Coronavirus: qualche confronto

Facciamo un rozzo assemblaggio di dati provenienti dalle fonti disponibili: Protezione Civile italiana, Organizzazione Mondiale della Sanità, e anche più semplicemente Wikipedia. Il tema è sempre l’epidemia – o meglio pandemia – di Covid-19. Tanto per confrontare un po la situazione di noi italiani con quel che accade in giro per l’Europa.

Contagio coronavirus: grafico comparativo paesi europei. Scala semi logaritmicaCovid-19, totale dei casi in alcuni Paesi europei dal 21/2/2020. Fonti: varie.

In pratica, possiamo primeggiare nettamente; per ora. Tedeschi, francesi e spagnoli sono relativamente distanziati. Gli inglesi hanno pochi casi. Nel grafico sono riportati tutti i dati che siano almeno nel campo delle decine di unità; la scala delle ordinate è logaritmica, tanto per rappresentare in modo comprensibile quantità che differiscono per ordine di grandezza. C’è una cosa che differenzia in maniera clamorosa noi italiani dagli altri soggetti: la fase iniziale, il passaggio da decine a centinaia di unità. Per noi è stata ripidissima, l’affare di appena due giornate. Per gli altri, 5-6 giornate. Sembra una banalità, ma in effetti questa cosa ha fatto una differenza enorme. Si è discusso molto del perché di tutto questo: una teoria piuttosto popolare è che un ospedale lombardo abbia accidentalmente diffuso il contagio a un gran numero di persone. Difficile esserne certi, ma il risultato è innegabile.

Nonostante le apparentemente grandi differenze iniziali, al passare delle giornate le cose si mettono male anche a casa degli altri. Gli spagnoli, fino a poco tempo fa assai fiduciosi, ora adottano misure drastiche. Ne hanno ben ragione, visto l’incremento esplosivo nel numero dei casi registrato in questi due giorni. In generale gli andamenti rilevati per Francia, Germania e Spagna sono comunque estremante simili a quelli che si osservano in Italia. Hanno forma analoga, e sono tendenzialmente più acclivi. Se si continua così, forse verremo superati alla svelta. Apparentemente fortunati gli inglesi, che hanno passato il migliaio di casi solo in queste ore. Ma che stiano attenti: in due settimane rischiano di trovarsi conciati come noi italiani. Nei prossimi giorni, la combinazione di meteo, misure restrittive, atteggiamento della popolazione sarà decisiva per l’andamento dei contagi. Speriamo almeno che la situazione non peggiori.

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Una risposta a Coronavirus: qualche confronto

  1. jgwolf ha detto:

    Le serie confermano sostanzialmente quel che si sa sulla diffusione dei virus di questa famiglia. Confermano anche che sono ignoranti per quel che concerne i confini e che basta pochissimo per “esportarli”. La domanda ora è: possiamo far conto sull’Europa per far fronte al durante ed al dopo? Io faccio parte della “famiglia Erasmus” e amo il concetto di Europa, ma credo che l’accolita di banchieri a Bruxelles non abbia nulla a che vedere con la mia Europa… e che non abbia a cuore una soluzione solidale

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