Migranti, frontiere, barconi: poco è cambiato

Quando le notizie estive sono fiacche e noiose il nostro apparato mediatico si impegna a trovare qualcosa di interessante per intrattenerci. Negli anni ‘80 e ‘90 di solito si trattava di un bel crimine commesso in villa o in località di vacanza, come il delitto dell’Olgiata. Oggi come oggi il genere giallo non sembra rendere come un tempo: e allora ci vuole qualcosa di diverso. L’emergenza migranti è una alternativa valida: una invasione di stranieri dalla pelle scura, che parlano lingue misteriose, che scendono dai barconi in massa e marciano lungo la penisola lasciando dietro di sé una scia di vecchiette terrorizzate e turisti scippati. Questo almeno il tono delle aperture dei telegiornali nelle ultime settimane. Che dite, ci beviamo tutto senza fiatare? O vogliamo controllare? Io controllerei, sai mai che ai nostri reporter fosse sfuggito qualcosa.

numero sbarchi migranti, immigrati clandestini irregolari, barconi, coste, ong, italia 2014 2015 2016 2017, unhcr, libia, mediterraneoSbarchi di migranti in Italia, 2014 – 2017. Grafica: UNHCR.

L’ideale è rivolgersi all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Questi signori, su mandato ONU, passano la giornata a monitorare l’andamento degli sbarchi di immigrati clandestini sulle coste: di solito dispongono di notizie attendibili. L’immagine in alto è per l’appunto un estratto della banca dati pubblicata da questo ente: il dettaglio catturato rende conto degli andamenti degli arrivi per mese verificatisi a partire da gennaio 2014. E la notizia, pensate un po, è che sono sempre gli stessi. Negli ultimi tre anni le sparate giornalistiche sono state eclatanti, ma l’effettivo movimento di immigrati sulle coste italiane in realtà è rimasto stazionario. E pare che anche in queste settimane niente sia cambiato rispetto al solito. Forse l’unica evoluzione significativa rimane l’esodo di massa verificatosi nel 2015 attraverso i Balcani; la “chiusura” della via balcanica però non sembra avere modificato di molto la situazione sulle coste italiane. Si tratta di percorsi diversi, impiegati da categorie di persone evidentemente molto differenti.

Varrebbe la pena di farsi qualche domanda. Come mai gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste sono stazionari? E per quale motivo i numeri sono sempre globalmente contenuti entro i 180.000/190.000 ingressi per anno? Persone che tra l’altro, in gran parte, non hanno nessuna intenzione di stabilirsi in Italia: la loro meta si trova sovente di là dalle Alpi. Eppure non è difficile comprendere. Il viaggio per mare è una scelta di pochi: costa moltissimo, è generalmente preceduto da itinerari terrestri da incubo, obbliga ad attraversare frontiere ostili e pericolose e complica terribilmente la situazione all’arrivo, visto che rende necessario incamminarsi poi per migliaia di chilometri attraverso ulteriori frontiere europee. Chi volesse spendere infinitamente meno potrebbe limitarsi ad un viaggio in aereo da poche centinaia di dollari, con un visto turistico. La scelta è ovvia, lo capirebbe anche un bambino: scaduto il visto, ecco fatto un nuovo clandestino. Ma senza rischi né spese inutili, e con lo sbarco diretto nell’aeroporto del paese prescelto a meta finale.

Il problema è che non tutti possono salire su un aereo come turisti posticci: questa è effettivamente una tecnica gettonata e vantaggiosa per gli ingressi illegali, ma qualcuno deve rinunciare. Chi proviene da paesi che non concedono facilmente documenti per l’espatrio lo sa bene. E così, anziché una giornata di aereo, alcuni malcapitati “migranti” si trovano ad affrontare un esodo biblico che dura mesi. I costi sono ovviamente esorbitanti: ad ogni frontiera attraversata, ad ogni mezzo utilizzato di nascosto, corrispondono spese da effettuare a favore di trafficanti, pubblici ufficiali corrotti e personaggi consimili. Quanto costano questi “viaggi della speranza”? Ci è stato raccontato spesso che le mafie che gestiscono questa tratta hanno fatto un mare di soldi, ma dal punto di vista di un candidato all’impresa l’esborso a quanto ammonta? Ancora una volta, le informazioni sono a disposizione da tempo: provate a eseguire ricerche come “costo viaggio barconi” o cose simili, con un qualsiasi motore di ricerca. Troverete analisi come questa, o quest’altra. Le cifre proposte sono disparate, ma sono grosse: sono tanti soldi.

