Bakken, North Dakota, shale oil: nodi al pettine con calma

L’epica avventura shale oil / gas prosegue negli Usa – quasi solo da quelle parti. Montagne di debiti vengono prodotte e piazzate in cambio di titoli di aziende che di utili in effetti non sembrano averne mai realizzati; gli investitori di mezzo mondo accorrono numerosi ed insistono a comprare, anche dopo le recenti ondate di fallimenti. Pardon, ristrutturazioni. Il fatto che quasi tutto il cash flow disponibile per queste aziende venisse assorbito dal pagamento di rate ed interessi sui debiti già nella seconda metà del 2015 dovrebbe in teoria bastare a chiarire la situazione. Probabilmente ad oggi le cose stanno andando più o meno nella stessa maniera: niente utili rilevanti, debiti sparsi ovunque. Ma la macchina continua a marciare, e a sputare gas e petrolio sul mercato. Qualche effetto si comincia ad intravvedere anche sul lato produzioni, i prezzi bassi delle materie prime in questi due anni qualcosa hanno cambiato. Vediamolo con il caso del Dakota del Nord, un esempio noto e didattico.

north dakota nord crude oil production, daily oil, per well, produzione giornaliera di petrolio per pozzoDakota del Nord, produzione di petrolio. Fonte: North Dakota DMR.

Sempre ottima la documentazione fornita dall’autorità governativa, la North Dakota Industrial Commission. Allo stato attuale disponiamo dei dati relativi a tutto il mese di ottobre 2016. Quello che è accaduto è semplice, almeno in prima istanza: produzione storicamente stabile da tempo immemore, cambiamento improvviso nel 2008, crescita tumultuosa fino alla metà del 2014, piattezza seguita da caduta ancora in corso. Tutto semplice però non è, visto che lo sviluppo dell’ultimo decennio ha riguardato solo certe regioni del Paese e non altre. La produzione complessiva ha superato il milione di barili al giorno nel 2014 e rimane ancora attorno a quel livello, sebbene ora la traiettoria sia discendente. Numero di pozzi in produzione a parte, a trasformare la resa del comparto è stata la produttività di ogni singolo pozzo: più o meno quadruplicata in una decina di anni. Attenzione: i pozzi forse resteranno, ma la produttività potrebbe calare sul serio. Da fine 2014 a fine 2016, la resa di ogni foro ancora operativo è calata di un quarto.

north dakota nord bakken formation crude oil shale oil production, daily oil, per well, produzione giornaliera di petrolio scisto per pozzo bacino di bakkenDakota del Nord, bacino di Bakken, produzione di petrolio. Fonte: North Dakota DMR.

A voler guardare meglio, la crescita recente è imputabile in gran parte ad una regione estrattiva che ha acquisito importanza solo in questi anni: questa è Bakken. La formazione in sé si estende anche in Canada, ma l’area più produttiva è proprio quella che sta nel Dakota del Nord. Gli idrocarburi ottenuti da quest’area erano poca roba fino al 2008: poi è iniziata la crescita tumultuosa che conosciamo. Il cambiamento vero però era già in preparazione, e lo possiamo riconoscere nella crescita della produttività dei singoli pozzi: decollava nel 2005, e nel 2009 aveva praticamente già toccato i valori massimi tecnicamente perseguibili. Quello che è successo da allora a Bakken è che non sono cambiate le caratteristiche dei pozzi, ma ne è cambiato il numero. Da meno di un migliaio a più di 10.000 in appena sei anni, e si consideri che si tratta di un bilancio dinamico che risente anche delle continue dismissioni. In pochi luoghi ed in poche epoche gli umani hanno sentito il bisogno di scavare così tanto.

Si va su e si va giù, come sempre in questa vita – e Bakken non farà eccezione. Da quelle parti già nel 2014 era iniziato un pericoloso trend discendente in tema di produttività dei singoli pozzi. Non tanto il numero totale, ma proprio la produttività spuntata dai singoli fori attivi. Il tracollo dei prezzi delle materie prime che conosciamo iniziava a manifestarsi a fine 2014, ed è oggi un dato abbastanza stabile. Se i prezzi scendono e le perforazioni languono, sarebbe logico attendersi un certo impegno da parte degli operatori per tenere in vita i pozzi esistenti – a fine vita magari anche come stripper wells. Questo non sembra avere impedito il declino che osserviamo a Bakken e nel Dakota in generale. La produttività scende inesorabilmente – e linearmente – da un paio di anni. La carenza di pozzi nuovi ha un suo peso in tutta questa faccenda: se è vero che il declino produttivo in questo caso è rapido rispetto all’usuale, la mancanza di turnover si fa sentire presto. Lasciamo chiudere l’annata con un po di scetticismo riguardo ai miracoli della tecnica; c’è sicuramente qualche dettaglio nascosto in mezzo alla massa di dati che potrà raccontarci meglio quel che accade nel mondo degli idrocarburi non convenzionali.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in energia, geologia e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Bakken, North Dakota, shale oil: nodi al pettine con calma

  1. Ijk_ijk ha detto:

    Mica tanto lentamente!! Ricordo che questo scenario era già più che intuibile da quello che raccontava anni fa la Billi sul suo blog in pieno boom di fori ed estrazioni. Ora non ci vuole un paragnosta a capire che passato il picco non si potrà che crollare in picchiata. Forse ci sarà un rallentamento se il greggio salirà di prezzo ovvero faranno altri pozzi, ma non credo.

    • fausto ha detto:

      “…Forse ci sarà un rallentamento se il greggio salirà di prezzo ovvero faranno altri pozzi…”

      E qui viene il bello: questa cosa è già capitata a più riprese in questi anni. Montagne di debiti per coprire nuove avventure in acque profonde, o magari per raspare sabbie bituminose. Impossibile dire se stia per capitare di nuovo o meno, e in che misura e con quali effetti.

  2. GP ha detto:

    Certo, lo shale sta morendo… Peccato che noi perforatori siamo più duri di quanto si pensi.
    Roughneck drill ahead e la tecnologia va avanti nonostante lo scetticismo.

  3. Pingback: Shale oil: a Bakken qualcosa è cambiato | Far di Conto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...