Bollette elettriche 2016; domani si vedrà

Un po sottotraccia, che forse non è più di gran moda, si discute qua e la delle traversie patite da alcune centrali nucleari francesi. Il commento che ho potuto leggere più frequentemente è del tipo “bollette elettriche più care per l’Italia che importa energia dalla Francia”. Prima di far crescere le bollette italiane, le capricciose centrali francesi potrebbero anche far aumentare le bollette pagate dagli stessi francesi. Il debito atomico che contestava Giulio Tremonti forse sta presentando una cedola; i francesi ora stanno indagando su almeno 12 reattori che paiono affetti da problemi di sicurezza rilevanti. Vedremo come evolverà la situazione, ma intanto possiamo dare un’occhiata all’entità dei costi elettrici che caratterizza alcuni grandi paesi europei. Giusto per capire come ci siamo mossi fino ad oggi.

bollette elettriche casa abitazioni costo energia elettrica consumi domesticiCosti dell’energia elettrica per uso domestico. Grafica: Eurostat.

I dati ovviamente ce li fornisce Eurostat; i valori per il 2016 sono stime provvisorie. In ambito domestico i dieci anni che abbiamo alle spalle hanno visto cambiamenti considerevoli. Per le famiglie italiane ci sono state delle fluttuazioni, ma i costi erano alti da tempo. I tedeschi invece hanno fatto scelte drastiche e drammaticamente evidenti: ad oggi accollano alle famiglie bollette elettriche davvero stellari. All’altro estremo della scala i francesi, piuttosto generosi in tema di chilowattora domestico: almeno fino ad oggi sembrano ancora in grado di fornire qualche sussidio. Si noti bene l’appiattimento recente: gli attori principali sembrano intenzionati a non far crescere ulteriormente le bollette.

bollette elettriche industria aziende costo energia elettrica consumi industriali prezziCosti dell’energia elettrica per uso industriale. Grafica: Eurostat.

In ambito industriale le cose funzionano in tutt’altro modo. I parchi tedeschi, che tanto tartassano l’utenza di casa, offrono sconti generosi alle fabbriche. Sono quasi allineati ai francesi; il gioco è sempre quello, ovvio, di sostenere l’industria con forniture scontate. Il Regno Unito si ritrova in una condizione pericolosa, con le aziende energivore che fanno le valige davanti a bollette elevatissime; è almeno in parte l’effetto di una prolungata e mal gestita carenza di gas naturale. L’Italia fa storia a sé: prezzi in rapida crescita fino al 2011 / 2012, poi un crollo. Ancora poco e ci ritroviamo a poter competere con i virtuosi ed aggressivi cugini d’oltralpe. La scelta italiana e tedesca è ad oggi piuttosto semplice: favorire le aziende e far pagare il conto ai privati cittadini. Che può avere senso, se queste aziende creeranno posti di lavoro. Sarebbe davvero interessante capire fin quando i francesi potranno sussidiare così pesantemente entrambi i fronti: dipende tutto da come evolverà la vicenda del loro particolarissimo parco centrali nucleare.

Restando all’Italia: ma che altro accade in tema di elettricità? Si parla poco di rinnovabili ultimamente, dopo l’ondata di revisioni degli incentivi che ha di fatto bloccato le nuove installazioni. E così, stando ai dati di Terna, nel triennio 2013 – 2015 eolico e fotovoltaico hanno fornito in Italia 36-38 TWh per anno; una produzione apparentemente abbastanza costante. Nel medesimo lasso di tempo, abbiamo importato in media 42-46 TWh annui dall’estero – in gran parte nucleare francese. Non deve meravigliare il comportamento delle due voci: nucleare e rinnovabili sono cugini, in senso economico; paghi quasi tutto all’inizio e poi produci a qualunque prezzo. Il fatto di avere levato incentivi ad entrambe le fonti – anche quella nucleare non vede più installazioni da tempo in Europa – non farà calare le produzioni in maniera sensibile per anni. Il problema con le centrali atomiche d’oltralpe è che invecchiano, e hanno perso l’iniziale appoggio governativo da molti, troppi anni. Quello elettrico in Italia è comunque un mercato abbastanza stabile. A fronte di una richiesta globale per il 2015 di circa 317 TWh, la termoelettricità tradizionale italiana ha fornito 192 TWh; nell’ultimo triennio poco è cambiato, eccetto le naturali oscillazioni dovute all’idroelettrico – fondamentale ma prono all’andamento meteo dell’annata. Resta il fatto che idrocarburi e carbone ci forniscono più o meno il 60% dell’elettricità che consumiamo: evidentemente le altre fonti tutte assieme qualcosa fanno.

La tesi secondo cui i costi elettrici italiani sarebbero in diminuzione a causa di un maggiore impiego di carbone non sembra molto fondata: i relativi consumi nazionali sono anzi in lieve diminuzione, stando a BP. Gli incentivi più o meno nascosti al carbone ci sono, e vengono spesso contestati; ma questo non vuol dire che stiano funzionando poi così bene. Il vero cambiamento recente è costituito semmai dalla revisione dei dannosi contratti “take or pay” sul gas naturale importato: gli sconti ottenuti ci hanno fatto risparmiare parecchio. Così abbiamo frenato la caduta dei consumi di gas, e abbiamo potuto elargire qualche benefit ad alcune nostre aziende malconce.  Sarebbe interessante capire se questi vantaggi possano durare nel tempo o meno. In queste giornate pare che i guai delle centrali francesi stiano sballottando ben bene il mercato elettrico francese, assieme a quello dell’Italia settentrionale. Prezzi elevati anche per loro, e problemi per noi che da un lato perdiamo una voce di import tradizionalmente economica, e dall’altro forziamo impianti a gas a coprire l’ammanco. Se c’è una cosa che rischiamo di pagare cara nel futuro immediato, e di cui abbiamo ora un assaggio, quella cosa sarà l’incertezza.

Questa voce è stata pubblicata in energia, soldi e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...