Fake news, fannulloni, malattia: poveri noi

Orecchie aperte signori: c’è una nuova guerra in corso in Italia. Anzi, è vecchia e ben conosciuta: i nostri eroici politici, assieme ai propri valorosi sodali, lanciano l’assalto contro quella massa di fannulloni e buoni a nulla che sono i dipendenti pubblici. Nessuno di essi si presenta in orario al lavoro, non fanno mai niente, rubano lo stipendio. Come sapete tutti, le scuole funzionano da sole, gli ospedali pure, e nessun comune o provincia fa niente di niente. Sono strutture magiche, stregate, capaci – se lo desiderano – di svolgere qualsivoglia funzione in assenza di personale. Specie quello di basso livello. Ovviamente in questo edificante quadretto non può mancare il contributo di qualche bravo giornalista, pronto a raccontarci i dettagli più imbarazzanti di questa brutta vicenda. Tenetevi forte.

Assenze per malattia sei dipendenti della PA: il 27% si dichiara malato al lunedìPensate un po, il 27% dei dipendenti della pubblica amministrazione si dichiara malato il lunedì. Scandaloso. Vergogna. A darsi malati così, giusto per allungare un fine settimana, devono essere persone senza ritegno né rispetto per il datore di lavoro o i colleghi. Bisognerebbe intervenire contro questa manica di debosciati. E fanno bene i nostri giornalisti a pubblicare titoli ed occhielli su questo tema, oggettivamente decisivo per le sorti del Paese. Dovremmo ringraziarli per questa sacrosanta opera di informazione.

Accidenti però: ma quanti sono i giorni della settimana? Aspetta, dunque, lunedì, martedì, mercoledì….sette, sono sette. I giorni lavorativi variano parecchio, ma per i dipendenti ordinari di solito sono cinque o sei, a seconda di quel che si fa al sabato. Il problema è che i medici di base sono anch’essi comuni lavoratori, non sono sempre in ambulatorio ad aspettarci. Se andate a dare un’occhiata al sito di una qualsiasi Ausl, noterete che la copertura offerta è generalmente dal lunedì al venerdì. Al sabato e alla domenica, o ve ne andate in un pronto soccorso o non vi riceve nessuno: e andare al pronto soccorso a chiedere un certificato per un’influenza è un comportamento stupido che viene sanzionato – con giusta ragione. Non mi si parli di guardia medica: fa poca differenza e in molte località nemmeno esiste. Nella mia realtà, impone uno spostamento verso il capoluogo; e comunque è dedicata ai casi gravi, non ai virus stagionali.

E così, quando ci va il nostro lavoratore dipendente dal medico se si trova la febbre di sabato o domenica? Avete indovinato: ci va di lunedì. Proviamo ad immaginare che il nostro lavoratore medio raggiunga il medico il giorno dopo avere avvertito i sintomi del malanno: al lunedì troveremo in fila persone che si sono ammalate di sabato e domenica, non hanno scelta. Il venerdì magari lo possiamo lasciare perdere, supponendo che i malati del venerdì si affrettino a raggiungere l’ambulatorio – tanto per sottostimare un po. Il minimo sindacale è di due giornate: almeno le due giornate precedenti finiscono col gravare sulle visite del lunedì, non di meno. E così, 2/7=0,28571….circa un 28,6%. Se non ci sono altre distorsioni significative in gioco, è logico attendersi che non meno del 28,6% dei dipendenti malati si rechi dal medico al lunedì. O almeno questo stando alle nozioni dell’aritmetica: forse il 27% che infiammava la discussione non è un dato così negativo? Vorrei che un giorno o l’altro spuntasse un giornalista dotato del coraggio di raccontare al pubblico questa miracolosa scoperta. Farebbe un gran bene al dibattito attorno al mercato del lavoro.

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3 risposte a Fake news, fannulloni, malattia: poveri noi

  1. Mauro ha detto:

    Purtroppo conoscere la matematica in Italia è visto come una colpa… come ogni altra conoscenza scientifica (Croce sia “lodato”: http://pensieri-eretici.blogspot.de/2011/10/ne-portiamo-ancora-la-croce.html).

    • fausto ha detto:

      In effetti un dramma ancora attuale. La classe dirigente immaginata allora doveva uscire dai soli licei classici: le scienze erano considerate roba da artigiani. Nemmeno la matematica riuscì a salvarsi.

      Devo ammettere che, a livello di sistema scolastico, questo è forse il problema più grave tra quelli che non siamo riusciti ad affrontare. Chi ha frequentato un liceo italiano sa di che parlo.

  2. ugo ha detto:

    Bravo. Banale, ma da incorniciare in un mondo di persone che rinnegano quotidianamente la propria normale facoltà di ragionamento. Non è che non siano in grado, è che considerano troppo impegnativo fare altrimenti. Del che abusano, traendone profitto, quei personaggi dalle ottime capacità e dalle pessime intenzioni che costituiscono le nostre dirigenze (nel senso più lato che vi può riuscir d’immaginare).

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