La Grecia e Schengen: le inflessibili leggi della geografia

Situazione convulsa nel continente europeo: una marea di profughi cammina attraverso i Balcani, diretta verso le ricche nazioni disposte al cuore del continente. Particolarmente irritati i governanti tedeschi, che sono sommersi di persone che faticano a gestire; il problema affligge anche parecchi altri paesi dell’area. Tradizionalmente la porta d’ingresso per questi immigrati era proprio l’Italia, ma la palma di migliore via di transito ci è stata scippata dalla Grecia – forse in maniera non proprio casuale. Ovviamente esistono anche altre strade per questi viaggi della disperazione, vedi la Spagna o il confine russo – finlandese, o ancora altri paesi dell’Europa orientale. Però a quanto pare nella seconda metà del 2015 la via greco balcanica ha surclassato ogni altra opzione.

Noto il problema, si discute di soluzioni. Tra le più gettonate la sospensione degli accordi di Schengen, che a dire il vero traballano già da un buon annetto. Noi italiani ne sappiamo qualcosa, dopo avere assistito alle chiusure a singhiozzo dei valichi con Francia ed Austria nei momenti di più grave crisi; a levarci le castagne dal fuoco è stato il prevalere della via attraverso la Grecia. Gli accordi di Schengen sono trattati firmati a partire dal 1985 – sulle prime essenzialmente tra Francia e Germania – che prevedono la libera circolazione dei cittadini dei Paesi aderenti; niente frontiere interne all’unione. Ovviamente non coinvolgono tutti i Paesi appartenenti all’UE, e ne comprendono anche altri ad essa esterni. Irlanda e Gran Bretagna sono fuori da Schengen, mentre vi partecipano Norvegia, Islanda, Svizzera.

Il flusso di immigrati e rifugiati è molto forte e scatena discussioni piuttosto accese. La frontiera greca è attualmente il colabrodo più gettonato per poter raggiungere la Mitteleuropa – con grande preoccupazione di alcune nazioni europee. Tra i rimedi proposti, la citata sospensione degli accordi di Schengen: temporanea e mirata ad affrontare la crisi migratoria, ma comunque di sospensione si parlerebbe. Per dirla con Repubblica “…Tsipras avrà tre mesi per riprendere il controllo delle sue frontiere e registrare i richiedenti asilo che salpano dalle coste turche. Altrimenti torneranno i confini, la Grecia sarà sigillata dall’esterno e i rifugiati resteranno intrappolati nella penisola ellenica, con rischio di crisi umanitaria…”. Non so chi abbia dettato il pezzo, ma lo trovo istruttivo. Riassunto: leviamo Schengen e recintiamo la Grecia, visto che possiamo farlo. I greci se la vedranno da soli. Tutto chiaro, no?

i paesi d'europa che partecipano a schengen

Paesi Schengen. Fonte: Wikipedia.

Forse no. Avete provato a guardare una cartina del continente europeo? Una cartina, di quelle che adornano le pareti delle aule scolastiche. Ci sono i vari stati con i loro confini, le loro sagome piene di storia, le loro coste. Ciascuno al suo posto: chi più a sud, chi a nord, chi ad est. L’Italia sta a sud dell’Austria, per dire. La Grecia dove sta? Se guardiamo bene, la possiamo individuare in fondo ai Balcani. Si protende in mezzo al mare, appoggiata ad Albania, Macedonia e Bulgaria; ad oriente tocca il lembo europeo della Turchia. Alcune notizie sul circondario: Albania e Macedonia non partecipano a Schengen, così come Bosnia, Serbia, Kosovo e Montenegro. Bulgaria e Romania hanno avviato trattative, ma per ora non fanno parte dello spazio di libera circolazione.

Riassumendo: la Grecia è circondata da nazioni che non fanno parte dell’area Schengen. Condivide solamente confini terrestri presidiati da posti di frontiera tuttora operanti. Questo significa che i profughi che seguono la via balcanica in questi mesi hanno dovuto attraversare svariate frontiere presidiate e relativamente ostili; l’eventuale espulsione della Grecia dagli accordi di libera circolazione delle persone non cambierà il numero e la disposizione delle frontiere che devono attraversare i migranti. Un bel problema. Non mi riferisco alle vicissitudini greche, e nemmeno a quelle dei fuggiaschi: il problema è l’impreparazione dei nostri politici in tema di geografia. Se davvero sono convinti di poter “sigillare la Grecia sospendendo Schengen”, allora siamo nei guai. Speriamo che a Bruxelles qualcuno si beva un buon caffè e rinsavisca.

