Incidenti stradali a Modena: come buttare via i soldi

Incidenti stradali sui giornali: morti di qua, feriti di là. Magari mezzi accartocciati, che in fotografia fanno sicuro effetto. Ma i costi? Gli incidenti non sono mica gratis, e alla fine qualcuno deve pagarne gli effetti. Era da un po di tempo che meditavo sul pezzo di Modena Today, già datato ma comunque utile. Veniamo a sapere così che “… A livello nazionale si parla di cifre che  fluttuano tra i 27 miliardi d’euro e gli oltre 30 …”. Invero una stima nota, già proposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; per chi desidera approfondire, è disponibile per l’anno 2011 lo Studio di valutazione dei Costi Sociali dell’Incidentalità Stradale. Quest’ultimo lavoro evidenzia che “… La stima dei costi sociali totali dell’incidentalità per l’anno 2011 è pari a circa 27,89 miliardi di euro, data dalla somma del costo dell’incidentalità con danni alle persone (20,83 miliardi di euro) con i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose stimati al 2011 (7,06 miliardi di euro). Anche i costi sociali totali si sono ridotti del 2% rispetto al corrispondente valore del 2010 …”. Tra il 2011 ed il 2010 si orbita attorno ai 28 miliardi di euro.

A livello locale che si fa? A Modena e provincia l’Aci segnalava un incremento negli incidenti. Potremmo supporre che ad oggi siano perlomeno stabili, tenuto conto anche delle anomalie statistiche prodotte dai piccoli numeri assoluti del campione – i morti in particolare sono decine, non legioni. La stima raccolta dal giornale: “… si può ipotizzare che nel 2013 i costi sociali dell’incidentalità stradale, per Modena e provincia, si possano attestare attorno ai 310 milioni d’euro, per difetto …”. Un bel gruzzolo, 310 milioni di euro: 442 euro l’anno per ogni residente della provincia. Da pagare ogni anno, sempre e comunque: non c’è modo di scappare, giacché i conti lasciati da qualcuno graveranno semplicemente sulle finanze e sulle vite di qualcun altro. In Italia avremo sì fatto diminuire il numero delle vittime dei sinistri – bella cosa – ma insistiamo a spendere cifre rilevanti per pagare i danni causati da questi eventi.

Qualche termine di paragone? Quanto costa la nostra Provincia? L’ente locale tanto bersagliato da alcuni politici, tacciato di inutilità; quell’ente che ripara le strade provinciali per dire. Possiamo sbirciare gli ultimi bilanci pubblicati, per esempio. Nel 2013, al netto degli effetti dei vari tagli, la provincia modenese contava su entrate pari a 121 milioni di euro. Robetta, vien da dire, a confronto della spesa che i cittadini sostenevano semplicemente per pagare i danni prodotti dagli incidenti stradali. E il Comune di Modena? ha un bilancio anch’esso, con dei costi e delle entrate. Quanto spende? Possiamo navigare i dati consolidati per il 2013 sul sito del Ministero; oppure possiamo leggerci la sintesi proposta direttamente dal Comune. In via riassuntiva l’ente locale ci racconta che “… Il valore complessivo del bilancio nella versione armonizzata, che prevede per la prima volta un Documento unico di programmazione 2014-2016, sarà per il 2014 di 328 milioni di euro, con le spese correnti che scendono a 247 milioni, contro i 266 dell’assestato 2013 …”. Un bilancio globale di 307 – 328 milioni di euro a cavallo tra il 2013 ed il 2014, e spese correnti per 266 milioni nel 2013. Adesso i 310 milioni che spendiamo in incidentalità stradale hanno un significato diverso: sono una spesa davvero consistente, e puramente dannosa. Ridicolizzano il bilancio di una Provincia, e rivaleggiano senza problemi con quello di un Comune capoluogo di 185.000 abitanti. Quando si parla di automobili, non si parla di serbatoi: a dominare il panorama sono la gestione dei mezzi ed i relativi costi esterni. Enormi costi costi esterni.

Se c’è una cosa che gli italiani non sanno fare, quella è il contenimento della spesa. Abbiamo le mani bucate, perdiamo soldi in giro senza rendercene conto; e questo aspetto del nostro carattere si manifesta anche nella vita pubblica. Quando ci mettiamo a fare tagli, di solito scegliamo bersagli a caso: il primo che passa va bene, avrà pure qualche colpa. Eppure almeno due considerazioni dovrebbero precedere queste azioni. In primis, tagliare le ruberie non è rilevante come tagliare le sciocchezze. I soldi rubati avranno fatto felici i ladri, ma quelli spesi per combinare terribili disastri non avranno fatto la felicità di nessuno: nel dubbio, tagliamo prima disastri e sciagure e poi occupiamoci dei furti. Secondariamente, quando affrontiamo problemi contabili ricordiamoci di contare bene: i grandi sprechi pesano più di quelli piccoli. E questo rende essenziale trovare termini di paragone per le azioni che ci vengono proposte: senza confronti dimensionali, rischiamo ancora una volta di eseguire azioni non rilevanti. Tagliare va bene, ma tagliare bene va ancora meglio.

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5 risposte a Incidenti stradali a Modena: come buttare via i soldi

  1. ff0rt ha detto:

    Perché si dovrebbe parlare di serbatoi? Gli incendi di automobili legati a danni al serbatoio sono rarissimi, e lo dico con cognizione di causa.

    • fausto ha detto:

      Mi riferivo alla simpatica vulgata corrente secondo cui sia possibile definire il costo energetico / economico di un automezzo in base alla sola spesa per il carburante. Ovviamente è falso, oltreché ridicolo; e le cifre su esposte – relative ad una fettina dei relativi costi esterni – danno una idea della voracità di questo gorgo economico che è il nostro bizzarro sistema di trasporto.

  2. UnUomo.InCammino ha detto:

    Il primo e più efficace mezzo per ridurre l’incidentalità è la mobilità sostenibile: andare a piedi, in bici o coi mezzi pubblici.
    Questo però tanto è virtuoso, economico, sostenibile, ecologico e piacevole tanto è indigesto alle masse italiche che sono vittime e carnefici di una statica dimensione in primis mentale dalla camera da letto al lavoro allo stadio al ristorante ai monti all’ipermercato alla vacanza alla camera da letto sprofondati col culo flaccido nell’autina personale,.
    C’è una incidentalità strutturale, ineliminabile negli spostamenti motorizzati su gomma.
    Un po’ come la mortalità nell’invasione sfondaconfini migratoria: aumenti di n il traffico, aumenti di n incidenti e morti.
    Un’altro degli aspetti della insostenibile, politicamente scorretta, realtà della realtà.

  3. ijk_ijk ha detto:

    Ricondurre i costi comuni all’importo medio pro capite è un’esercizio mentale che pratico anch’io e che dovrebbe essere adottato anche dai media.
    Purtroppo l’italiano non è avezzo ai numeri e quest’ignoranza si paga. Stimiamo il costo procapite di questa ignoranza??

  4. angeladelben ha detto:

    quello del trasporto su gomma è un dramma antico, scelte imposte agli sconfitti nel dopoguerra, da allora sono stati dismessi i tram elettrici nelle città, si è interrotta l’elettrificazione delle linee ferroviarie, per esempio ancor oggi dalla Val d’Aosta al Piemonte si viaggia a gasolio e si cambia ad Ivrea! si sono chiuse praticamente tutte le linee secondarie spostando il traffico su gomma, pubblico o privato, per non parlare del trasporto delle merci……catastrofe, si è smesso di andare in bicicletta per non finir falciati, scelte globali danni locali.

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