Ferragosto: censimento dell’agricoltura

Mi sono ripreso, sono stato male nei giorni passati. Ho passato uno schifo di Ferragosto, ma almeno ora va meglio. E visto che sto benino e ho del tempo da perdere, voglio dare un’occhiata ai dati provvisori del sesto censimento generale dell’agricoltura. L’Istat non ha ancora completato la raccolta dei dati, alcune regioni mancano all’appello; però ci sono già notizie degne di attenzione. Come ovvio, si parte dalla SAU, la superficie agricola utile: è la superficie realmente impiegata per le colture, diversa quindi da strade, canali, carreggiate, cortili et similia. E’ la vera risorsa agricola, assieme all’acqua ovviamente.

Superficie agricola utile in Italia, dati 2000 - 2010, dal censimento generale dell'agricolturaSuperficie agricola utile (ha): valori e variazioni nel periodo 2000 – 2010. Fonte: Istat.

Come si può osservare, mancano all’appello regioni quali Veneto e Molise; stanno trasmettendo i dati, e non è ancora stato possibile includerli. Ad ogni modo possiamo notare alcune cose interessanti. Complessivamente siamo andati giù: nel decennio che abbiamo alle spalle, in questo gruppo di 15 regioni la SAU è passata da 9.521.525 a 9.264.761 ettari, con una perdita di più di 256.000 ha. Si tratta di una contrazione del 2,7 % in un decennio; la superficie coltivabile perduta potrebbe rappresentare un cerchio di 57 km di diametro. Poco meno dell’estensione della Provincia di Modena.

Un’altra cosa interessante è la distribuzione geografica delle variazioni: mentre in generale si scendeva, specie nel nord Italia, in Sicilia e Sardegna la superficie ufficialmente coltivata incrementava. Questo parziale bilanciamento potrebbe essere assai ingannevole: è ben difficile che i pascoli sardi abbiano una produttività paragonabile alle colture a cereali della pianura di Parma. In questo senso, il dato aggregato mente: ci racconta di un problema grave, mentre in realtà il problema potrebbe essere gravissimo.

Tra le varie regioni, la maglia nera per le perdite di suolo agrario spetta per ora all’Emilia Romagna: qui dalle mie parti sono andati distrutti quasi 83.000 ha di terreno agricolo. Dato che la montagna la avevamo già abbandonata, ne devo purtroppo dedurre che buona parte della perdita sia dovuta alla speculazione immobiliare. Dubito che i dati definitivi ci possano sottrarre questo penoso primato. A seguire, in termini di perdite assolute, si qualificano per ora Lazio, Lombardia e Basilicata. A parte quest’ultima, si tratta quindi di regioni caratterizzate da una forte avanzata del cemento e delle costruzioni. Bolla immobiliare pagata con la buona terra.

Magari nei prossimi giorni, tempo permettendo, proverò a mettere in rete qualche grafico più specifico sulle destinazioni d’uso dei terreni e sulla ripartizione delle perdite. Sennò c’è anche questo vecchio post.

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3 risposte a Ferragosto: censimento dell’agricoltura

  1. Pingback: Censimento dell’agricoltura II: i seminativi. | Far di Conto

  2. Pingback: Censimento dell’agricoltura III: i vigneti | Far di Conto

  3. Pitocco ha detto:

    Non possiamo aspettarci sicuramente miglioramenti. Per ora posso solo capire che l’abbandono delle campagne sarà sempre più frequente, e gli speculatori ci stanno sguazzando.

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