Affrontiamo la realtà: a scendere dai barconi non sono né torme di scippatori né eserciti di cavallette. Sono poche persone – pochissime se consideriamo la dimensione europea, loro vera destinazione – e sono persone molto particolari. Il “viaggio della speranza” costa cifre elevate: come fanno a pagare immigrati che provengono da nazioni nelle quali il reddito disponibile spesso non supera i due dollari al giorno per abitante? E in questa domanda abbiamo già scovato una risposta: gli ingressi via mare sono e resteranno modesti perché i costi del viaggio sono insostenibili per quasi tutti gli aspiranti emigranti. Non stiamo osservando profughi: quelli veri rimangono nei Paesi d’origine, spesso non sanno nemmeno di che mangiare. Abbiamo davanti persone dotate di discreti mezzi economici, ma che devono superare ostacoli burocratici talora insormontabili. Sono in gran parte giovani uomini in età da lavoro – almeno tra gli sbarcati in Italia; aspiranti lavoratori in trasferta sui quali le famiglie hanno scommesso cifre elevate, e dai quali si attendono rimesse sostanziose. Forse una moderna ed edulcorata rivisitazione dell’antica tratta degli schiavi.

Sul lato degli effetti a fare testo è il numero di cittadini stranieri residenti nel nostro Paese: far entrare immigrati non vuol dire riuscire a trattenerli qui. Giusto per puntualizzare, osserviamo la consistenza numerica di queste comunità; i dati sono una rielaborazione di materiale fornito da ISTAT. Al passaggio di millennio crescita vorticosa, tra sanatorie come la Bossi – Fini ed abbattimenti di frontiere. Tra il 2004 ed il 2011, siamo passati da 1,99 a 4,57 milioni di residenti stranieri, circa. Ovviamente per buona metà europei, come i romeni. Un incremento di quasi 370.000 persone all’anno: i probabili 180.000 sbarchi che registreremo anche nel 2017, in gran parte diretti oltre le Alpi, da soli non riuscirebbero in nessun caso a produrre una comunità di immigrati di simile taglia. Giusto per non dimenticare che la via standard di ingresso impiegata dagli immigrati per raggiungere l’Italia non è affatto la zattera. Ma il bello viene adesso: nel 2016 gli stranieri residenti erano circa 5 milioni, con un incremento rispetto al 2015 di appena 12.000 unità. Appiattimento: la comunità straniera residente in Italia non cresce più, e non cresce più da almeno un triennio.

Tirando le somme, dobbiamo ammettere alcune cose. L’emergenza migranti ci viene raccontata adesso, ma la crescita frenetica nel numero di immigrati in Italia è ben dietro le nostre spalle: si è verificata tutta entro il 2011. Curioso che si suonino ora campane d’allarme per un fenomeno che forse è meno importante di un tempo. Le persone che scendono ora dai barconi sono poche, non sono eccezionalmente povere, di solito non fuggono da nessuna guerra. Di norma si tratta di lavoratori in trasferta, che non hanno nessuna intenzione di stabilirsi qui in Italia – dove è pressoché impossibile trovare lavoro. Al nostro Ministero dell’Interno queste cose le capiscono: li lasciano circolare liberamente, ben sapendo che varcheranno le Alpi in breve tempo. Dall’altra parte della catena alpina, alcuni politici si erano illusi di poter importare manovalanza a basso costo proprio impiegando barconi: ma i costi stellari di questi terribili viaggi hanno per l’appunto creato una situazione nella quale sono ben poche le persone che possono permettersi un’impresa simile, e resteranno poche anche nell’immediato futuro – l’esodo dalla Grecia è stato un evento isolato, forse non replicabile. Sarebbe bello sentir discutere i nostri politici di qualcuna di queste elementari faccende: magari potrebbero prendere qualche decisione sensata.

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17 risposte a Migranti, frontiere, barconi: poco è cambiato

  1. Pingback: Migranti, frontiere, barconi: le fake news di un sistema mediatico impazzito – cor-pus 15

  2. antoniochedice ha detto:

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:
    Un post molto ben documentato è una analisi intelligente e serena.

