Coronavirus: dati 11 marzo

L’epidemia recente sta stravolgendo le vite di tutti quanti noi. Anche chi pretende che non sia accaduto nulla, o che ci sveglieremo e sarà come avere fatto un brutto sogno: le cicatrici di questo evento ci accompagneranno a lungo. La cosa che mi impressiona di più è il silenzio: l’assenza di rumore è particolarmente spaventosa se vivi in riva ad una tangenziale. Ha un ché di sinistro. Pensiamo ora alle cifre: i casi di infezione sono tanti, crescono senza sosta. La Protezione Civile fornisce i dati del caso su una pagina dedicata. Nei grafici a seguire, semplicisticamente considereremo come “giorno 1” il 20 febbraio 2020; le giornate successive saranno definite come numeri progressivi.

numero casi coronavirus 11 marzo 2020 italiaCovid-19, totale dei casi in Italia dal 20/2/2020. Fonte: Protezione Cvile.

Il fenomeno è partito in sordina, e poi è esploso. Il punto di svolta è stato tra il 20 / 21 febbraio: anziché i 3 soli casi che tenevano banco da giorni, ce ne siamo trovati 20. In 8 giorni erano più di un migliaio. Adesso pare siano più di 12.000. Si fatica a vedere la fine in questo tunnel; stiamo parlando di una epidemia, e questi fenomeni hanno la brutta abitudine di espandersi esponenzialmente. Ogni persona infettata, in ogni istante di tempo, ha più o meno sempre la medesima possibilità di infettare qualcuno; almeno fin quando le condizioni ambientali non cambiano, e fin quando le persone immunizzate sono rare. Se ho 1.000 malati e ogni giorno questi crescono del 10%, dopo 24 ore ne avrò 1.100. Se erano in partenza 10.000, dopo le stesse 24 ore saranno divenuti 11.000: sempre +10%, ma anziché 100 i nuovi malati sono 1.000. Con gli esponenziali non si scherza: all’inizio i numeri sembrano poca cosa, ma in breve tempo il fenomeno diviene incontrollabile.

numero di casi di Covid-19, scala logaritmicaCovid-19, casi totali nel periodo 1/3 – 11/3 2020.Fonte: Protezione Cvile.

Il secondo grafico rappresenta un dettaglio dell’andamento del primo grafico, ristretto al solo periodo 1-11 marzo 2020. L’asse delle ordinate è in scala logaritmica, ideale per gestire quantità che variano su più ordini di grandezza. Si noti bene la quasi perfetta linearità della regressione – la linea rossa. In parole semplici: la retta rossa non è una vera retta, è una funzione esponenziale. In un diagramma a scale lineari apparirebbe come una curva. La scala logaritmica scelta la fa apparire rettilinea. E questo è il problema grosso: i dati circa il numero di casi di persone infettate generano per l’appunto un andamento rettilineo in un diagramma semi logaritmico. In pratica, ad ogni intervallo di tempo considerato – una giornata – si ha sempre lo stesso incremento percentuale nel numero di casi. Questa cosa rappresenta una crescita esponenziale, semplice e regolare.

Al momento attuale l’epidemia si espande senza freni apparenti. Ogni giorno, ogni persona malata pare capace di trasmettere l’infezione ad un numero costante di nuovi, sfortunati soggetti. L’arrivo degli effetti di qualche misura di contenimento dovrebbe, in linea di principio, produrre una curvatura dell’andamento osservato. Per ora, purtroppo, questo appiattimento ancora non c’è: il contagio cammina indisturbato. L’oscillazione osservata nel pomeriggio del 10 marzo (giorno 20 dei grafici) è stata smentita già oggi, 11 marzo. Teniamo comunque a mente che gli interventi messi in atto dalle autorità non possono avere effetto immediato: occorrerà attendere in ragione del tempo di incubazione della malattia. Come dire: i malati che contiamo oggi, sono stati infettati 2-10 giorni fa. Qualcuno anche 14 giorni or sono. Facilmente, messi in atto dei provvedimenti, occorreranno un paio di settimane per vedere qualche miglioramento. Ora possiamo solo aspettare, e sperare che quel che abbiamo fatto sia sufficiente.

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