Istanbul

La Turchia è un universo, più che uno Stato. Un mosaico di culture che faticano a stare assieme. Oggigiorno la consideriamo come un popoloso e ricco paese islamico. Girovagando per Istanbul la questione appare subito più complicata: le donne velate sono in genere originarie della provincia. Quanto ai vari burqa, niqab et similia : se ne vedono dove ci sono tanti turisti, ma non tanti altrove; la Turchia decisamente non è la patria d’origine di queste correnti stilistiche. I muezzin ed i minareti comunque sono parte del paesaggio e del frastuono urbano.

istanbul interno moschea blu Sultan Ahmed Mosque La Moschea Blu. Frequentemente gli edifici di culto più maestosi vengono realizzati dopo una vittoria importante, quando le cose vanno bene. Questa moschea è stata invece concepita dal sultano Ahmet I per risollevare il morale e l’immagine dell’Impero Ottomano, in difficoltà su più fronti agli inizi del ‘600. Edilizia consolatoria, e non celebrativa; di altissima qualità tra l’altro.

Basilica di Santa Sofia, Istanbul, AyasofyaLa basilica di Santa Sofia, a due passi all’estremità dell’Ippodromo dell’imperatore Costantino I, è un edificio che basta da sé a far capire la grandezza della storia cittadina. Imponente, ferita dal tempo, deformata da terremoti ed errori progettuali, riparata e modificata a più riprese. Nasce all’epoca degli imperatori romani d’oriente, voluta nella sua struttura definitiva da Giustiniano I, in quella che era allora Costantinopoli; vive per quasi un millennio come chiesa e viene poi convertita in moschea. Oggi è un museo, piena di ponteggi e restauratori.

mosaico, museo di IstanbulUn mosaico si può preservare per decine di secoli, e ne conosciamo parecchi di epoca romana. Quelli esposti nel museo cittadino dedicato sono grandi ed interessanti: pare risalgano al V secolo. La società dell’Impero d’Oriente non era un idillio di buone maniere: in queste opere potrete osservare spesso la rappresentazione del sangue. I giochi del circo, con corollario di belve e di uomini in armi, costituiscono una frazione rilevante dei soggetti.

fregi e sarcofagi, museo archeologico, TopkapiIl museo archeologico, sul fianco del Palazzo Topkapi, racconta la storia come l’hanno scavata i primi archeologi. I livelli di Troia o la cronologia cittadina imprigionata nel suolo, certo, ma è di grande effetto anche la raccolta di fregi e sarcofagi al piano terra. Sarà la luce tenue, sarà la bontà dell’allestimento o magari la qualità dei reperti: un luogo speciale ed affascinante.

Navi in attesa di attraversare il Bosforo - Mar Nero - Mar di MarmaraIstanbul è una città di mare, deve tutta la sua grandezza ad una posizione commerciale privilegiata. La teoria di navi che attendono di attraversare il Bosforo è interminabile; la corrente dello stretto è spesso impetuosa, non è un luogo di spiagge e bagnanti. Oggi i ponti e la metropolitana uniscono Asia ed Europa in pochi minuti, ma le lente navi mercantili univano ed uniscono davvero la città a tutto il mondo. Tristemente parte delle mura cittadine è stata rovinata per far posto a strade e binari.

Museo di arte moderna, Istanbul, equazione di BernoulliAll’angolo di ingresso del Corno d’Oro, sull’acqua, il museo di arte moderna. Copre una bella moschea e si appoggia ad un quartiere sgangherato. Niente di particolare a prima vista, se non fosse per quella strana scritta sulla parete rivolta a mare. Nientemeno che una possibile espressione della equazione di Bernoulli: una Turchia moderna che celebra la conoscenza a forza di graffiti, senza imbarazzo alcuno. Il canto dei muezzin si mischia in sottofondo alle sirene delle navi ed alle chiacchiere dei turisti. Impossibile semplificare in poche parole questo luogo.

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12 risposte a Istanbul

  1. LorenzoC ha detto:

    Se è impossibile semplificare con le parole, l’alternativa non dovrebbe essere il silenzio?

    Comunque non è tanto impossibile, facciamo un paragone: nell’intestino ci sono molti tipi diversi di batteri e molte funzioni biologiche, posso perdere tempo a descriverne ogni gruppo, ogni dettaglio della elettro-chimica oppure semplificare efficacemente dicendo che nell’intestino passa il mangiare che si trasforma in cacca. In questo modo descrivo sinteticamente sia la funzione del luogo, cioè l’assorbimento dei nutrienti e l’accumulo dei sottoprodotti di scarto, che il rischio connesso, cioè nel caso in oggetto una perforazione implica setticemia e morte.

    • fausto ha detto:

      L’alternativa è sedersi ai bordi di una strada e guardare, ascoltare, annusare. Capire le differenze. Scorgere le somiglianze. Giusto per sfuggire alle semplificazioni ignoranti che ci vengono spesso offerte dalla televisione.

      Per tutto il resto l’imodium basterà.