  3. LorenzoC ha detto:

    “L’ideale è rivolgersi all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Questi signori, su mandato ONU…”

    Grazie, in una giornata plumbea piena di guai e notizie tragiche, almeno mi hai fatto sorridere.
    Certo, poi ho pensato che sei uno dei milioni di anime belle che non ha ancora capito di essere una marionetta e che tutto quello che crede di sapere sono menzogne e paradossi.
    Sono ripiombato alla realtà.

  4. Providentianet ha detto:

    Tutti Felici!
    C’era una volta una nazione storicamente molto influente nell’are regionale di partenza dei cd. migranti economici. Questa nazione puntava a destabilizzare geopolitcamente l’europa favorendo l’ascesa di una corrente piuttosto che un’altra. E così la chiesa cattolica fù fatta felice elevando il sentimento di autostima a compenso dei reati quotidiani riscoprendosi accogliente e misericordiosa; i partiti di maggioranza di governo più ricchi e finanziati; l’establishment democratico felice perchè così finalmente si sarebbe perfezionato il progetto della nuova “razza europea” controllabile dai media di Governo; le industrie felici per il consumo di beni di prima necessità e dei servizi; le banche ed i finanzieri super felici perchè con l’aumento del debito pubblico aumentarono anche gli interessi riscossi! (record storico debito/pil 2017)
    Dunque coloro i quali pensavano di essere i “furbi del momento” i cd. approfittatori all’italiana, d’ispirazione Macchiavellica ma di pratica truffaldina, stanno prendendo una nuova lezione dal “professore”. E’ nelle complessità che si attesta la superiorità d’intelligence. Dunque, che vinca il migliore!

  5. ugo ha detto:

    Mah… quel che ti dicono i numeri contraddicono gli occhi e l’esperienza quotidiana, nel mondo reale. Poi è anche vero che ci sono realtà locali nelle quali il fenomeno è invisibile o quasi. Ad esempio, pare che l’85% dei cinque e passa milioni di forestieri che allignano in Itali (ufficialmente, perché poi ci sono tutti quelli dei quali non si sa nulla) sia collocato al Nord. E per forza che se uno abita nel paesino al centro della Basilicata non vede nulla!

    Comunque sia, per restare sui numeri, cinque e passa milioni significano che in quindici anni la quantità di gente che sta in Italia è (ripeto: ufficialmente) aumentata del 10% o giù di lì. Considerato quanto eravamo già stipati e quanto era già segnato il nostro territorio direi che non si tratta di un gran affare.

    Ah, “cinquemilioni” non è solo un numero. Al concertone di Vasco sono state stimate duecentoventimila persone. Le riprese dall’alto mostravano un carnaio compatto da girone dantesco che si estendeva ben bene in qua e in là. Ebbene, cinqeumilioni sono ventidue volte tanto. Qualcosa come Roma e Milano messe insieme. Noccioline?

  6. fausto ha detto:

    La gelida statistica a volte inganna; a volte invece apre gli occhi. La mia preoccupazione era e rimane la base su cui vengono fondati i dibattiti: impossibile condurre discussioni proficue se ci si basa su dati distorti o totalmente falsi.

    • LorenzoC ha detto:

      Si allora i “dati” sulle galline chiedili alla faina, quelli sulle mosche al ragno, quelli sull’economia e la pubblica sicurezza al governo, quelli sui prodotti e le produzioni alle multinazionali, quelli sui “rifugiati” (che se chi scrive sopra si rendesse conto dei paradossi, non sono affatto “rifugiati” per le ragioni che espone) al “commissariato per i rifugiati”.

      Ed evito di accennare al fatto che niente di quello che vediamo è “spontaneo”, altrimenti si apre il Vaso di Pandora delle cause e degli effetti, dei mandanti e degli esecutori.

      Butto li un piccolo suggerimento: la Società Delle Nazioni fu ideata da Edward Grey, Segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth e ripresa dal presidente degli Stati Uniti d’America Thomas Woodrow Wilson. L’ONU, che venne fondata sulle rovine della Società delle Nazioni, invece comincia con la “Carta Atlantica” (cito): “un atto diplomatico sottoscritto dal presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill il 14 agosto del 1941 a bordo della nave da battaglia Prince of Wales ancorata nella Baia di Terranova”. (ricito) “… prevedeva l’enunciazione di alcuni principi per il futuro ordine mondiale”.

      Come compito a casa provare a riflettere sul significato di “ordine mondiale”, alla luce della Storia.