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10 risposte a La Grecia e Schengen: le inflessibili leggi della geografia

  1. Mauro ha detto:

    La geografia in Italia sta passando di moda.
    Nel resto dell’Europa non è mai stata di moda.
    Bruxelles (intesa come UE) non ha neanche mai saputo che esistesse.
    Quindi… non illuderti.

  2. UnUomo.InCammino ha detto:

    Rispetto alla guerra migratoria in corso, tutti gli accorgimenti devono essere adottati.
    La complessità si affronta con sottosistemi isolati e questo è una nozione base dell’ingegneria.
    Allora, rispetto alle operazioni di ingeggneria sociale in grande, sostenuta dalle castalie cattoliche, comuniste e, occultamente, massoniche di sfascio/balcanizzazione europea, sostenuta sia a livello ideologico con una propaganda asfissiante, martellante sulle presunte “opportunità / ricchezze / moralità” dell’invasione in corso e sul piano operativo da mille azioni sinergiche, dala depenalizzazione di molti reati, al nascondimento delle violenze degli invasori, fino al sostestegno esplicito dell’invasione con Mare Lorum, con la restituzione, solo nel 2014, di oltre 800 natanti agli scafisti nordafricani da parte degli scafisti bianchi e rossi nostrani, ingegneria in grande in confronto al quale gli esperimenti di stalinisti e nazi sono trastullii da bambini, bisogna opporre una controingegneria di resistenza.

    Repellenti fuori, impermeabili dentro.
    Quindi frontiere “dure” e, la cosa più importante, rimpatri sistematici degli invasori.
    Il tam tam dei migranti funzionerà presto: non spendete 5000 euri perché appena vi beccano al supermercato o in ambulatorio, sul bus il giorno dopo siete sull’aereo verso il paese di origine.

    • ci sono ancora persone che scrivono queste baggianate? li rimandi al paese di origine? e quale? te lo dicono loro il paese di origine? glielo trovi tatuato sul petto? asteniamoci dallo scrivere fesserie, si perde tempo e lo si fa perdere agli altri….

      • fausto ha detto:

        Gli svedesi si stanno preparando ad una massiccia campagna di rimpatri forzati. Ci stanno pensando anche gli olandesi. Davvero interessante per le civili ed accoglienti nazioni nordeuropee.

        PS: evitiamo le liti e occhio al frasario. Questo è uno spazio pubblico.

      • UnUomo.InCammino ha detto:

        > ci sono ancora persone che

        Ihih, ecco un benaltrista.

        Pronto!?
        Salve dottore sono Santi.
        Salve. Perche’ mi chiama a quest’ora?
        La mia polmonite e’ peggiorata, con la tosse ho sputata sangue, la febbre e’pasata da 37.4 a 38. Penso che io debba iniziare a prendere antibiotici?
        Ma non dica baggianate, non ho tempo da perdere. Dove c’e’ scritto che ha dei batteri? Se cos’ fosse, pensa di affrontarli con degli antibiotici, con tutti gli effetti collaterali che hanno!? Non ce l’hanno mica scritto su un cartello, Mycobacterium tuberculosis. La polmonite e’ troppo complessa, non si puo mica agire in quel modo.

        Il signor Ventola Danese sarebbe il medico ideale.
        I dotti apologeti dell’inettitudine che nessuno studio, nessuna azione e’ opportuna perche’ la faccenda e’ troppo complessa.

        Tutto sommato se siamo cosi’ sciocchi ci meritiamo pure l’invasione di massa.
        In un certo sistema torna la selezione ecologica, naturale, gli inetti, gli stupidi vengono messi sotto. Con l’aiuto dei collaboraziionisti.

  3. Il ragionamento che fa la Germania mi sembra ovvio, ma te lo spiego. Abolire Schengen può servire affinchè i controlli alle frontiere greche con Albania, Turchia, Macedonia e Bulgaria diventino più severi, anzi inflessibili, ben sapendo che una volta entrati i migranti si troverebbero tappati nella zona balcanica che diventerebbe un vicolo cieco.