      • LorenzoC ha detto:

        Se ti siedi e annusi, capisci le differenze tanto quanto un cane.
        Come dire, mi sembra che molti secoli fa sia stato acclarato che non esiste conoscenza senza la parola, quindi se un concetto non è esprimibile a parole, non è nemmeno conoscibile.
        Da cui siamo nel caso in cui una certa “realtà” (sorvoliamo sul concetto di “realtà”) forse si può annusare ma non si può conoscere e non si può esprimere.
        Abbastanza vicino allo assolutamente inutile.

        Esiste l’opzione che la “infinita complessità” sia una posa per non dovere dire e sopratutto fare nulla. Tranne sedersi ed annusare. Crollano le civiltà quando la gente smette di dire e fare e si siede per annusare.

  2. Ijk_ijk ha detto:

    L’equazione di Bernoulli? Mi piacerebbe ascoltare le discussioni che hanno preceduto la decisione di fare questo lavoro.

  3. fausto ha detto:

    “…Se ti siedi e annusi, capisci le differenze tanto quanto un cane…non esiste conoscenza senza la parola, quindi se un concetto non è esprimibile a parole, non è nemmeno conoscibile…”

    La parola dovrebbe esprimere conoscenza – multiforme conoscenza invariabilmente derivata dai sensi. Più che preoccuparsi di chi sa annusare, sarebbe il caso di preoccuparsi di chi non sa annusare ma disquisisce di fragranze. Basta un momento per ritrovarsi nel ruolo di produttori di inutili sofismi.

    • Paolo ha detto:

      Vero, senza dubbio. Inoltre, la conoscenza intellettuale più elevata, quella degli iniziati,
      è inesprimibile a parole. Per questo esiste il linguaggio dei simboli. Leggersi l’opera di
      Renè Guènon, a tale proposito.

  4. giomag59 ha detto:

    Istanbul è davvero incantevole! A me quella che è rimasta più impressa è la Cisterna Basilica, molto suggestiva. Della Turchia potremmo parlare per giornate intere, della storia millenaria, dei monumenti, delle bellezze naturali, delle spiagge… e dell’attualità, la politica di Erdogan, il fallito (o riuscito, per qualcuno) colpo di stato, la repressione dei dissidenti, gli attentati e le bombe, la guerra con i curdi… si, un universo… il paese che ha contribuito a destabilizzare la vicina Siria, e che ora abbiamo eretto a guardiano e controllore dei profughi… quello che avrebbe voluto entrare nell’Unione Europea e chissà, forse un giorno ci entrerà, ma non ora… affascinante e contraddittorio…

  5. fausto ha detto:

    Dei turchi mi ha colpito il rapporto con gli animali, che smentisce ancora una volta ogni pregiudizio. Gatti ovunque, molto amati; ma anche parecchi cani, spesso privi di un singolo padrone individuabile. Non danno nessun problema e sono marcati alle orecchie: evidentemente le autorità cittadine tengono d’occhio anche loro.

    Il silenzio sulla situazione politica, per contro, mi è apparso surreale. Nessuno si sbottona, mai, nemmeno per sbaglio. La bandiera viene esposta spesso, ma nasconde intenti ed orientamenti contraddittori. Aspettano di vedere come evolve la situazione.

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      o – Mamma li turchi! – Detto popolare

      Iran prima, Turchia ora.
      Due paesi avviati verso un progresso modernista che, ad un certo punto, hanno virato in direzione opposta, verso un teocratizzazione islamica via via più forte.
      La Turchia è storicamente nemica degli europei come sono nemici degli europei (e di qualsiasi altro concorrente) gli Stati Uniti che sono i veri fomentatori e sobillatori della guerra in Siria, una delle guerra per procura e di prossimità anche contro l’Europa.
      L’operazione degli USA di mantenere la Turchia nemico nella NATO solo una delle tessere del Dividi e Impera.

      Prego, vedere qui
      http://www.cbsnews.com/videos/morell-we-need-to-make-iran-russia-pay-a-price-in-syria/

      e quindi questo esplicito e chiaro documento
      https://youtu.be/aYgmhO9QJFc

      • fausto ha detto:

        I turchi sono turchi – un po come gli italiani, che sono semplicemente italiani. Le guerre imperiali “per procura” non possono essere decise o impedite dai cittadini; procedono fin quando l’impero esiste.

        Noi italiani non sembriamo in grado di impedire alle nostre truppe di affollare l’Afghanistan, o di impedire alle nostre armi di ferire lo Yemen. I cittadini della Turchia non sembrano in grado di impedire l’invio di fanatici in Siria. Ancora poco e ci scappa un gemellaggio.

    • antoniochedice ha detto:

      Non si sbottonano con gli estranei per timore di essere strumentalizzati, ma con gli amici – anche stranieri- discutono e si confrontano volentieri.

  6. antoniochedice ha detto:

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:
    Costantinopoli, Bisanzio o Istanbul, ma sempre affascinante. Grazie a Fausto per questo regalo.

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