  7. massimiliano gargio ha detto:

    Antonio grazie per un altro bell’articolo.
    Volevo porle alcune riflessioni.
    Ammesso e premesso che un iniezione di nuove genti fa bene al paese per tanti motivi.
    Lei esclude che queste 800 mila (era un numero espresso da un politico del pd nel 2016) persone ammassate sulle coste libiche pronte per veire in ue, attraverso l’Italia, sia un movimento spontaneo? Erano tutti d’accordo bello strenuo momento? partiamo insieme. Ale tutti in ue’.
    Lei esclude proprio che ci sia un organizzazione che agevoli e organizzi la raccolta nei vari stati in Africa, che li trasporti in aereo in libia e li ammassi in centri appositi di raccolta?
    Come li ho visti io i video in Internet possono vederli tutti. E sicuramente i nostri bravi servizi segreti ne sono al corrente. Da anni. Ma evidentemente c’è un ordine politico da rispettare.
    Secondo lei il nostro ruolo é quello di soccorso strenuo , immediato e continuo?
    Costi quel che costi? Con unica soluzione piangere da mamma ue di aprire la borsa perché il fenomeno supera le nostre risorse?
    Grazie
    Saluti

    • LorenzoC ha detto:

      Fantastico, i vaccini no ma le “iniezioni di nuove genti” si perché “fanno bene”. Senza contare che nessuno ha mai chiesto al Paese se gli andava di farsi “iniettare” le “nuove genti”, è stato DECISO IN ALTRA SEDE, una terapia imposta, tipo il TSO, sempre alla voce “nuovo ordine mondiale”.

      Possiamo anche chiudere tutta la baracca delle Camere e smetterla con la finzione della “democrazia rappresentativa”, elezioni eccetera. Ci basta un GOVERNATORATO (cosa diversa da un governo) che gestisca il Paese, inteso come “mera espressione geografica”, per conto degli Illuminati.

      A proposito delle domande: qui continuiamo a riscrivere la Storia ogni cinque minuti, sembra quel film con Tom Cruise dove gli alieni riportano di continuo il tempo all’indietro.

      La immigrazione in Europa non comincia con i “profughi/rifugiati” neri, con la letteratura masochista di importazione stile “Radici”. Io abito in una periferia colonizzata da Albanesi, Romeni, varie etnie slave assortite, Cinesi, Sudamericani e tantissimi Nordafricani (da cui il problema dell’Islam). Nessuno di questi è arrivato col “barcone” (sorvoliamo sul fatto che hanno smesso da lunga pezza di usare barconi), nessuno si è presentato come “profugo” e ha chiesto asilo (lo status di “rifugiato”), nessuno di questi è ospitato nei CIE o gestito dalle Prefetture col sistema della dispersione capillare. Vanno dove gli pare e fanno quello che gli pare, godendo di una “cittadinanza italiana/europea” di fatto.

      Quando si dice che il “terrorismo” o il “crimine” non c’entrano con l’immigrazione si fa il giochino delle tre carte. Infatti i “terroristi” e i “criminali” sono persone che risiedono in Italia o in Europa da molto tempo, a volte sono di seconda generazione. Come dire, “non sono immigrati, sono Francesi” (o Belgi o Tedeschi eccetera).

      Allora, la domanda risale molto più indietro dei neri che vengono traghettati dalle ONG in questi giorni. Risale a DECENNI orsono.

      Chi ha progettato, gestito, finanziato, chi si è preoccupato della copertura politica OVUNQUE e della propaganda martellante tramite i “media”? Chi ha ridefinito la “normalità” per cui se vai ad Oslo non vedi in giro un Norvegese? Chi ha fatto i facili calcoli sulla demografia che farà sparire i Norvegesi dalla Norvegia?

      Poi non so, evidentemente la propaganda rende la gente demente. Non solo per l’ovvia considerazione che un miliardo di Africani (lasciamo stare l’Asia) non ci entrano in Italia e nemmeno in Europa ma anche per quella mooolto più astuta tipo “mentre salviamo le vite lavoriamo per creare le condizioni (vedi ordine mondiale) per cui i “profughi” non lascino le loro terre”, perché l’Italia, dove ancora sussiste la “questione meridionale” e il Debito è fuori controllo, è capacissima di mettere a posto l’Africa, no? Pim pum, oplà, fatto. Il ragionamento non fa una piega. Oppure ci pensa l’ONU del “nuovo ordine mondiale”, con una “commissione”.

