Demografia italiana: le famiglie vere spariscono?

Per il nostro ente di statistica una famiglia cos’è? La definizione ufficiale sarebbe questa: “….Insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune (anche se non sono ancora iscritte nell’anagrafe della popolazione residente del comune medesimo). Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona. L’assente temporaneo non cessa di appartenere alla propria famiglia sia che si trovi presso altro alloggio (o convivenza) dello stesso comune, sia che si trovi in un altro comune….”. Non è un problema di numeri, né di funzionalità: stando ad Istat basta volersi un gran bene. Se parliamo di persone sole, il discorso è più malinconico; le “famiglie mononucleari” sono il vero motore della recente crescita nel numero di nuclei censiti. Un segno dei tempi. Posto che il tema si intreccia con il concetto di stato civile delle persone, si può guardare a questi dati per frasi un’idea degli andamenti in atto.

piramide demografica demografia italia età stato civile sesso 2001 2002Piramide demografica in Italia 1° gennaio 2002. Fonte: Istat, Tuttitalia.

Per non voler faticare troppo, possiamo affidarci a quelli di Tuttitalia ed alle loro restituzioni grafiche. Ad inizio 2002 potevamo osservare la presenza di una piramide demografica  già matura, caratterizzata da alcune coorti dominanti; i nati del baby boom che si avvicinano alla vecchiaia. I giovani erano pochini, e questo dato notoriamente non è cambiato. Interessante la questione relativa allo stato civile delle persone censite: pochissimi divorziati, appena visibili, ed una tendenza abbastanza spiccata a contrarre matrimonio. Dopo i trent’anni, celibi e nubili tendevano a scomparire velocemente. Per intenderci, nell’intervallo 30 – 39 anni di età celibi e nubili incidevano per il 31,4 % del totale delle rispettive coorti demografiche. Ancora significativa la presenza di persone coniugate aventi età inferiore ai trent’anni.

piramide demografica demografia italia età stato civile sesso 2015 2016Piramide demografica in Italia 1° gennaio 2016. Fonte: Istat, Tuttitalia.

Passano tre lustri, ed il mondo cambia volto. Almeno il mondo di noi italiani; dati dalla medesima fonte. L’apice delle coorti in transito nel tempo si è spostato ovviamente in avanti: i nati del baby boom devono invecchiare come chiunque altro. In tema di stato civile però e successo qualcosa di molto più interessante: pare che non ci si sposi più. Analogo intervallo di età 30 – 39 anni, ora celibi e nubili rappresentano il 48,6 % del totale. Sostanzialmente svaniti nel nulla i matrimoni che interessino anche gli under 30, fanno la loro comparsa in età un po più avanzate nutrite schiere di divorziati. Decisamente quello del matrimonio non sembra essere un istituto molto popolare oggigiorno, non in Italia almeno. Le convivenze? Speriamo bene, ma come detto dovrebbero ricoprire anche l’effetto introdotto con il diffondersi dei divorzi. Una gara dura.

Così ad occhio, ed immaginando di voler proiettare di poco in avanti le tendenze in atto viviamo in un paese nel quale metà dei trentenni resta da solo; e nel quale praticamente nessun ventenne si sposa. Un affare rischioso, se pensiamo agli effetti di lungo termine. I nostri politici reagiscono a questo problema con bizzarre campagne pubblicitarie, e almeno ci si guadagna qualcosa in buonumore. Il problema di fondo però continua a non trovare soluzione. Non è solo una questione di prospettive economiche, pure importanti: decenni di retorica relativamente ostile alla famiglia forse hanno prodotto effetti che cominciano a farsi insostenibili. Possiamo cambiare radicalmente il modo di descrivere questa vicenda, lasciar perdere le sparate arroganti, ammettere di avere usato prepotenza e stupidità contro le persone che devono garantire un futuro al paese. Basta poi poco, non occorrono sforzi incredibili. In alternativa possiamo scomparire.

Questa voce è stata pubblicata in attualità, varie e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Demografia italiana: le famiglie vere spariscono?

  1. UnUomoInCammino ha detto:

    L’Italia è sovrappopolata tra le quattro e le cinque volte il sostenibile (nel conto bisognerebbe conteggiare anche gli invasori clandestini che non sono esattamente undici o dodici).
    Il problema non è la decrescita della popolazione italiana che ha un notevole valore ecologico, di sicurezza, di resilienza, estetico, benessere, etc. ma lo tsunami migratorio progettato apologizzato e implementato da varie elite e che non solo ha annientato la decrescita della popolazione ma che porta ad un’ulteriore crescita, cosa di cui non c’è affatto bisogno nella scatola di sardine italica.

  2. giomag59 ha detto:

    Bella analisi. Senza famiglie giovani non c’è futuro, c’è poco da fare. Ma i vuoti si riempiono… se gli italiani non fanno famiglie e non fanno figli, ci pensa qualcun’altro. La politica manca, sicuramente, e non solo in questo campo…

    • UnUomoInCammino ha detto:

      > se gli italiani non fanno famiglie e non fanno figli, ci pensa qualcun’altro

      No, se gli Italiani in Italia non fanno figli non devono essere certo i pachistani o i nigeriani a fare figli in Italia. Infatti ne fanno troppi anche in Pachistan e in Nigeria.