    Ma la Grecia confina anche con l’Italia, che ha molti meno vantaggi rispetto a Macedonia Bulgaria e gli altri poiché non ha confini terrestri e non puoi piazzare la polizia di confine in mezzo al mare. Quindi con la chiusura du Schengen anche l’Italia è destinata a diventare un vicolo cieco per i migranti, che affollerebbero la penisola italiana senza più possibilità di uscita.

    E ci sono coglioni come Salvini che gridano all’abolizione di Schengen senza neanche sapere in che guaio ci metterebbe…

  4. fausto ha detto:

    “….Abolire Schengen può servire affinchè i controlli alle frontiere greche con Albania, Turchia, Macedonia e Bulgaria diventino più severi…”

    Non riesco a capire come. Quelle frontiere sono già presidiate, e nessuno dei confinanti citati è area Schengen. Tra parentesi il grosso del flusso si è diretto attraverso paesi della ex Jugoslavia che non sono nemmeno UE – e non lo saranno a breve. E’ abbastanza chiaro che abolire un trattato come Schengen non cambierà affatto le caratteristiche di frontiere che non hanno mai fatto parte del suddetto trattato.

    “…Ma la Grecia confina anche con l’Italia…”

    Non esattamente. In mezzo c’è l’Adriatico. Faremo in un momento ad affondare qualche barchino, se la situazione si aggrava. E comunque possiamo sempre spedire i disperati al confine alpino (che, mi permetto di ricordarlo, è lungo 1900 km). Ovviamente non vi racconto niente di nuovo, questa che descrivo è la strategia scelta dal nostro Ministero da almeno due anni.

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      Un problema cosi’ grave e complesso richiede che ciascuno degli attori sia responsabilizzato sulle scelte che fa o non fa.
      Inoltre la soluzione non puo’ che essere ricorsiva.
      Se un paese non affronta il problema o, peggio, fa come l’Italia moralistoide in cui castalie nella loro hybris socioingegneristica criminale decido per una pseudoaccoglienza senza se e senza scaricata sui territori, contro la popolazione e la sua volonta’, contro di essa, oppure come la Grecia in un gioco in cui Fausto ha sottolineato non manca una componente vendicativa nei confronti di altri paesi, se i confini sono blindati allora e’ costretta ad assumersi le conseguenze delle proprie scelte.
      Non contrasto o addiritturo assecondo l’invasione? Beh, ci devo pensare perche’ poi di la’ non passeranno e mi terro’ sul groppone il problema.
      Invece, nel sistema congegnato per inibire il sistema immunitario europeo, c’e’ il giochino io faccio il bello bravo morale, li accolgo a parole e poi li scarico sui paesi limitrofi.
      Poi il banale artificio retorico dei collaborazionisti sfascisti :- Ci vuole piu’ Europa.
      Che e’ un artificio retorico per citrulli, visto che non si spiega poi quali misure operative debbano essere compiute in Europa per afftontare il problema. Poi arrivo ai deliri dell’europoliticastro Enrico Letta che ho sentito alla radio (della proppaganda panmixista) dell’altro giorno. Neppure in chiesa ho mai sentito delle assuirdita’ talmente fondamentalistiche, dissociate dalla logica, dai limiti, contrarie alla realta’ e alle sue leggi.

      Ancora, e’ noto che sistemi che devono affrontare pericoli esterni, sistemi complessi, devono essere organizzati in componenti masimamente incapsulate e con comunicazione limitata, controllata e che avviene in quantita’ minima e secondo protocolli precisi.
      Tra i vari ismi che farciscono ora le menti, in questo oscurantismo che dilaga e che nega scienza e conoscenza, anche lo schengenismo, una delle varie sette della religione sìglobal-progressista-ugualista.

      Io mi tengo una buona boccia da stappare quando questa cosa razionale in altri tempi e che ora e’ diventata una follia parte del problema, il trattato di Schengen – che non interessa manco per il caxxo il 90% della popolazione e un’altro 8% se non per un paio di volte all’anno – verra’ abolito. Un problema in meno!

      • agli stolti senza argomentazioni, o senza la capacità dmbastira una argomentazione, con dati, deduzioni o induzioni e colclusioni, dico: che siano necessarie azioni per arginare i flussi dei migranti è evidente, appare altrettanto evidente che l’azione di abolire schengen non sarebbe funzionale ed efficace. Le azioni da percorrere sono altre…

      • UnUomo.InCammino ha detto:

        > Le azioni da percorrere sono altre…
        Prego. Ogni contributo e’ importante.

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