Lavoro in regola vietato per legge: o nero o niente

Ricordate le affermazioni di Ignazio Visco di qualche mese fa? Diceva il governatore della Banca d’Italia che “non si crea lavoro per legge”. Il lavoro lo creano le aziende e la vitalità economica di una nazione: se l’economia gira ci sono i posti di lavoro, altrimenti si fa senza. E in tempi di crisi la disoccupazione è stellare, come già sapete. Sarà vero. Avete mai sentito parlare di cuneo fiscale? Molti di voi si, suppongo. Per chi ne è digiuno: il cuneo fiscale è la quantità di tasse ed oneri assimilabili che vengono sottratti ad un reddito o ad una produzione economica. Per noi uomini della strada è più interessante pensare agli stipendi dei lavoratori, gravati da quello che più precisamente potremmo definire “cuneo fiscale e contributivo”. Il datore di lavoro paga una cifra per assumere il lavoratore; a questa cifra vanno sottratte tasse, assicurazioni, contributi e via dicendo. Il lavoratore riceve solo una quota della cifra che il datore di lavoro gli destina. Per vedere come siamo messi, riferiamoci al più recente rapporto OCSE / OECD.

cuneo fiscale e contributivo in Italia e paesi Ocse / UE / Europa Cuneo fiscale e contributivo, stipendi medi dei lavoratori. Fonte: OCSE.

Il livello di cuneo fiscale e contributivo nella grafica realizzata da OCSE è quello rilevato per il 2014, tramite dati forniti dai vari Stati. Gli italiani scontano un elevato livello di tassazione sugli stipendi. Molto elevato. Stiamo attorno al 48,22%, vicini ai vertici della classifica. Ci fanno compagnia Paesi come Belgio, Austria, Germania; e da quelle parti i servizi non sono esattamente come qui da noi. Oltre che vedere quanto paghi, dovresti considerare anche cosa ottieni in cambio. In ogni caso, rimanendo all’area europea, le differenze non sembrano poi così stellari: facciamo parte di un gruppetto di testa nel quale la sottrazione di salario orbita attorno al 50%, e dietro di noi un folto numero di nazioni tende ad avvicinarsi ad un 40%. Non è che poi in Polonia o in Norvegia facciano miracoli: girano attorno alla media OCSE, un 36%. Dire che il datore di lavoro spende per te 100 euro e tu ne ricevi 52 o 60 forse non è così sconvolgente.

Le semplificazioni uccidono, vero? Quando ritiri la paga, lo fai per spendere i quattrini in beni e servizi. Se compri carne, pagherai quindi anche l’IVA massima; con i coloniali spendi meno in tasse, e alla base trovi sfarinati o verdure che godono di una IVA agevolata minimale. Come dire che dopo aver perso per strada metà del salario lordo, regalerai ulteriori tasse, accise e gabelle prima di poter effettivamente spendere qualcosa per te stesso o per la tua famiglia. Però immagina di non voler comprare beni, ma piuttosto servizi costituiti in prevalenza da manodopera: colf, badanti, idraulici, muratori e via discorrendo. Quanto paghi? Le tasse sul tuo stipendio le hai già salutate, ma anche il lavoratore che vuoi assumere le deve pagare; così come deve pagare assicurazioni sugli infortuni e contributi pensionistici. Il cuneo fiscale e contributivo agisce su entrambi, non solo su di te. Una catena di sant’Antonio poco gradevole.

Quanto fa in totale? Se siete salariati nella media e spendete soldi per assumere un prestatore d’opera in regola, banalmente dovete moltiplicare i risultati netti stimati da OCSE. Supponendoli equivalenti in media per voi e per chi assumete, nel caso italiano farebbe più o meno ((100 – 48,22)/100) 2 = 0,268 . Traduco: se lavorate in regola e assumete in  regola, dei 100 euro lordi che ricevete dal vostro datore di lavoro potrete concederne ad un prestatore d’opera – netti – appena 26,8. Ed il dato è in peggioramento. Ci sono poche scelte rimaste: rovinarsi, rinunciare, oppure pagare in nero. Di solito gli italiani pagano in nero. In questa storia di nero forse c’è solo il delirio di un paese che pretende di tassare a morte maestre e lavandaie per concedere di scaricare dalla partita aziendale auto di lusso a qualche furbetto. Bisognerà raccontarlo al governatore; e magari raccontargli anche che con queste leggi distruggiamo attivamente il lavoro regolare da decenni. Forse non serve: Visco queste cose le sa già.

Questa voce è stata pubblicata in soldi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...