Lavoro, disoccupazione, popolazione: vent’anni son passati

LAVORO, DISOCCUPAZIONE, POPOLAZIONE: ITALIA 1994 2004 2014 Istat Condizione lavorativa Età della popolazione 0 14 15 64 65 + anni Under 15 Occupati 15 – 24 anni Occupati 25 anni e più In cerca di occupazione Non forze di lavoro Disoccupati Inoccupati Inattivi attività Tasso di occupazione % Tasso di disoccupazione % 15 24 anni 15 64 anni 25 64 anni totaleDisoccupati, occupati, inattivi in Italia. Fonte: Istat.

Negli ultimi vent’anni le cose sono un po cambiate nel mercato del lavoro italiano. Possiamo dare un’occhiata grazie ai dati provvisori Istat per il 2014, assieme alle serie storiche consolidate. In termini assoluti, i posti di lavoro disponibili – quelli in regola – non sono cambiati di molto in due decenni; e non è che sia cambiata tanto nemmeno l’incidenza percentuale degli occupati sul totale della popolazione. I lavoratori “visibili” erano il 36,8% della popolazione residente nel ’94 e sono il 36,7% nel 2014; con un picco a metà strada. Il mutamento riguarda soprattutto le età delle persone coinvolte: si sono sostanzialmente estinti gli occupati più giovani, con meno di 25 anni di età. Svaniti nel nulla. Il lavoro in Italia è roba per vecchi, o almeno non per giovanissimi. Altra partita è l’invecchiamento della popolazione: chi ha 65 anni o più oggi incide per più di un quinto del totale; nel ’94 per meno di un sesto.

Più frenetiche le oscillazioni della disoccupazione, che rappresenta il numero di persone che un lavoro lo vorrebbero, lo cercano tramite canali legali e tracciabili, ma non lo trovano. Con 3,2 milioni di disoccupati in circolazione, il 2014 si può considerare a tutti gli effetti un anno da record. A decollare ancora una volta non è tanto la disoccupazione totale, quanto quella giovanile: ad oggi stabilmente sopra il 40% da almeno 19 mesi. I miracoli dei vari blocchi turn over, fornero e compagnia cantante, di cui ora raccogliamo i frutti. C’è ovviamente anche una componente di precariato nel gioco: è facile scaricare un cococo, e costoro sono tendenzialmente giovani. La crisi li ha visti sacrificare per tutelare i lavoratori più attempati: in tutta questa vicenda del mercato del lavoro, pare che l’Italia si disinteressi dei propri figli. Si naviga tranquilli verso il buio.

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3 risposte a Lavoro, disoccupazione, popolazione: vent’anni son passati

  1. Enrico Sanna ha detto:

    Finalmente qualcuno che riporta le statistiche sugli occupati e non solo sui disoccupati!
    Grazie.

  2. Michele ha detto:

    Grazie del post, apprezzo molto queste tue ricerche circostanziate. Se mi permetti una nota:

    “”A decollare ancora una volta non è tanto la disoccupazione totale, quanto quella giovanile: ad oggi stabilmente sopra il 40% da almeno 19 mesi. I miracoli dei vari blocchi turn over, fornero e compagnia cantante, di cui ora raccogliamo i frutti.””

    ricordiamoci però che i posti di lavoro devono essere veri e sostenibili, perché l’altro prezzo che stiamo pagando è quello dell’impiego statale come welfare sociale. Il “sistemami mio cognato in comune, che poveretto non lo prende nessuno, e poi vedrai che ti porto un bel poi di affari / voti” che da un lato drena risorse senza creare servizi, dall’altro ha impedito di creare un welfare vero e equo a favore dei favori e dei truschini.

    “” è facile scaricare un cococo, e costoro sono tendenzialmente giovani. La crisi li ha visti sacrificare per tutelare i lavoratori più attempati: in tutta questa vicenda del mercato del lavoro, pare che l’Italia si disinteressi dei propri figli. Si naviga tranquilli verso il buio.””

    Questa pratica dura da fin troppo tempo, poi ci si stupisce dei trentenni che vivono con i genitori e campano della pensione del nonno, altro grande pilastro del welfare italiano.

  3. Pingback: 110 e lode a 28 anni, o della durezza dell’aritmetica | Far di Conto

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