Lunga vita ad Eni, e speriamo che avanzi un po di gas per noi

Mi capita di rado di scrivere cose tanto inutili, ma è giusto rilassarsi un po ogni tanto. Notiziona: Eni scopre un mega giacimento di gas naturale. I dettagli sul Fatto , su La Stampa o su Adnkronos. Il tono dei comunicati è del tipo “…Eni scopre il più grande giacimento di gas del mediterraneo…” oppure “…Zohr rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale….”. Di questi tempi c’è bisogno di notizie da festeggiare, e il metano scalda la festa come pochi.

Parliamo di cose pratiche. Il giacimento appena scoperto offrirebbe in teoria riserve per 850 miliardi di metri cubi di gas. Questo dato origina dall’integrazione di prospezioni indirette – come la sismica – e di osservazioni dirette svolte tramite perforazione; c’è almeno un pozzo esplorativo a confermare la presenza di calcari fratturati contenenti gas naturale in quantità rilevante. Ovviamente parliamo di speculazioni teoriche: bisogna vedere quanto si estenda davvero il volume di roccia saturo in gas. Su questo per ora si possono solo fare ipotesi, ed è questo il motivo per cui le riserve “accertate” sono diverse da quelle “probabili” o “possibili”. E’ una questione di probabilità. La sicurezza sui quantitativi di gas in posto arriverà solo a sfruttamento ben avviato: stante la portata in uscita e note le cadute di pressione in vari punti del reservoir, non sarà difficile dedurre i volumi disponibili. Per adesso le stime devono considerarsi per quel che sono: e cioè stime approssimative.

L’impatto della scoperta è un altro paio di maniche. Noi italiani consumiamo meno di una sessantina di miliardi di metri cubi di gas all’anno; alcuni anni fa erano più di 70, la caduta si fa sentire. Ad ogni modo, questo giacimento ci permetterebbe – in teoria – di tirare avanti per meno di 15 anni. Sperando che la teoria e la pratica non differiscano troppo. Volendo ragionare sul consumo europeo, che tolti i russi orbita sui 600 miliardi di metri cubi l’anno, ci ritroveremmo a barcamenarci per diciassette mesi. Forse. Una gran fortuna per gli egiziani che il giacimento sia in acque egiziane; possono evitare di spartirlo con troppi altri contendenti, o almeno possono farsi pagare bene la loro quota della torta da Eni che ne detiene i diritti. Potranno crescere per altri 8 o 10 anni. Forse.

Il problema vero – a parte l’ovvio esaurirsi delle scoperte di giacimenti rilevanti – non è la quantità delle risorse che scoviamo: 90 possibili giornate di consumo globale possono essere considerate più o meno significative, dipende da come vogliamo vedere la cosa. Il punto è semmai: cosa fare con questa roba. Ci vogliamo accendere qualche lampadina? Ci vogliamo azionare una fabbrica? Per costruire cosa? Con quale orizzonte temporale? Il gas presente nel sito egiziano potrebbe fornire un notevole ammontare di composti azotati, via Haber Bosch. Chiunque di voi abbia mai dovuto occuparsi di agricoltura ha presente la rilevanza strategica del ciclo dell’azoto. Consumare tutto in un falò? E a quale velocità? Oppure preservare riserve per finalità ritenute irrinunciabili? Forse è ora di domandarselo? Forse.

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4 risposte a Lunga vita ad Eni, e speriamo che avanzi un po di gas per noi

  1. bortocal ha detto:

    ecco un bell’equivoco determinato dal modo di dare la notizia da parte della nostra stampa filo-renzista.

    da qualche parte si poteva leggere scritto via veloce che il gas lo userà l’Egitto per sé.

    d’altra parte, appunto, non è un giacimento di dimensioni stratosferiche, perfino se le ipotesi dovessero essere confermate…

    naturalmente all’ENI i guadagni dell’estrazione, ma niente di più.

  2. UnUomoInCammino ha detto:

    Scoperto il più grande giacimento di gas climalteranti o di semilavorati😉 per gas climalteranti.
    Mentalità fossili e crescitiste,
    Inquinamento, demografia ed ecocidio possono crescere di più.

  3. ijk_ijk ha detto:

    Non ricordo che venti anni fa e oltre si desse così tanto spazio sui media per la scoperta di un giacimento. Segno dei tempi.

  4. fausto ha detto:

    Una assenza importante nella discussione pubblica attorno al gas è il tasso di declino delle produzioni dell’Europa occidentale; in pratica, solo i norvegesi sembrano galleggiare bene: gli altri annaspano o affondano. Se andiamo avanti così, è probabile che le importazioni si rivelino dimensionalmente problematiche anche nel breve termine.

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