      • giomag59 ha detto:

        Una volta erano gli italiani quelli di cui dicevano che facevano troppi figli… non credo sia colpa dei pachistani ne dei nigeriani se ora non ci sposiamo e di figli nisba. ‘Non devono’ mi sembra un pò categorico. Trovo difficile vietare agli stranieri, se vivono qua, di fare figli…

      • UnUomoInCammino ha detto:

        Infatti, il problema è che qui ci sono milioni di alloctoni, spesso ostili con gli italiani, che non ci dovrebbero essere. Si aggiunge che gli invasori sono a loro volta molto prolifici.
        In arabo esiste pure un termine hijra che indica la conquista di un paese proprio con l’arma demografica.
        Andare alle radici del problema.
        Gli invasori sono qui soprattutto per la loro esplosione demografica (vedere il caso paradigmatico dell’invaditrice Kyenge, ovvero sciagurate compulsioni riproduttive in una famiglia abbiente sono state scaricate su altri paesi, popolazione dei paesi islamici decuplicata in tempo breve, vedi poi collasso siriano, yemenita, etc.).

  3. Michele ha detto:

    Non ho capito cosa intendi qui: “Non è solo una questione di prospettive economiche, pure importanti: decenni di retorica relativamente ostile alla famiglia forse hanno prodotto effetti che cominciano a farsi insostenibili”, me lo puoi spiegare?
    Dalla mia esperienza il problema delle famiglie è che il walfare è poco e sotto attacco. Se sei madre o anche padre, meglio non parlarne in ufficio perché diventi quello “poco produttivo che ha altre priorità”. Gli orari di lavoro sono più lunghi di quelli degli asili e delle scuole, tanto ci sono i nonni no? E due assessori mi hanno detto serenamente in faccia che il nostro Comune è stato finora troppo generoso con le famiglie (si parlava di tariffe dei nidi, aumentate del 30-50% nel giro di un estate, e di scuolabus da tagliare).
    Io di retorica “per la famiglia” soprattutto in area cattolica ne vedo molta, ma come per il “family day” mi pare più orientata a distruggere i diritti dell’individuo (aborto, divorzio, diritti degli omosessuali, etc) che a portare reale sostegno alle famiglie.

    • fausto ha detto:

      “…Se sei madre o anche padre, meglio non parlarne in ufficio perché diventi quello “poco produttivo che ha altre priorità”….”

      Sei riuscito a risponderti da solo in maniera impeccabile. E’ proprio questa la retorica dominante; ed è questa che ci sta facendo svanire. Famiglia e figli vengono dipinti come pesi morti – complice un sistema che ha coltivato l’illusione di poter importare schiavi al loro posto.

  4. Michele ha detto:

    ok, non l’avrei chiamata retorica perché a parole invece sono bravi tutti, a partire dai nostri politici, da sempre “per la famiglia tradizionale”.
    Se mi parli di clima culturale, o di humus sociale invece è vero, avere una famiglia è difficilissimo e tutto ti rema contro, a partire dai film americani dove se vuoi avere successo il lavoro E’ la vita giù giù fino agli “orari flessibili” che sono gli straordinari non pagati.
    Per non parlare dell’ultima frontiera “i bambini danno fastidio”: ormai siamo talmente disabituati a averne attorno che pare normale chiedere vagoni-ghetto o ristoranti-ghetto per rinchiudere le famiglie “con questi bambini tanto rumorosi”.
    Credo che la generaziona attuale dovrà arrivare a non trovarsi nessuno che gli pulisce il sedere da vecchio per capire che le nuove generazioni sono un investimento

    • UnUomoInCammino ha detto:

      > “i bambini danno fastidio”:

      La questione non sono i bambini ma il fatto che genitori “figli del dottor (Benjamin) Spock” allevano piccoli attila egoici, viziati, senza alcun senso del limite.
      Nel voler fare di meglio della “mala”educazione, ecco la non-educazione.
      Chiaro che nessuno sano di mente ami essere vessato dai piccoli attila altrui.

      Una volta
      o – i bambini davano una mano coi lavori, se c’era tempo giocavano, ruspavano, si arrampicavano sugli alberi, zappavano, avevano poche energie residue per molestare altri;
      o – se un bambino sbagliava veniva educato (ma quelli erano cattivi genitori fascionazisti non rispettosi della creatività esuberanza gioia e colorata espansione del mio piccolo dio che assomiglia così tanto a suo papi/mami), le correzioni non erano il tabù attuale.

      Non ci sono genitori, bambini, contesto ed educazione di una volta, non c’è neppure la convivenza di una volta.

      • Michele ha detto:

        nonnò, sperimentato sulla mia pelle che i bambini danno fastidio anche quando fanno semplicemente cose da bambini, vedi le varie richieste di ghetti per bambini nei ristoranti, sui treni aerei e perfino a messa.
        Tra gli effetti della denatalità ho l’impressione che ci sia la poca abitudine a frequentare bambini e anche genitori. Vedo ultratrentenni che vorrebbero bambini fermi e zitti in un viaggio in treno di 3 ore, 40-50enni in carriera che non hanno idea che i bambini si ammalano o che devi introdurli a scuola. Del resto chi non è genitore non può capire (citazione da Jim Morrison).
        Ah, ho dopo un po’ di indagine ho scoperto che tutti quelli che mi dicono “i miei sono/erano bravissimi, io sapevo come gestirli, io non ho mai avuto problemi” di solito li hanno fatti crescere dalla nonna che viveva al piano di sotto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...