Demografia in Italia: quattro auto per ogni figlio

numero figli nati da genitori italiani e stranieri residenti in ItaliaNati italiani e stranieri della popolazione residente in Italia, anni 1995-2014. Grafica: Istat.

Declino demografico italiano all’attenzione dei mezzi d’informazione: ogni tanto possiamo parlare anche di cose rilevanti, anziché di pettegolezzi. Per chi non desiderasse affidarsi al filtro dei giornali ci sono i rapporti ISTAT: “… Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti. I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila) …. [omissis] …. Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna ….”.

Ci troviamo ad un minimo nelle nascite, totali così come di italiani in senso stretto, che riesce a polverizzare quelli registrati nei primi anni ’90 o nell’immediato dopoguerra. E in effetti tutta questa vicenda ha un po il sapore di una guerra, forse una guerra tra generazioni. I nati da coppie italiane erano 480.000 nel 2008; nel 2014 eravamo scesi ad appena 398.500, e nel 2015 probabilmente siamo andati ancora più giù. Per il numero totale di nascite non è che vada tanto diversamente: da 576.700 nel 2008 a 502.600 nel 2014. Il dato globale 2015, già anticipato in stima, segna 488.000. Più che un declino, un tracollo; almeno nel caso degli italiani si cominciano a raccogliere i frutti delle lungimiranti politiche che abbiamo messo in atto in tema di servizi alle famiglie, distribuzione del carico fiscale, distribuzione dei posti di lavoro. Frutti avvelenati, appunto. Nascite a parte, resta sul tavolo il calo complessivo della popolazione residente a -2,3 ‰ su base annua: un fenomeno pressoché inedito per l’Italia repubblicana.

Se dovessimo mantenere a lungo il tasso di fecondità registrato per le donne italiane nel triennio 2012 / 2014 – circa 1,29 –  in un paio di generazioni ci ritroveremmo una popolazione di italiani in senso stretto grossomodo pari a (1,29/2)^2 · 55,6 = 23,1 milioni di persone. Sbagliato considerare uniformi le coorti demografiche per i calcoli? Vero, la nostra piramide delle età è decisamente matura; il metodo proposto non è attendibile. Allora potremmo ragionare sui nati – da coppie italiane – del 2014 e sulla speranza di vita corrente alla nascita: 398.500 · 82,4 = 32,8 milioni di residenti che possiamo supporre italiani e che possiamo sperare di mantenere sul suolo italiano anche tra qualche decennio; circa. L’esponenziale decrescente è un modo di ragionare diverso dalla semplice proiezione del numero di nascite correnti, e sono entrambi grossolanamente imprecisi per molte ragioni; ma comunque fanno intuire qualcosa della tendenza in atto. Se insistiamo su questa strada, l’Italia andrà incontro ad una implosione demografica carica di conseguenze.

Il fatto di avere scarsa discendenza propria non si sta rivelando poi così utile al nostro paese. Tralascio le considerazioni circa i sistemi pensionistici, forse un po sopravvalutate: è solo finanza, si può risolvere. Il vero, grosso problema è che noi non stiamo affatto scomparendo: ci stiamo facendo sostituire. Quando mi sento raccontare che per non distruggere il pianeta dobbiamo calare di numero, di solito inarco le sopracciglia. Calare di numero chi? In che maniera? Se gli italiani scompaiono, secondo voi l’Italia diverrà un enorme parco naturale? Una foresta incantata? O invece piuttosto un coacervo di immigrati che si riproducono rapidamente, esattamente come facevamo noi italiani tra la fine dell’ottocento ed il ventennio fascista? Non è che per caso, scomparendo, noi italiani daremo il via a nuove distruzioni ambientali nel nostro paese? La terribile crisi da sovra sfruttamento che si concluse nel 1945 lasciò un paese devastato, privo di foreste fin sui più alti crinali – altro che guerra, ci eravamo già rovinati con le nostre stesse mani. Ci apprestiamo per caso a farci sostituire da popolazioni che torneranno a combinare questo genere di disastri? A cosa serve? Quale sarà il beneficio? Cosa avremo fatto di utile per noi, per il territorio che ci ospita e per chi verrà dopo di noi?

Nel mentre che tutto questo marasma si dipana lentamente sotto i nostri occhi, alcuni italiani sembrano aver reagito in maniera positiva all’inondazione di carburante a basso costo degli ultimi mesi. Un fenomeno di respiro ben più breve, e ovviamente molto interessante per chi ritiene di vivere in un presente senza storia né futuro. Il pascolo abbondante produce una moltitudine di cervi, ed il gasolio abbondante produce una moltitudine di automobilisti; ogni creatura deve reagire alle condizioni ambientali. Mi è capitato di notare la differenza anche attorno al mio paesino, ho visto riapparire code chilometriche su strade che erano deserte da più di un lustro – e so bene di cosa parlo. Le cifre: stando ad Unrae, nel 2015 le immatricolazioni di autovetture in Italia hanno raggiunto 1.575.000 unità; lontane dai fasti di dieci anno or sono, ma comunque in alto rispetto al recente passato. Avrete già notato le proporzioni: quattro auto immatricolate per ogni figlio – almeno volendoci limitare alle coppie italiane. Quando cercate esempi di popolazioni soggette a contrazione demografica che riescono comunque ad esercitare una pressione distruttiva sull’ambiente e sulle risorse,  potete venire a dare un’occhiata all’Italia. Risulteremo devastanti perfino nell’atto di scomparire? Riusciremo ad inventarci un futuro diverso? Troveremo un equilibrio? Chi può dirlo?

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6 risposte a Demografia in Italia: quattro auto per ogni figlio

  1. giomag59 ha detto:

    Penso anch’io che nel giro di qualche decennio gli italiani diventeranno minoranza. Con tutto un modo di vivere che cambierà, secondo me in peggio. Forse il problema riguarderà per estensione tutta l’Europa, ma noi siamo il paese con meno crescita… ne parlavo scherzosamente in un post, l’anno scorso, ed ovviamente le cifre sono peggiorate da allora… https://giomag59.wordpress.com/2015/05/01/demografia-e-liberta/

  2. papworld ha detto:

    Ottimo articolo e interessante punto di vista.

  3. UnUomo.InCammino ha detto:

    La costipazione antropica italica ha un deficit ecologico drammatico.
    http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/trends/italy/
    La questione è che la provvidenziale decrescita demografica degli autoctoni viene annullata dallo tsunami migratorio apologizzato, propagandato, sostenuto e supportato dal piano e dall’azione, per dirla alla Renaud Camus, sostituzionisti.

    Come esistono parti della popolazione troppo grandi e con interessi nel BAU troppo grossi che campano, vivono, speculano, si arricchiscono e hanno potere per scelte massimamente antiecologiche, ecocide, esistono esistono parti della popolazione troppo grandi e con interessi troppo rilevanti e per la nefasta esplosione demografica e per le guerre migratorie che ne sono espressione.

    In altre parole si aumenta e si sostiene il problema e si attua una sistematica repressione di ogni tentativo ideologico e operativo di reazione immunitaria alla catastrofe globalista, massmigrazionista.

  4. Ijk_ijk ha detto:

    Scegliere gli indici è un’arte retorica.i politici con la complicità degli statistici la esercitano da sempre, o almeno quelli che sanno o vagamente intuiscono cos’è un’indice numerico.
    4 auto per ogni nato.
    Oppure 3 nuove auto per ogni morto.
    Articolo comunque interessante, come sempre.

  5. Ijk_ijk ha detto:

    Guarda, hai un sito gemello: http://physics.ucsd.edu/do-the-math/
    Ma forse lo sapevi già….

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