      I dati, si diceva. I dati di una storia di fantascienza.

  8. UnUomoInCammino ha detto:

    > E per quale motivo i numeri sono sempre globalmente contenuti entro i 180.000/190.000 ingressi per anno?

    A me sembra paradossale che si usi il termine contenuti,
    Significa creare da zero (da zero!) una città come Brescia, ogni anno.
    Abitazioni, strade, acquedotti, fogne, depuratori, studi odontoiatrici, centri trattamento rifiuti, negozi, reparti di maternità, parcheggi, magazzini frigoriferi, campi per cereali, stalle per il latte, officine, etc. da zero per una città come Brescia che ha impiegato secoli ad arrivare a poco meno di 200k abitanti.

    Le Nazioni Unite sono parte in causa nelle migrazioni di massa sostitutive che perfino apologizzano.

    Replacement Migration: Is It a Solution to Declining and Ageing Populations?

    Io diffiderei dei dati sul vino prodotti dall’oste,

  9. fausto ha detto:

    “….I dati, si diceva. I dati di una storia di fantascienza…..”

    Tralasciando tutto il resto, credo che quest’ultima affermazione permetta di inquadrare bene il cuore del problema. La storia di fantascienza è la valanga di fandonie di cui siamo bersagliati quando questi temi vengono discussi nei talk show.

    L’Italia è poco attrattiva per un lavoratore. Al punto che i figli degli italiani, pur essendo quattro gatti, sono fuggiti in massa. Vanno a lavare i piatti a Francoforte, visto che qui non possono fare nemmeno questo. E gli immigrati, che queste cose ovviamente le vedono, si rifiutano di fermarsi qui da noi: al punto che, nonostante i tanti transiti, la loro presenza è ormai stazionaria da anni.

    L’emergenza italiana non è l’immigrazione, ma l’emigrazione. Il Paese è talmente a pezzi che ormai chi può pensa solo a scappare. Dobbiamo preoccuparci, prima che la situazione degeneri – sempre che ci sia ancora tempo.

    • LorenzoC ha detto:

      “al punto che, nonostante i tanti transiti, la loro presenza è ormai stazionaria da anni.”

      Io lo vedo ogni mattina quando esco di casa che la tua affermazione è palesemente falsa. Non mi serve essere lo “scienziato” di turno, mi basta contare con le dita. Se mi porti i “dati” del fantastico “commissariato per i rifugiati”, io prima rido e poi mi dispero perché constato, una volta di più, quanto la propaganda abbia menomato le menti.

      Siamo al punto di negare l’evidenza pur di farsi dire dal “padrone del vapore” se gli asini volano oppure nuotano sotto il mare. Perché ci deve pur essere qualcuno che ti dice come stanno le cose, che ti tolga dal disagio di doverlo osservare coi tuoi occhi e di dovere anche mettere in fila delle idee sui perché e percome.

      Faccio presente che lo scopo di tutto il “fenomeno migratorio”, che non è ne spontaneo ne inevitabile ma progettato a tavolino, è esattamente il contrario di quello che dici, infatti è funzione della sostituzione etnica degli Europei e del conseguente “caos sistematico”.

      Infine, mi fa ridere l’idea del “migrante” che passa e va (insisto, è il contrario del “rifugiato”, per definizione). L’idea risolve il problema di fare entrare un miliardo di africani e svariati miliardi di asiatici in Italia. Tanto passano soltanto, possono essere anche mille miliardi di miliardi, tanto quelli “stanziali” sono una costante. Ah, le matte risate.

  10. Pinnettu ha detto:

    Bene….un’altro blog/forum da abbandonare. Peccato, le analisi di Fausto erano interessanti. Ma questa sui clandestini cancella in un solo colpo le passate e le future analisi su qualsivoglia argomento.

    E spettacolare sentir dire che l’invasione si è stabilizzata sui 180.000 ingressi l’anno e che quindi non c’è nessun problema. E poi che volete, da tre anni la popolazione residente straniera è inchiodata a 5 milioni di persone. Non esiste nessun problema!

    A parte che resta da capire come una nazione scassata come l’Italia sia in grado di dare prospettive lavorative a 5 milioni di stranieri, atteso che abbiamo livelli di disoccupazione e lavoro irregolare/temporaneo/sottopagato su livelli stellari, non sarà che non stanno aumentando perché vanno considerati anche altri due elementi fondamentali?

