Atomi, soldi e belle giornate di sole

Volano le sparate dei nostri ministri sul nucleare, cito testualmente da GreenBiz: “…Il ritorno al nucleare è un’opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato…”. Scoraggiato, già. Non contaminato o devastato, è solo una questione di scoramento. Basta farsi coraggio. Ancora: “…la possibilità di studiare gli sviluppi del nucleare non riguarda l’Italia come sede di impianti, ma come Paese che partecipa alle linee di sviluppo di nuove tecnologie…”; il ministro non perde tempo, un colpo al cerchio ed un colpo alla botte.

In quel mentre, procedono i lavori per la classe di centrali che avremmo dovuto comprare noi, quei 20 famosi reattori propagandati da Veronesi. Il reattore EPR di Olkiluoto cammina pian piano verso il completamento, in mezzo ad una scia di ritardi e problemi, documentati anche in enciclopedia. Dalla data del 2000, avvio dei lavori, avremmo dovuto vedere funzionare l’unità 3 già nel 2009; allo stato pare che dovremo attendere il 2014. Già, 14 anni per far decollare un impianto (forse!): questa cosa serve a ricordarci che le opere faraoniche non si possono realizzare in tempo di carenza di risorse. La faccenda è già nota grazie al caso del nucleare Usa, defunto con le crisi del petrolio degli anni ’70; qui un riassunto. Ognuno ragioni sui costi di queste opere, partendo ancora dalle stime per Olkiluoto: avremmo davvero potuto trovare, in Italia, non meno di 5 · 20 = 100 miliardi di euro per centrali per le quali non abbiamo il combustibile?

Altra storia: in Serbia hanno deciso di fare un po di fotovoltaico. Un impianto da 1 GW (non è un errore di battitura, sono proprio 1000 MW), al costo di 2 miliardi di euro, giusto per ricordare che oggi una installazione di grande taglia costa 2000 € / kWp. Piazzeranno l’impianto su un’area di 30 kmq, inadatta alle colture; questo per chiarire subito l’approccio riguardo al consumo di suolo. Questa cosa risponde bene alle pensate dei sostenitori del progetto Desertec, che propongono di realizzare una rete di trasmissione elettrica sotto al Mediterraneo e di portare in Europa l’energia solare generata nei deserti africani. Un progetto faraonico, che richiede di costruire costose infrastrutture in contesti politici totalmente instabili. Volendo volare un po più in basso, possiamo fare qualcosa di simile installando potenza FV su terreni marginali nei Balcani o nell’Italia meridionale; ed eseguendo il dispacciamento dell’elettricità tramite linee  già esistenti, in un contesto politico non perfetto ma certamente meno pericoloso. Anche qui, ciascuno giudichi cosa è realizzabile al volo e cosa invece no.

Da ultimo esco di casa, ed osservo il sole che colpisce la facciata dell’edificio; e non posso fare a meno di pensare all’energia connessa. Secondo lo strumento di calcolo pubblicato dal nostro Enea, alle coordinate geografiche di Modena una superficie verticale orientata a sud riceve non meno di 7,5 – 8 MJ / mq per giornata anche a dicembre. Se ci spostiamo a Firenze, nel mese di dicembre – il peggiore – l’insolazione di un piano identico apporta almeno 8,5 MJ / mq al giorno. Il calcolo è eseguito ignorando ostacoli, ma anche guadagni per riverbero. Una facciata larga 8 metri ed alta 6 riceverà, al peggio, circa 400 MJ di radiazione solare al giorno: sarebbero poi quasi 10 litri di gasolio. Immaginando di volerci scaldare per 4 – 5 mesi, caveremmo da questa vetrata l’equivalente di 1195 – 1490 litri di carburante; da raffrontare al consumo dell’abitazione media tradizionale italiana, circa 1 tep all’anno.

Questa cosa non risolve i problemi della nebbiosa Modena, ma probabilmente basta ed avanza sulle colline toscane. Quante cose puoi fare con una vetrata e due tende. Siamo sicuri che valga la pena di realizzare elettrodotti DC sotto il mare o centrali atomiche che costano come una manovra economica per fare quello che può fare il vetraio del paese?

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3 risposte a Atomi, soldi e belle giornate di sole

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  2. Aldo Cannavò ha detto:

    Altra dimostrazione che le nostre autorità si preoccupano più degli interessi delle varie lobbies che di quelli dei cittadini,benchè questi ultimi siano costretti a pagare,economicamente,salutarmente e con i disagi, anche le scelte sbagliate.Si potrebbe prevenire le decisioni inopportune facendo una legge che obbligasse i nostri amministratori a pagare i loro errori,anzicchè essere poi promossi a gradi superiori.

    • fausto ha detto:

      In effetti, questa cosa l’avevo pensata pure io (almeno in termini di sarcastica provocazione). Il parlamento vuole imporre la responsabilità civile ai magistrati; perché mai invece i parlamentari non dovrebbero essere civilmente responsabili dei danni che hanno causato durante il proprio mandato? Immagino che non funzionerà mai, in una nazione che ha scelto di farsi governare da un circo equestre di nani e ballerine….

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