Tassa per auto nuove: la frontiera che verrà

Tra i provvedimenti di cui si è favoleggiato in questi mesi di governo giallo verde, ce n’è uno che è riuscito ad attrarre perfino l’attenzione del sottoscritto: la nuova tassa di immatricolazione per le cosiddette “auto inquinanti”. Se sei il governo e vuoi imporre un qualche cambiamento politico, devi spendere dei soldi. Se l’economia ristagna da 15 anni, e se le casse dell’erario sono ridotte ad un colabrodo tramite raggiri quali spread e rating , allora non puoi far altro che mettere nuove tasse. E le tasse ovviamente servono a trasferire i soldi: qualcuno le paga e qualcun altro le riceve. E’ solo questione di vedere chi è che paga e chi invece riceve.

L’ipotesi di provvedimento è riassunta in forma di tabella da quelli di Guida Fisco: in pratica importi crescenti a seconda delle emissioni stimate di anidride carbonica per chilometro percorso. La norma pare avere retto i passaggi in Parlamento, ma è da vedere se sarà effettivamente messa in atto, e per quanto tempo. L’idea di base è quella di non tassare le autovetture circolanti, visto che pagano già il bollo; il balzello colpirà le immatricolazioni, e punirà in particolare i mezzi che emettono più CO2. Immagino che siano state valutate anche ipotesi alternative, per esempio la classe ambientale dei veicoli: i recenti scandali che hanno coinvolto i motori diesel di nuova generazione probabilmente hanno fatto scartare l’idea. Non serve incentivare vetture che sono meno inquinanti solo sulla carta; tanto vale affidarsi ad un parametro difficile da falsificare, quale appunto la mera emissione di CO2.

tassa bollo auto automobili autovetture nuove immatricolazioni inquinamento inquinanti lusso co2 anidride carbonica km chilometro consumi polveri emissioniImposta di immatricolazione, emissioni di CO2.

E’ il momento di immaginare effetti e bersagli della nuova imposta. Possiamo riuscirci facilmente, mettendo sul piano cartesiano l’importo della tassa assieme alle relative emissioni di anidride carbonica. La grafica in alto, ricavata dalle ipotesi circolate in queste settimane, mette in relazione le emissioni di CO2 per chilometro percorso, in ascissa, e l’ipotetica nuova tassa in euro, in ordinata. Il punto di maggior costo, in alto a destra, è una mera ipotesi: è posizionato immaginando un incremento di emissioni medie equivalente al salto precedente. A parte questo inconveniente, l’immagine chiarisce subito gli intenti del legislatore: chiedere poco alle macchinette, e chiedere tanto ai macchinoni. Fino ai 150 grammi / chilometro possiamo cavarcela pagando un balzello di 500 euro o meno: passata questa soglia, si parla di migliaia di euro; e la salita successiva è estremamente ripida. Tutti quei suv a gasolio da 25 quintali ora avranno qualche problema in più. Ovviamente questa nuova tassa si paga e basta, non è mica l’IVA. Un’altra pessima notizia per qualcuno.

Tassare auto ritenute inquinanti per finanziare l’acquisto di auto con minori emissioni. Idea simpatica, soprattutto a livello pubblicitario. Ora ai concessionari tutti gli astanti stanno parlando di CO2. Se l’intento era quello di accendere un dibattito, sospetto che abbia funzionato. Però c’è dell’altro in questa storia. Possiamo rendercene conto ricordando un dato – per tramite di Linkiesta – che rappresenta una delle bizzarrie italiane: in Italia le auto immatricolate oggigiorno sono essenzialmente straniere. Già nel 2016 la produzione nazionale di autovetture equivaleva ad appena il 39% delle immatricolazioni. E sul totale delle vetture immatricolate, solo il 29% era stato prodotto in Italia. Questa nuova tassa, senza farsi notare, forse nasconde qualcosa di diverso da quello che ci raccontiamo al bar: nasconde un dazio. Già, perché immatricoliamo essenzialmente auto straniere; e perché i macchinoni più grossi e pesanti sono quasi tutti stranieri, e pagheranno parecchio. Quello che abbiamo davanti al naso è, almeno in parte, il tentativo di tassare le importazioni di automezzi; partendo da quelli più pesanti e costosi. Un atteggiamento interessante da parte del governo. Questa faccenda farà discutere parecchio.

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4 risposte a Tassa per auto nuove: la frontiera che verrà

  1. saurosecci ha detto:

    Caro Fausto, sono Sauro Secci del Blog L’Ippocampo, ci siamo conosciuti via web come blogger wordpress alcuni anni fa. Trovando davvero molto interessanti i tuoi approfondimenti nel comparto dei trasporti ti chiedevo a nome della redazione di Ecquologia (www.ecquologia.com), per la quale anche io sono redattore volontario, se era possibile ripubblicare questo interessante articolo sul portale Ecquologia linkandolo ovviamente al tuo blog e con la tua fonte. Grazie mille e fammi sapere.

    • fausto ha detto:

      No problem! Ma se lo avessi saputo, mi sarei dato un po più da fare.
      Potete ripubblicare quel che volete. Se citate la fonte è una gentilezza che apprezzo.
      fausto

  2. saurosecci ha detto:

    Grazie caro Fausto, citare l autore e la fonte linkando l articolo del tuo blog è il minimo e complimenti per il livello analitico dei tuoi articoli

  3. ijkijk ha detto:

    Conoscendo gli italiani e la loro affezione per l’auto direi che questa nuova tassa avrà un’incidenza minima sulle scelte dei nuovi acquisti. Però trovo positivo come segnale politico che dagli incentivi si sia passati ai disincentivi. Sprechiamo troppa ricchezza per le auto straniere o domestiche che siano.

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