre scarso, insufficiente.

      Ogni cosa che riduca l’antieconomia edilizia al solo recupero e miglioramento dell’esistente non può che essere un evento fausto.
      Lo tsunami migratorio è del tutto ovvio che sarà nefasto anche dal punto di vista ecologico.
      Questi che arrivano a milionate, dove li si mette?
      In un solo anno, nel 2013, +1.8% di popolazione (tasso di crescita folle) e quasi +1.1M homo. Sapete cosa significa realizzare due città (vado a spanne) come Torino e Firenze in un solo anno?!?! (i dati li aveva evidenziati GaiaBaracetti in un commento o in un sua pagina).
      E io sarei un profeta?
      Ma i numeri, la realtà, cosa sono?
      Ci saranno pure i profeti ma anche quelli che non vogliono vedere con la testa sotto la sabbia.

  6. fausto ha detto:

    Mi raccomando sempre di non accapigliarvi. Per il resto, potete raccontare qualsiasi impressione. E’ un vostro diritto, e almeno da queste parti è ancora garantito.

    Vi ho letti tutti ma non sto molto bene. Domani spero di poter fornire qualche chiosa. Intanto buonanotte.

  7. Michele ha detto:

    grazie, ma non ho nessuna intenzione di accapigliarmi.

    E’ che personalmente sono sempre rifuggito dalla comunicazione emotiva perché ci puoi dire tutto e il contrario di tutto (in questo senso parlo di “profeti”).

    Una volta ho sentito Grillo che diceva “io non voglio questo per i miei figli” (non ricordo a cosa si riferisse) e mi si è venuto un brivido lungo la schiena: con questa strategia dialettica puoi fare passare tutto. Chi vorrebbe vivere in un paese corrotto? o essere povero o fare fatica, o avere dei figli brutti e malati? E allora che facciamo: “non voglio tutto questo” e *puff* magicamente scompare?

    A me interessano di più i meccanismi di fondo e eventualmente come spostare le levette per ottenere un funzionamento migliore: se abbiamo una classe politica corrotta come modificare i meccanismi di selezione, se la bolla edilizia è dovuta all’avidità da un lato e all’ignoranza della gente dall’altro, allora come si può contenere l’avidità e informare la gente.. cose così.

    Per questo sto su fardiconto e non su “comunicazione efficace” o “bepp3grillo punto it”, per capirci qualcosa di più. Per piangere ridere e impressionarmi francamente preferisco andare al cinema. Limite mio per carità.

    • fausto ha detto:

      Il problema italiano, per limitarci al comico genovese, non è la pretesa di trovare bacchette magiche capaci di risolvere i problemi. Non le cerca nessuno. Il problema è che abbiamo trovato in effetti una bacchetta magica, e potentissima anche: quella che perpetua in eterno ogni sorta di problema, anche il più banale. Diversamente, non sono in grado di spiegarmi questo epico disastro in mezzo a cui viviamo.

      Poi attenzione: io sono un tipo sentimentale. E si vede anche bene tra l’altro. Solo un tipo sentimentale potrebbe sprecare del tempo a raccontare quante case vuote ci sono in Italia, e quanti giovani italiani sono stati cacciati a pedate. Sono sentimenti, perché il tempo ci è già scivolato via tra le dita: il tempo di agire era l’altro ieri, purtroppo.

  8. fausto ha detto:

    Causa eccesso di spam, mi vedo costretto a chiudere i commenti a questo vecchio post; per qualche misteriosa ragione, qualcuno ritiene che questa pagina sia il luogo ideale per pubblicizzare pillole in saldo.

    Ovviamente gli altri post restano liberamente commentabili.

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