    1. L’ISTAT, giustamente, riporta i dati relativi alle persone regolarmente iscritte alle anagrafi dei comuni. Ora, ancora un decennio fà (quando l’invasione era di la da venire) ricordo (vado a memoria) che in Italia si stimavano circa 400/500.000 stranieri clandestini. Considerando che molti di quelli che stanno nei centri di accoglienza non vengono conteggiati perchè non ancora iscritti alle anagrafi comunali e che quelli che fanno perdere le loro tracce una volta fuori dai centri di accoglienza vengono prontamente cancellati dalle anagrafi dei comuni…bene, non credo sia azzardato pensare che in Italia i clandestini (nel senso che non sono conteggiati da nessuna parte) possano essere molti di più di quanto non lo fossero dieci anni fà (1 milione?). Li vogliamo includere nel totale oppure no.

    2. Da alcuni anni stanno aumentando in maniera impressionante le acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri. Questa la serie storica degli ultimi anni:

    2016 202.000
    2015 178.035
    2014 129.887
    2013 100.712
    2012 65.383

    Riepilogando, gli stranieri “non aumentano” perchè stiamo dando loro la cittadinanza italiana in quantità sempre crescenti. Sembra quasi che la diano con il 3×2

    Riportiamoli tutti i dati…non solo quelli che cercano in tutti i modi di giustificare l’invasione.

    Fine delle trasmissioni.

    Nota a margine. Uno dopo l’altro ho abbandonato (per questioni simili a questa) quasi tutti i forum/blog che più o meno dal 2005 in avanti si sono occupati in maniera preponderante di questioni legate al picco del petrolio e alla crisi energetica più in generale.
    Ci deve essere un nesso……

    • fausto ha detto:

      “…ancora un decennio fà (quando l’invasione era di la da venire)…”

      Un decennio fa era da poco stata varata una cosetta di nome Bossi Fini (30 luglio 2002). Una bella sanatoria “a raglio” che aveva regolarizzato una valanga di clandestini. Si stima circa 250.000, in un solo colpo. E’ da quel momento in avanti che è iniziata la crescita tumultuosa che conosciamo. Si è interrotta nel 2011.

      “…Da alcuni anni stanno aumentando in maniera impressionante le acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri….”

      Nel 2015 le cittadinanze acquisite erano 178.000. Di queste, 71.000 erano di giovani fino a 19 anni. Anche questo istituto è normato dalla legge Bossi Fini, almeno per ora. Istat stima che nel 2016 siano almeno 200.000. Posso crederlo, ma non darei troppo per scontato che questo processo continui in eterno. Già oggi i permessi di soggiorno per lavoro sono crollati ad un miserabile 9% del totale. E’ chiaro a tutti che in Italia lavorare è impossibile, anche gli immigrati lo hanno capito. In breve tempo questa cosetta stravolgerà il fenomeno.

    • UnUomo.InCammino ha detto:

      > Da alcuni anni stanno aumentando in maniera impressionante le acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri.

      Parti d’Europa come Ripoll, Sassuolo, Molenbeek, Malmö, etc. sono già microstati in parte o quasi completamente governati dalla sharia ovvero delle basi, avamposti islamici di miliziani etichettati, dagli utili idioti, per dirla alla Giampaolo Rossi, come “Spagnolo”, “Italiano”, “Belga”, “Svedese”, etc. .
      Le mattanze di europei sono proprio eseguite da queste generazioni 1+n di stranieri islamici artificializzati europei e radicalizzati.
      Semplicemente, come un numero intero non può essere dispari, un islamico non può essere europeo.
      Nomi come Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, Mohamed Hychami, Omar Hychami, Said Aallaa, Moussa Oukabir e Hussein Abouyaaqoub, Yassin Salhi, etc. di seconde, terze o quarte generazioni di islamici dimostrano la volontà di rifiuto totale di integrazione.
      In un certo senso hanno ragione, l’acqua non può essere oleizzata, un bullone non può essere dadizzato, un numero primo non può essere pari, una lenticchia non può essere fagiolata per legge e un islamico continua ad avere nomi, carattere, indole e prospettive islamiche (quindi storicamente, antieuropee) . Nonostante le leggi cretine degli invasi invasati.
      Nomen omen.

    • Claudio. ha detto:

      100 e lode + bacio accademico

  11. wwayne ha detto:

    Ciao! Ma non lo aggiorni più il tuo blog?

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